lunedì 30 aprile 2012

Nanotargeting

I love data.

(fonti: Let the Nanotargeting Begin, Thomas B. Edsall, NYT blog).

Clicca per ingrandire.





Rivera, Sherman, no grid


Il piano era ambizioso, e mi sono perso. La mostra su Diego Rivera, incentrata sui murales che fece a New York, è eccellente. Che bello questo Guerrero indio, ed è divertente la lettera di Rockefeller che voleva fargli togliere Lenin da un murales (poi distrutto).

Al quinto piano c'è la retrospettiva su Cindy Sherman, che mi è molto piaciuta. Sono entrato dalla parte sbagliata, ho iniziato dalle ultime opere (come quella sotto), e a ritroso sono arrivato agli anni '70. Magari se fossi entrato nel verso giusto mi sarebbe piaciuto di meno.

Alla fine il "grid" di New York, il grande piano del 1811, non avevo più voglia di andare a studiarlo. E non sarà per un'altra volta. Il grid, del resto, lo si studia a piedi, e amplifica una vena autistica: inizio da un punto e mi viene voglia, a pettine, di spazzolarla tutta, la grande città.





giovedì 26 aprile 2012

Corruzione internazionale


"A decade ago, the Foreign Corrupt Practicces Act, which bars American companies from bribing officials overseas, was rarely enforced or discussed. Today, it strikes fear throughout the executives offices operations, generating huge fees for law firms and large fines for the federal government".

With Wal-mart Claims, Greater Attention on a Law, di Charles Savage, The New York Times, 26 aprile 2012.

Lo scandalo Lockeed produsse il Foreign Corrupt Practicces Act (1977), il quale a sua volta portò alla OECD Anti-bribery Convention del 1997. In seguito alla ratifica della convenzione, l'Italia introdusse l'art. C.P. 322 bis, in base al quale sarebbe un crimine (per esempio) corrompere dei funzionari indiani per vender elicotteri. Tutto partì con lo scandalo Lockeed, ecco.

Far colazione col New York Times (di carta) e addormentarsi col New Yorker (di carta): per me l'America è una questione tattile.

sabato 21 aprile 2012

Licenziare Mario Vattani



«Una Repubblica fondata sulle menzogne e i tradimenti. Da gente senza scrupoli che accendeva le luci durante i bombardamenti! Una Repubblica fondata sui valori degli epuratori. Da chi senza tante storie e con l’aiuto degli stranieri ha fatto fuori quegli ultimi italiani che fino alla fine hanno combattuto per un’altra Repubblica!»

Mario Andrea Vattani, Console Generale d'Italia ad Osaka.

Mario Vattani non può rappresentare all'estero l'Italia e i suoi valori democratici sanciti dalla Costituzione. Chiediamo che la commissione disciplinare del Ministero degli esteri ne disponga il licenziamento.

PER ADERIRE; SCRIVI NOME, COGNOME E CITTA' NEI COMMENTI

(Nota: adesioni chiuse. La petizione è stata inviata al Ministero degli esteri il 26 aprile 2012))

Rassegna stampa:

Vattani, il console che cantava contro Usa e partigianiCorriere della Sera, 21 aprile.

Vattani, il Tar del Lazio sospende
il richiamo disposto dalla Farnesina
, Il Corriere della Sera, 15 marzo 2012.

Affaire Vattani-Casapound : le gouvernement italien à nouveau désavoué par la justice, Novo Press.

mercoledì 18 aprile 2012

domenica 15 aprile 2012

The LL Game

Vedo con piacere che il lavoro di Diego Gambetta e Gloria Origgi "The LL game: The curious preference for low quality and its norms" è stato pubblicato.

E' un articolo che racconta un aspetto importante della crisi italiana, con il ruolo che in essa giocano i cartelli di "mutually satisfied mediocrities" (oddio, come si può tradurre?).

Abstract.
"We investigate a phenomenon which we have experienced as common when dealing with an assortment of Italian public and private institutions: people promise to exchange high-quality goods and services, but then something goes wrong and the quality delivered is lower than had been promised. While this is perceived as ‘cheating’ by outsiders, insiders seem not only to adapt to, but to rely on this outcome. They do not resent low-quality exchanges; in fact, they seem to resent high-quality ones, and are inclined to put pressure on or avoid dealing with agents who deliver high quality. The equilibrium among low-quality producers relies on an unusual preference ranking which differs from that associated with the Prisoners’ Dilemma and similar games, whereby self-interested rational agents prefer to dish out low quality in exchange for high quality. While equally ‘lazy’, agents in our low-quality worlds are oddly ‘pro-social’: for the advantage of maximizing their raw self-interest, they prefer to receive low-quality goods and services, provided that they too can in exchange deliver low quality without embarrassment. They develop a set of oblique social norms to sustain their preferred equilibrium when threatened by the intrusion of high quality. We argue that high-quality collective outcomes are endangered not only by self-interested individual defectors, but by ‘cartels’ of mutually satisfied mediocrities."

sabato 14 aprile 2012

Il Re sconnesso


"El Monarca, de 74 años, se encontraba en un viaje cazando elefantes en el país africano cuando, estando en el campamento de la expedición de los cazadores, se cayó".

El Rey es operado tras romperse la cadera en un viaje de caza en Botsuana". Mábel Galaz, El País, 14 aprile 2012.

Quando studiai la storia spagnola mi convinsi che l'attuale re spagnolo è persona equilibrata e dotato di intelligenza politica. Mi sono ricreduto. Con cinque milioni di disoccupati, e lo scandalo di suo genero Urdangarin ancora in corso, bisogna essere davvero scollegati sia dalla realtà, sia dal proprio cervello, per risolversi ad andar ad ammazzare elefanti in Africa.

Nel 2006 in Russia gli fecero ammazzare un orso ubriaco. L'orso Mitrofin. Gli autori della vignetta in alto furono in seguito assolti dall'accusa di ingiuria al re (vedi qui).

Cosa facciamo?


Fuori dall'università pensano che i professori universitari siano pagati principalmente per insegnare. Lo credono, per esempio, i nostri studenti.

Questo articolo spiega bene la situazione, distinguendo tra università "teaching" e "research".

In Italia tutte le università sono (in teoria) del tipo "research", e i professori che non fanno ricerca hanno molto tempo libero. O per far danni nell'amministrazione (ma vi sono anche degli amministratori accademici bravi e illuminati), o per far soldi fuori dall'università o, in un numero tutto sommato ridotto di casi, per dedicarsi a onorevoli hobby quali la pittura, qualche sport estremo, o il bel canto in qualche coro.

L'articolo accenna anche a un'altra questione. Non abbiamo obblighi d'orario e l'attività di ricerca non ci viene imposta. Come conseguenza, non distinguiamo bene tra tempo di lavoro e di svago. Per questo, alcuni di noi cantano, da soli, in ufficio, dipingono i bordi dei libri, e si recano al lavoro in bicicletta percorrendo sensi unici al contrario. A volte, tutti e tre nell'arco della stessa giornata. E' che siamo molto fortunati.

mercoledì 11 aprile 2012

La colonia San Marco a Rodi

Si trova nei pressi di Kattavia, nel sud di Rodi. Fu fondata nel 1936 al centro di un'ampia pianura. Della colonia San Marco ho trovato soltanto questa notizia:

"[...] l'estremità meridionale dell'isola ospitò il villaggio di San Marco (Kattavia). La bonifica di questa zona era iniziata già nel 1922. Le prime relazioni si soffermavano sulle difficoltà incontrate a causa della forte presenza di sali nel terreno. La piana di Cattavia, infatti, si trovava di poco sollevata rispetto al livello del mare e al centro ospitava un lago paludoso di forma ellittica irregolare, di circa 200 ettari. Si provvide al prosciugamento della palude, ma non si ottennero i risultati sperati. Tuttavia, ciò non impedì l'insediamento di coloni italiani provenienti dal trevigiano e dalla Romagna e la coltivazione di circa 500 ettari di terreno demaniale. Tuttavia, sia per le caratteristiche naturali del territorio, sia per l'amministrazione del comprensorio, i risultati non furono quelli auspicati." (*)


La struttura centrale è formata da due ali, al lato di una grande chiesa e di un campanile che vuole somigliare a San Marco di Venezia. La chiesa è stata restaurata, ma è chiusa. Tutto il resto è in stato di abbandono.


L'ala destra ospita dei locali il cui uso non sono riuscito a decifrare. Immagino si trattasse di magazzini, forse anche di abitazioni.


Nell'ala sinistra si trova la scuola - all'entrata si legge ancora la parola "elementare".


Un'aula.


I bagni.


Il campanile, come tutto il resto, è in cemento armato, ma all'esterno è ricoperto di mattoni, a somigliare a un San Marco ersatz e rimpicciolito. Una via di mezzo tra la realtà, e "l'Italia in miniatura".


Dall'altro del campanile si domina l'ampia pianura.


Sparsi nella pianura si trovano altri edifici. Questa era la fabbrica della seta.


I contadini, dalla distanza, vedevano il centro della loro comunità, il campanile di San Marco, e si sentivano a casa.

(*) Marcella Arca Petrucci (a cura di), Atlante geostorico di Rodi. Territorialità, attori, pratiche e rappresentazioni (1912-1947). Per una geografia del colonialismo italiano. Gangemi Editore, 2011.

martedì 10 aprile 2012

Guerra, pace, e io


Il merito che deriva dalla lettura del grande quadruplice mattone in lingua (aiutato da una vetusta traduzione "capolavori Sansoni" del '65) si è sbiadito a causa dei sei mesi che mi sono occorsi: praticamente, la durata della campagna di Russia. Quasi un parto, ecco.

In Guerra e Pace mi sono identificato con tanti personaggi: a tratti, col Principe Andrej e con Pierre, persino con la bella Elena e anche un po' con quel delinquente di suo fratello. Non mi sono identificato con Nikolaj, molto diverso da me. Per quanto riguarda Kutuzov, ci sto pensando. Napoleone ne esce distrutto, e comunque non l'avevo mai avuto in simpatia.

Tolstoj poteva risparmiarsi i quattro quinti delle sue teorizzazioni sulla storia - si ripete, si ripete e si ripete. L'epilogo dei buoni sentimenti davanti al focolare domestico, poi, è insopportabile. Insomma, si poteva fare a meno di un trecento pagine, e Guerra e Pace avrebbe comunque mantenuto la sua reputazione di opera monumentale. E io, in queste vacanze pasquali, avrei letto qualcos'altro.

In alto si vede il famoso grafico di Charles Joseph Minard che mirabilmente riassume il disastro francese. Ho scelto un'immagine con una buona definizione: se la si seleziona diventa molto più chiara.

mercoledì 4 aprile 2012

L'incommensurabile casta


Alla fine, la commissione Giovannini si arrende: "Costi politica, la commissione getta la spugna: "Governo rimetta norme su tetti stipendi" (La Repubblica).

Ne avevo parlato qui e qui.

La commissione non ha concluso nulla, e in questo modo si è perso del tempo. E questo era l'obiettivo, del resto: missione compiuta.

I piedi di Tom Perry


A pagina 32 dell'ultimo numero (aprile) della rivista del Club Alpino Italiano c'è un articolo su Tom Perry (nella foto), che scala a piedi nudi. "Posso dire di essere un uomo che vive con i piedi per terra", afferma.

C'è anche una foto dei suoi piedi, verso i quali provo un sentimento prossimo all'invidia.

Tom Perry si chiama Antonio Peretti, e questo è il suo sito. Apprendiamo che è anche stato "premiato con il Radicchio D'oro a Treviso come originalità Veneta".

lunedì 2 aprile 2012

Hal White, 1950-2012


Il tam tam su Internet aveva preannunciato il peggio. Con dolore apprendo ora della morte di Hal White. Su chi era e cosa ha fatto, si leggano le belle parole di James Hamilton.

Sono grato a Hal per due ragioni. Per l'econometria che mi ha insegnato, negli anni a San Diego. E per un'altra questione che farà sorridere. Veniva a fare lezione con calzoncini e maglietta e magari sandali ai piedi. Forse ci sarei arrivato anche da solo, anche senza quell'esempio di assoluta eccellenza unita alla semplicità e all'informalità. Ma se a lezione anch'io vado vestito come capita non è certo per emulare Hal, di tanto più grande di me. E' perché anche grazie a lui mi convinsi che l'Università deve essere il luogo della libertà, in cui conta quel che dici e fai, e non come appari o quante arie ti dai. Idealmente, se poi non ne derivasse un inutile e fastidioso scandalo, a lezione, all'università, i professori dovrebbero andarci nudi.

Grozny - Mosca


La brava Lucia Sgueglia scrive da Grozny, uno di quei luoghi di cui ci siamo dimenticati. Sbagliando, perché senza la Cecenia (e Kadyrov) non si capisce la Russia, e Putin. E io non dico di capirli, che il mondo è grande e complicato e ti dà un senso di sopraffazione, il lunedì mattino, ma almeno mi impegno e ci provo.

Navalny parla dello scandalo che coinvolge Shuvalov, uno dei luogotenenti di Putin (si veda anche il Wall Street Journal in merito). Si è arricchito, e molto, in collegamento con gli oligarchi "londinesi" Abramovich e Usmanov:

"This is one of the basic problems of Russia," says Georgy Satarov, a former Kremlin aide who is now a consultant to government and businesses on corruption issues. "The separation between government and business just doesn't exist." (WSJ)

Sto terminando la lettura di "The hidden order of corruption", il nuovo bel libro di Donatella della Porta e Alberto Vannucci (quello a sinistra nella foto). Quando la corruzione è endemica, come in Russia, è molto difficile pensare a politiche di riforma, innanzitutto perché nessuno tra i decisori ha un interesse a modificare la situazione. Lo stesso concetto di "politica", di azione mirata per andare da A a B, risulta confuso e quasi privo di senso.

Nella foto, Olga, la moglie di Shuvalov. Fa la casalinga ma, grazie a "transazioni di borsa", ha guadagnato milioni di dollari. Il libro di Della Porta e Vannucci avrebbe potuto almeno dedicare un paragrafo, o che so, una nota a piè di pagina, al ruolo delle mogli, negli affari di corruzione.