martedì 29 settembre 2015

Average



Alcune fonti di informazione (Libero, La Repubblica, ecc.) riportano oggi, all'incirca:

"Bmw, Renault, Average, Ford e Volkswagen ("che sono nella media, n.d.r") hanno un gap che oscilla tra il 37 e il 35%. Toyota e Fiat infine hanno gli scostamenti più bassi attorno al 25%." (enfasi mia).

In questo colossale copia e incolla che ci già ci stritola le caviglie, non si ha voglia di indagare chi abbia iniziato. Vince il desiderio di distrarsi, uscire da casa e godersi la vita. Correre per strada, coi capelli al vento, che bello sarebbe! su una bella decappottabile "Average" nuovo modello.

lunedì 28 settembre 2015

Dismacap a Dismaland



Il mio amico (conoscente?) Claudio Caprara è stato a Dismaland, per Il Post.

Non ha fotografato Dismaland ma chi lo visitava. Dismajohn e Dismamary, e Dismacap, che non si vedeva, ma si intuiva.

martedì 22 settembre 2015

Un Aiuto per la Coalizione Civica Bologna



Ieri sera ho partecipato alla riunione fondativa della Coalizione Civica Bologna. Siccome quel che segue è un po' tranchant, anticipo: a meno di catastrofi, voterò il loro candidato, per una serie lunga di motivi, ad iniziare da questo: non sono tra quelli che mangiano dalla greppia del PD bolognese, ed è una scelta obbligata, di dignità. Se potrò, darò una mano (forse non me la chiederanno dopo quel che segue). E l'assemblea di ieri è andata bene: tanta gente e una buona atmosfera.

Ha aperto i lavori un signore che non si è presentato. Ho alzato la mano e gli ho chiesto di presentarsi: Avvocato Mario Bovina. Pare che lo conoscessero tutti e che lo dovessi conoscere anch'io. Questo è il punto, insomma, inizio pessimo. Avrei voluto essere didattico con l'Avv. Bovina e spiegargli, se non sei il Papa o Fidel, quando prendi la parola ti presenti. Soprattutto se l'idea è di essere inclusivo. Ma siccome già avevo avuto l'onere del primo intervento dal pubblico della prima assemblea che porterà alla vittoria, mi son taciuto.

Poi ha parlato Mauro Zani. Zani, per sua ammissione, è un "vecchio arnese" della politica. Io, essendo tra quelli che della politica preferiscono gli arnesi vecchi a quelli nuovi, ho tutto sommato apprezzato, se non tutto quel che ha detto, come lo ha detto.

Quel che non ho apprezzato è il riferimento ripetuto ai massimi sistemi. Se vuoi provare a vincere questa missione impossibile (chiamiamo le cose come stanno), stai sul pezzo e parla di Bologna. Dell'ideologia liberista dominante potrà interessare a te e ai tuoi amici del bar (bar del centro, non quelli di periferia dove, secondo Zani, si respira tristezza e abbandono). E non sto dicendo che i discorsi critici sull'ideologia liberista siano sbagliati - migliorabili lo sono, questo si. Dico che devi decidere se vuoi far testimonianza, o se te la vuoi giocare. Io poi vi voto comunque, ma mi piacerebbe divertitmi almeno un po' e giocarmela.

Terminato Zani, uno che ha mestiere, è iniziata una fase delicata. Delicata perchè per candidarsi ci vuole il famoso candidato, e al momento non c'è. Le due donne sul palco sarebbero nomi papabili. Per cui attenzione, mi son detto, e vediamo come se la cavano.

Marina D'Altri ha avuto un ruolo importante nel promuovere il referendum "Articolo 33". Una battaglia sacrosanta e vittoriosa. Ha tutta la mia simpatia. Ha letto un discorso con voce impostata male. Due problemi: il discorso letto, che non era terribile, e la presenza sul palco. Sicuramente migliorabile, ma così come si è presentata, non ce la può fare.

Poi, dopo un video super-multiculturalista, ha parlato Paola Ziccone, ex direttrice del carcere minorile del Pratello. Ha letto meglio, ha sforato ampiamente i tempi, passando per Amartya Sen e non so chi altro, e ha fatto discorsi - per esempio, sulla sicurezza - che se si dovesse trovare a farli con i candidati avversari finirebbe male, e se, ascoltando l'invito di Zani, decidesse di proporli agli avventori di un bar di periferia, finirebbe molto male.

Che fare? (anzi, perché il mio non sembri becero revisionismo: что делать?). Dipende. Se l'idea è di raccontarsela, così va benissimo. Avanti, e comunque avrete il mio voto. Se l'idea è di giocarsela, un po' di professionalità non guasterebbe. Sfrondare i massimi sistemi e stare sul pezzo. Pensare davvero ai bar di periferia, non come vezzo retorico, ma sul serio: andare a sentire che ne pensano, di Amartya Sen e delle idee salottiere della Ziccone sulla sicurezza (salottiere non perché non le condivida eventualmente, ma perché ci si candida per Bologna, dentro a vincoli stringenti, e non, purtroppo e come ci piacerebbe, per il Governo della Galassia).

Secondo, professionalità. Subito una squadra di comunicatori e ghostwriter. Quel che si è visto ieri, Zani a parte, è ampiamente al di sotto dello standard necessario. Se il candidato sarà una delle due donne sul palco, ha bisogno di essere aiutato. Non c'è niente di male: è l'inizio, le persone crescono, e del resto di fronte c'è uno che non cresce più e continua a piangere ogni volta che tocca un argomento commovente (quasi tutti; e non che consideri il pianto maschile inopportuno, ma insomma, un po' di misura). Meglio si può fare: ottimismo e entusiasmo sono leciti.

In alto, la foto di uno sgombro. Cosa c'entra? Zani ha detto "noi faremo il ballo dello sgombero". Non avevo mai sentito questa espressione (si vede che sono forestiero). Mi sono persino chiesto, "ma che c'entra lo sgombro?".

Io ho un problema con le riunioni: non riesco a star fermo e a concentrarmi. E quando i relatori sforano i tempi, poi, mi perdo nell'ampio mare, dove ci sono gli sgombri che ballano.

domenica 20 settembre 2015

Un bosco bello / 2




Sono tornato al bosco di Mandromini per studiarlo ulteriormente.

Potrebbe essere una pulsione ossessiva-compulsiva, quest'idea di pettinare un bosco passo a passo. Bosco enorme, il progetto di una vita, la vita di un ossessivo compulsivo.

O forse è una nobile ambizione, che mi porterà ad essere il più grande esperto della Galassia di quel bosco bello. Obiettivo secondario rispetto al governo, della Galassia, si dirà. Ma si va per tappe intermedie, dal torrente al bosco, dal bosco alla Galassia. Datemi tempo.

Il torrente è il Verdiana. Cercavo un passaggio alto sulla valle ma non l'ho trovato. Allora ho deciso di calarmi per il Verdiana. Arrivare al solco del torrente, poco sotto la fonte, è stato faticoso (ormai m'ammazzavo). Arrivatovi, verso l'alto si vedeva quel che vedete in alto.

Verso il basso, quel che vedete in basso.



Non so se offre l'idea dell'avventura che si preannunciava. Una specie di penetrazione nella valle per la via breve. Non è stato facile, per l'asperità dei luoghi.



Da quando ho scoperto che anche il mio telefono ha una fotocamera davanti, ho capito la logica dei selfie. E' che si deve sperimentare, per capire.



Questo parallepipedo di pietra in mezzo a un bosco fitto fitto e a lato di un torrente, per un verso è privo di senso, e per l'altro, è la prova dell'esistenza degli UFO.



La difficoltà maggiore nel discendere il Verdiana è stato superare questa cascata. Subito dopo, ho ritrovato un guado che già conoscevo e ho risalito il monte.



Questo è trailfood. Ho iniziato a portarne con me sempre, anche in città. L'idea è che si è sempre in cammino, e ci si deve nutrire. L'idea è, superare la distinzione tra vita in città e traversate estreme. "Montagnizzare la città" (?).



Ho cercato una traccia che mi portasse in cima al Monte Cornaccio. Così ho rivisto il bosco bello dall'alto.



La salita è stata dura.



La vista dei monti che chiudono il bel bosco.



Arrivato in cima, si vede una traccia, che doveva essere un sentiero. Io ovviamente, salendo, non l'avevo vista e procedevo a sentimento.



Mi sono anche seduto, in cima, su quel cippo di confine.



E mi sono fermato un a godermi la vista. Si vedono le città della toscana.



Avevo in mente altre ricerche - un taglio nel bosco da esplorare, soprattutto - ma le ho dovute rimandare. Così, sole basso e aria calma, mi son goduto un bel pezzo del crinale. Sopra si vede il contrafforte de La Riva. A destra, le acque vanno direttamente in Adriatico, e a sinistra, arrivano al Po.



Il Lago Scaffaiolo.



Il tramonto, ma continuo a camminare.



Ho proseguito lungo il crinale.



Le città della Toscana fanno molta luce. Così sono arrivato al Rifugio di Porta Franca. Come mi avvicino alla porta del bivacco per entrarvi, vedo un bel topo che entra dalla fessura. Io mi sono stancato di dormire coi topi, al rifugio di Porta Franca (vedi qui). Ho optato per il molle lusso borghese di un letto in camerata. E ho chiacchierato amabilmente, incluso di temi quali l'animismo, e come andare a piedi da Bologna a quel rifugio, in modo quasi indolore.



Il giorno successivo, che poi sarebbe oggi, mi sono diretto verso Porretta Terme per prendere il treno. Qui si vede il Pian dello Stellaio.

Sono passato dal Rifugio di Montecavallo, al quale ero molto affezionato, ma che ora è sotto il controllo delle Forze del Male. Sono entrato per combattere il male, e il male mi ha dato del figlio di buona donna. Potrà sembrarvi eccessivo, ma è così. Sono cose normali, quando si combatte il Male.



Quando percorro un certo sentiero che conduce a Porretta, sempre mi fermo qualche minuto nell'aia di una bella casa persa tra i monti. A chi se ne va, la casa saluta con un "ciao", e una faccia triste.

So che anche voi vorrete calarvi come Indianagions per il Verdiana, salire il Cornaccio, e dormire coi topi. Ecco allora dove dovete andare. Qui sotto.

E se seguirete il mio esempio, sarà per voi solo una tappa intermedia, rispetto al vostro progetto finale.

Tenendo presente che il vostro progetto non è il governo della Galassia, perché quello è già preso.








giovedì 17 settembre 2015

Viva l'ignoranza



Viva l'ignoranza, che ti permette di scoprire cose nuove, e nuovi autori, come Isaac Babel, ebreo russo di Odessa, che morì con un colpo del NKVD alla testa il 27 gennaio 1940.

Ho letto i Racconti di Odessa, in edizione bilngue russo-francese. Non facile: "Babel is not only Russian, but a Jew; not only a Russian Jew, but a Russian Jew from Odessa. His writing is famous for its Odessan slanginess, which many Odessans believe to be funny and comprehensible only to other Odessans. Some even become upset when outsiders claim to find Babel funny, because his is the humor that Odessa Jews earned the hard way." (Elif Batuman, Babel in California).

Il primo racconto della raccolta, король, "Il Re", protagonista il gangster Benya Krik, è perfetto. Totale controllo, equilibrio, ritmo, e una chiusura memorabile.

Viva l'ignoranza, che ti fa scoprire sempre cose nuove.

mercoledì 16 settembre 2015

Xenodronenoia



Da tempo sono terrorizzato dall'idea che la mia persona sia vittima di un attacco da parte di un drone azionato da dei profughi mediorientali (o africani).

Fortunatamente, un'impresa nazionale ha messo sul mercato una soluzione, il Falcon Shield Counter UAV System, che identifica i droni e li attacca con strumenti di guerra elettronica. Sottolinea la brochure pubblicitaria, è efficace tanto in ambienti aperti, come nei "canyon urbani".

Ho deciso che porterò la proposta di installazione di un sistema Falcon Shield sul tetto di casa mia alla prossima assemblea di condominio. Bisogna pur difendersi.

Xenodronenoia = Timore di essere vittima di un drone azionato da profughi.

martedì 15 settembre 2015

La Buona Scuola



Oggi per molti inizia la scuola (la settimana prossima anche per me).

In questo anno di importanti riforme, rivolgo un augurio personale alle persone coinvolte, e auspico che la selezione tra quel che conta e quel che no possa avvenire per le vie brevi.

domenica 13 settembre 2015

Un bosco bello



Quando si può dire che un bosco è bello? Oggi, mentre camminavo, mi sono dedicato a questo problema.

Innanzitutto deve essere grande, del tutto disabitato e selvaggio: come lo osservi, deve esser chiaro che lì dentro ti puoi nascondere. Deve occupare una valle scoscesa e irta: il gioco delle diverse altitudini è bello a vedersi, e i cammini dentro al bosco saranno di montagna vera. Ma il terreno di un bosco bello non può essere troppo ripido, ne' la valle troppo chiusa, perché lo sguardo non potrebbe spaziare abbastanza. Un bosco bello, invece, deve essere ben osservabile da tanti punti diversi. Dal crinale che lo sovrasta, dai contrafforti che lo chiudono, dalle alture interne al bosco che si dipartono dai contrafforti.

Deve essere percorribile a piedi, con un numero di sentieri che sia sufficiente, ma non eccessivo, e deve essere abbastanza vario. Ben venga che a un certo punto si apra un prato con un piccolo specchio d'accqua, un tempo usato per le bestie. Ottimo, se c'è un gruppo di case abbandonate dove dentro si può dormire stesi per terra.

Queste sono le caratteristiche che deve avere un bosco perché si possa dire bello. E mentre camminavo, mi sono accorto che solo stavo elencando le qualità di un bosco particolare. Si trova nella provincia di Pistoia, ed è chiuso a est dal Poggio dei Malandrini, a nord dal crinale tra il Monte Gennaio e il Monte Cornaccio, e a ovest dal contrafforte che dal Cupolino porta a Le Roncole.

Da qualche anno sto esplorando quel bosco, e ieri per la prima volta ne ho attraversato la parte alta, a cercare un vecchio cammino che in parte esiste, e in parte no. E' stato faticoso, ma vale sempre la pena faticare dentro a un bel bosco.

Per celebrare il passaggio alto del torrente delle Verdianelle, ho creato un'immagine unica con tutte le mie esplorazioni.

L'idea di elencare le caratteristiche di qualcosa perché lo si percepisca bello mi viene da Marco Bertamini. Lui ci fa degli esperimenti, su ste cose.

Marco, secondo me qui c'è spazio per un qualche articolo scientifico. Sono quasi sicuro che l'estetica della percezione dei boschi, in ambito accademico, è un campo (o bosco) ancora vergine.

giovedì 3 settembre 2015

Consumo vistoso catartico e formaggio



Pochi giorni fa (si parlava di lavoro), il mio amico Osvaldo mi ha avvertito: "do not spread yourself too thin".

Osvaldo è persona saggia, ma non gli ho dato soddisfazione: "Too late: l'unica strategia possibile, per un tuttologo, è lavorare su qualsiasi tema, per ingrossare almeno un po', almeno da qualche parte, quella specie di piadina universale che è il mio cervello".

(Non solo sono romagnolo io, ma anche quell'alieno che si nasconde da qualche parte sopra al collo e che da molto tempo ormai mi dà ordini).

Nel tentare di ingrossare qua e là la piadina universale in questo periodo mi sto dedicando all'Africa, e credo di avere ormai appreso molte cose utili. Poco fa ha attirato la mia attenzione una nota alla fine di un testo del 1975 di un tale Victor Le Vine, "Corruption in Ghana", apparso in "Transition", No. 47, pp. 48-61. La riporto.

"The phrase "cathartic conspicuous consumption" was suggested to me by Prof. De Graft Jonhson of the Department of Sociology, University of Ghana. It refers to the consumption of "big men", by which their clients or constituents can derive emotional, if not material satisfaction from their good fortune. Despite widespread acceptance of the political Protestant ethic in Ghana, the modern "big man" - be he chief, official, or politician - who neglects the appearancs of prosperity is likely to be more frequently ciriticized for stinginess than praised for austerity".

Secondo la teoria della piadina universale, le zone di ispessimento dovranno un giorno costituire i pilastri di ponti concettuali che febbrilmente si incroceranno tra loro, modello svincoli a Shangai: ponti concettuali che rappresenteranno dei fruttuosi collegamenti interdisciplinari.

Purtroppo, per il momento erigo perlopiù dei collegamenti poco pertinenti, forse perché la piadina è ancora sottile. Ora per esempio mi viene in mente il frammento di una epistola che Epicuro inviò a un amico, chiedendogli: "Portami una pentolina di formaggio, cosi che possa gozzovigliare quando ne ho voglia".

martedì 1 settembre 2015