lunedì 13 settembre 2021

Appunti di economia dei media, e mai più

"Appunti di economia dei media": rivistili ora dopo un anno, ho compreso che rappresentano il punto di massima vicinanza che mai raggiungerò rispetto alla scrittura di un manuale di economia. L'ho compreso perché, a distanza, meglio osservo come sia cresciuta negli anni la mia tendenza a divagare. 

Alle "discipline" ormai non credo più, e se comandassi io riorganizzerei tutta la didattica universitaria, trasformandola da verticale, per filiere del sapere, in orizzontale, per collegamenti e, appunto, divagazioni. Da svolgere - e lo affermo ben rendendomi conto di quanto l'idea sia poco originale - all'aria aperta, camminando, anzi, marciando.

Sono buoni motivi sia perché io non comandi un bel nulla, sia perché mi (si) tenga ben alla larga dalla manualistica.

Questo è: quasi 90 pagine, e come ho detto si intitolano "Appunti di economia dei media" (file PDF), ma potrebbero intitolarsi in tanti altri modi non tutti confessabili in pubblico.

giovedì 2 settembre 2021

Ufficio mobile

 

Il telefono, che ogni tanto mi manda cose sua sponte, mi ha incollato da solo queste foto di ieri pomeriggio tardi, formando un panorama a 180 gradi del mio ufficio mobile sui colli. Essendo mobile, il mio ufficio è un po' lì e un po' altrove e, in un certo senso, è dappertutto.

Se all'Università di Bologna comandassi io toglierei l'ufficio a quasi tutti, e abbatterei tanti immobili, a creare spazio per un'ambiziosa espansione del giardino botanico.

I professori li manderei a camminare in quel grande bosco che si formerebbe in centro, allietati da piante aromatiche, o se preferiscono sui colli, come faccio io ora. Con libro o tablet in mano, e autorizzazione rettorale a parlare ad alta voce anche da soli.

Migliorerebbe l'Università e anche la città, che come sciame si espanderebbe su più vasta area, e quasi inebriata, come polmone vivo, respirerebbe i refoli che salgono dal centro di quelle piante molto aromatiche di cui ho detto.

E' che a Bologna manca fantasia.

mercoledì 25 agosto 2021

Roditori mostruosi e lotta di classe

Mi ero perso l'audio virale della "Cheta [snob] de Nordelta". Una che, vivendo nell'esclusiva gated community di Nordelta di Buenos Aires, si lamentava perché vi abita anche gente volgare che non condivide i suoi "valori morali e estetici".

Ora a Nordelta sono invasi dai Carpincho, i roditori più grandi del mondo che pesano sino a 60 chili. In realtà ci sono sempre stati, ma mai così numerosi e aggressivi: avrebbero iniziato ad azzannare i cani da passeggio. Il problema è che il loro habitat naturale è stato progressivamente distrutto, e loro si arrangiano come possono, chez les riches. 

Chi a Buenos Aires vive in quartieri più volgari rispetto a Nordelta pare che si stia divertendo:

"Los roedores han protagonizado cintos de bromas y memes virales en los que se los ve leyendo El capital, convertidos en Marx-Pincho, armados como guerrilleros, respetando la distancia social mejor que los humanos o propuestos como candidatos para el aún no existente billete de 2.000 pesos por ser 'patriotas de la naturaleza argentina'."

Anche qui, molto lontano, si simpatizza coi roditori.

Una invasión de carpinchos agita la guerra de clases en Argentina. Mar Centenera, El País, 25 agosto 2021.

sabato 21 agosto 2021

L'impero del dolore


Ho terminato di leggere "Empire of Pain" di Patrick Radden Keefe. E' la storia della famiglia Sackler, a partire dal fondatore della dinastia, Arthur, e dei suoi fratelli, sino alla  catastrofe provocata dalla loro Purdue Pharma, produttrice dell'Oxycontin.
Spero che questo libro venga presto tradotto in italiano. Qua da noi, mi pare, in pochi hanno contezza dell'entità del problema della tossicodipendenza negli Stati Uniti, che in buona misura è stata provocata dalle strategie di vendita criminalmente spregiudicate di alcune imprese, e della Purdue Pharma prima di tutte. 
Il libro è un esempio di quel che dovrebbe essere il giornalismo investigativo: estremamente rigoroso, con un apparato di note imponente, e ben scritto. In Italia ci sarebbe un gran bisogno di libri così. Mi rendo conto che certa cialtroneria giornalistica che si riscontra da noi è anche spiegata dall'entità del mercato: il costo fisso per scrivere un libro di tale qualità è accettabile solo se vi è un'attesa ragionevole di vendere un numero di copie incompatibile con la dimensione del mercato italiano. Ma la qualità, se non la si pratica, non la si conosce, e i buoni esempi non sono mai inutili.
 
Leggendo questo libro ci si pone una domanda: se con Oxycontin l'unione di "Big Pharma" con autorità pubbliche accondiscendenti e corrotte ha creato un tale disastro, perché ora dovremmo fidarci dei vaccini per il Covid? Io, che dei vaccini mi fido, credo di avere una risposta. Sarebbe bello spostare un po' il dibattito per tentare di osservare la questione dei vaccini, per così dire, di lato. Anche per questo spero che "L'impero del dolore" venga tradotto presto, anzi, che qualche editore abbia già acquisito i diritti.

domenica 8 agosto 2021

Covid e ginocchia

Si sa che il Covid è bastardo e ha effetti variabili e sorprendenti: ad esempio, a me ha preso alle ginocchia. Infatti, siccome durante l'inverno scorso le piscine erano chiuse per causa del Covid, non potendo alternare il nuoto con la corsa solo correvo, e correvo quasi tutti i giorni. Può essere che i miei problemi alle ginocchia non derivino solo dal Covid, ma anche da un grado di stupidità, e però da null'altro.

In questi due giorni, con un bel giro in montagna, ho voluto mettere alla prova quei due snodi sia là in basso, sia di cui sopra. Il piano originale era di disegnare un grande anello sino all'Abetone, lungo almeno tre giorni e dormendo per terra. Dovevo andare con A*, che però ha fiutato il pericolo e ha accampato sofisticate scuse. Come dargli torto: il pezzo forte è stata la notte sotto la pioggerellina, in mezzo alle nuvole che il vento sbatteva contro il crinale dove mi trovavo. 

Qui sotto c'è una testimonianza del risveglio di questa mattina, dopo che laboriosamente mi ero desquamato di dosso il sacco a pelo fradicio. Termina con una vista di quel che si vedrebbe se si vedesse qualcosa: un giro d'orizzonte che include il Corno alle Scale, la stupenda foresta di Mandromini, e si chiude a ovest con le Apuane.


In quella minuscola radura protetta da alberi bassi e piegati dal vento avevo sostato più volte in passato, e anche trascorso la notte. Così appariva ieri sul far della sera.



Non avevo però mai dormito  sotto la pioggia,  avvolto in un foglio di plastica troppo piccolo, ne' lì ne' altrove, e mi pento di non aver fatto prima un'esperienza che davvero raccomando. Di più: sono convinto che uno Stato che si rispetti dovrebbe ordinarla a tutti i suoi cittadini, almeno una volta, sia perché tonifica, sia perché di questi tempi arricchirebbe il dibattito democratico sulla cosiddetta "dittatura sanitaria", aumentando i poli delle permutazioni consentite. Si o no, a vaccino, lasciapassare verde, e notte per terra sotto la pioggia? E' un dibattito che va alimentato e arricchito.
***
Ieri, lunga camminata da Porretta Terme. Quello sotto è il Passo del Cancellino, sul quale ho una mia teoria di cui scrissi qui, ed uno dei motivi per cui mi piace andarci.

Oggi, lunga discesa per tornare a Porretta, per altra strada e passando per Monteacuto, alla cui fontana sempre mi fermo per leggerne la storia rimata.

Se qualcuno volesse ripetere, ma tutto e per filo e per segno, che se no alle ginocchia non serve, questo è stato il percorso.

mercoledì 4 agosto 2021

L'abbiamo fatto volare

 
E l'Italia fece volare Gurbanguly Berdimuhamedow, presidente del Turkmenistan, su uno dei suoi "caccia leggeri" M346-FA. Chi, sbagliando, non segue le peripezie del Presidente Berdimuhamedow, non potrà apprezzare sino in fondo questa testimonianza (il video in alto).

E' arrivato in bicicletta (sul retro si intravedono due C-27J da trasporto, sempre italiani e anche loro da poco consegnati al cliente asiatico) e ha decollato, verosimilmente con un pilota di Leonardo ai comandi.

Alla fine dell'avventura, due avieri sembrano essere molto d'accordo con quanto il Presidente ha da dire sull'aereo, al quale dà una manata affettuosa, come credo si faccia coi cavalli.

E di cavalli lui se ne intende: si veda al minuto 11:00 qui sotto, dal "Last Week Tonight with John Oliver" (2019; l'episodio è raccontato in Sovietisan, di Erika Fatland). 


lunedì 2 agosto 2021

Russia: lo era

Lo scorso gennaio scrivevo che la Russia è il Paese più trasparente del mondo. Mi riferivo alla presenza di media sofisticati e alla disponibilità (in buona misura grazie alla corruzione) di banche dati riservate  molto utili per realizzare eccellenti attività di giornalismo investigativo. 

Risulta che "lo era". In questi mesi il governo ha stretto i bulloni (*), intraprendendo azioni giudiziarie strumentali verso giornalisti indipendenti per render loro la vita impossibile. Dopo aver tentato di assassinare l'oppositore Navalny - fatto, mi pare, provato oltre a ogni ragionevole dubbio - lo ha messo in galera, dichiarando illegale il suo movimento. 

La Russia continua ad affascinarmi. Da un lato, una gran forza governativa pare indicare che, lassù, tutto è possibile. Allo stesso tempo si osserva tanta debolezza, come è emerso in modo palmare nella gestione (o non gestione) della pandemia. Non si sono avute reali misure di contenimento anche per non creare malcontento, che sarebbe inopportuno tanto più ora, con le importanti elezioni legislative del 19 settembre alle porte. E il prezzo in termini di mortalità è stato spaventoso: a fine anno i morti potrebbero avvicinarsi allo 0.5% della popolazione (qui). 

Le statistiche ufficiali manifestano una forma di strabismo. Da una parte vi sono i dati chiaramente mendaci sui morti giornalieri. Si è evitato, per così dire, di disturbare il popolo, i cui umori il Cremlino scruta sempre con attenzione. Ma il senso di falsa sicurezza diffuso da quei dati verosimilmente ha contribuito ad aumentare il numero dei morti: in queste pagine, alla fine quasi sempre mi occupo di dati, ed eccone allora una nuova categoria: "i dati che uccidono". 

Dall'altra parte si hanno le statistiche, altrettanto ufficiali, sulle "morti in eccesso", il cui contenuto è ben diverso: ad oggi si è avuto oltre mezzo milione di morti (qui). Equivale allo 0.35% della popolazione; in Italia, dove la popolazione è sensibilmente più anziana e quindi più vulnerabile, siamo forse allo 0.25%. E fuori di polemiche nostrane su questo o quel politico, da noi le cose sono andate molto male ma, anche rispetto al male, in Russia si è avuta una catastrofe.

E' sorprendente la tolleranza della Russia verso la morte dei suoi cittadini, la cui aspettativa di vita alla nascita, del resto, è di oltre dieci anni inferiore a quella degli italiani (dati del 2019). Malgrado tutto questo, o forse chissà anche per questo, che interessante che è la Russia. Ma quante morti, sempre, e quanto dolore.

(*) Mi segno l'espressione in russo, che sempre dimentico, e che qui si spiega simpaticamente: Закручивать гайки

giovedì 29 luglio 2021

Massimo Cacciari come caso di studio

Il 22 settembre alle 11 tornerò in classe, corso in "Data Analysis". Ho deciso che inizerò proponendo agli studenti il "Caso del filosofo Massimo Cacciari", rappresentato da una delle "domande alla scienza" che giusto a ieri ha formulato riguardo ai vaccini Covid (*). Più che di domande si tratta di insinuazioni, e una semplice ricerca su Internet avrebbe consentito di trovare risposte autorevoli se non a tutte, a diverse. Ma ai miei studenti, di sei domande, sottoporrò solo l'ultima:

 "6) [Risponde alla realtà o no] che in Israele e in Gran Bretagna molti dei decessi nell’ultimo periodo sono di persone che avevano già ricevuto la doppia dose è una fake news?"

A questa aggiungerò la mia:

Quale grave errore sta  commettendo Cacciari, nel momento in cui, formulando la sua domanda, implicitamente ci informa di ritenerla rilevante?

Massimo Cacciari è vittima di una nota fallacia, e un corso in "Data analysis" (o statistica, per parlar come si mangia) ha il dovere di allenare gli studenti a smascherarla prontamente.

E' chiaro dove sta l'errore? Se si, bene, e fine. Se no, si veda sotto al titolo: "Distorsione da selezione del campione" (o in inglese: "sample selection bias"). 

Distorsione da selezione del campione

Supponiamo che la metà della popolazione sia vaccinata.

Supponiamo che si osservi che il 70% delle persone entrate in terapia intensiva nel corso dell'ultima settimana è vaccinata (nota: numero inventato). Quindi, la risposta alla 6a domanda di Cacciari è "SI" - si noti in particolare che 70% > 50%, e non solo sarebbero "molti", ma relativamente "di più" rispetto alla percentuale dei vaccinati.

Possiamo concludere che il vaccino "non funziona"? NO.

Il motivo: il 50% dei vaccinati non è stato scelto a caso, con una lotteria, ma (almeno in gran parte) seguendo un criterio di priorità, che dipende dalla vulnerabilità al Covid (dalla "probabilità di finire in terapia intensiva, se si è contratto il Covid", poniamo). Prima gli anziani, eccetera. Per cui, quel 70% di per sé non direbbe assolutamente nulla, e per trarre conclusioni circa l'efficacia del vaccino i dati vanno trattati in altro modo. La domanda di Cacciari è irrilevante, e punto.

Può apparire ovvio, ma il problema della "distorsione da selezione del campione", che così si chiama, a volte in un certo senso "si nasconde" e necessita di un occhio allenato per essere individuato. Ecco un altro esempio, forse un po' meno semplice del precedente.

Supponiamo di leggere sul giornale (come a volte capita) "La laurea vale "tot" Euro al mese", conto fatto confrontando lo stipendio mensile di giovani laureati (poniamo, a 30 anni), con giovani non laureati della stessa età. 

Dov'è l'errore? E verosimilmente, il vero "valore" della laurea sarà più alto o più basso rispetto a quel "tot"? (**)

Suggerimento: qui la distorsione non è "da selezione", ma da "autoselezione" - che potrebbe esserci anche nel caso dei vaccini, essendo possibile che, poniamo all'interno di una certa fascia di età "autorizzata", si vaccinino con maggiore frequenza le persone che si considerano più vulnerabili.

Io ero rimasto all'idea che la filosofia dovesse un po' insegnare a pensare, ma avendo letto il filosofo Massimo Cacciari, ho capito di sbagliarmi.

(**) Essersi dedicato a simili problemi di "stima" di tali effetti ("for his development of theory and methods for analyzing selective samples") valse a James J. Heckman il premio Nobel in economia del 2000.

sabato 24 luglio 2021

Ivo Dimchev

 
 "In the past few years, Dimchev, an openly queer artist in a relatively conservative and patriarchal country, has improbably become one of Bulgaria’s most famous singer-songwriters."

The Extravagant Exuberance of Ivo Dimchev, di Dimiter Kenarov. The New Yorker, 23 luglio 2021. 

E' fantastico.

venerdì 16 luglio 2021

Francesco Giavazzi e io



Mi si chiede: ma tu, quando iniziasti a usare la posta elettronica?

Ci penso su: nei primi mesi del 1988 mentre, 22enne, scrivevo la tesi di laurea. Il dipartimento, tutto il dipartimento, aveva due "caselle" di cui ancora ricordo il nome: T73BOS21 e T73BOS23. Non era Internet, ma una rete IBM che si chiamava Earn-Bitnet, e noi ci si arrivava per il tramite di una linea telefonica dedicata col Cineca, dove si approdava a un IBM3090 VF (lo usai per una tesi di laurea che rischiò di essere letteralmente infinita: vedi qui).

Nessun docente del dipartimento allora utilizzava la posta elettronica, ma col tempo i più vispi iniziariono a usare, per così dire in condominio, quelle due caselle di allora. Le ho cercate su Google, ed ecco che cosa ho scoperto: condivisi l'email con Francesco Giavazzi, e aggiungo tale evento a una lunga lista di notizie bizzarre e degne di nota: "nata mucca con due teste"; "fulmine ha bruciato un albero a rami alterni".



domenica 11 luglio 2021

Resoconto domenicale

In questa calda mattina domenicale, la coda di paglia fermenta e dimenandosi s'impiglia nella sindrome dell'impostore, che però non riguarda me ma voi che leggete e che, vivaddio, qualche domanda dovreste iniziare a porvi.

Premesso quindi che i problemi sono vostri, riconosco che la coda di paglia in fermentazione merita un modicum di autoanalisi, nel dar conto di cosa sia riuscito a combinare nel corso degli ultimi mesi. Con quel che sto scrivendo (qui, qui e qui) ormai da tre anni sguazzo, felicemente ma in alto mare: ho contato 300 pagine,  tanto e troppo, ma alto mare è, e con onde.

Però, dando un'occhiata a quanto ho scritto, sono rimasto molto soddisfatto almeno per la scelta di quelle frasette altrui che si mettono in cima ad ogni capitolo, per anticipare sinteticamente l'idea che seguirà. La mia preferita è il giudizio del narco "El Chapo" sugli Stati Uniti: “not better than any other corrupt country”. 

Se pur in fieri, l'opera già si dimostra utilissima, permettendomi di raccontare che sto lavorando, e di giustificare qualsiasi lettura che mi incuriosisca e che pretendo sia indispensabile per continuare a scrivere (e negli ultimi mesi belle cose ho letto, e vorrei raccontarne qua, ma son già stanco).

Aggiungo che quel che ad oggi ho scritto, come tutte le grandi opere è già macchina complessa che travalica se stessa, essendo straripata là fuori dove fa molto caldo. Solo devo prestare attenzione, perché mi pare che anche lei stia iniziando, per via del caldo, a fermentare.

martedì 6 luglio 2021

La lunga notte dell'Università di Ferrara

La scorsa settimana mi ha cercato un/a dipendente dell'Università di Ferrara per chiedermi consiglio su cosa fare. A me, che con tale Università non c'entro nulla, se non perché in passato ho chiesto chiarezza sulle gravi accuse di frode scientifica rivolte al suo rettore, Giorgio Zauli (senza mai proncunciarmi sul loro merito).

Siccome non è la prima volta che accade, metto qui in chiaro la risposta che do a tutti in questi casi (ferraresi e non solo), chissà che qualcuno voglia risparmiarsi in futuro la fatica di contattarmi: mettete in fila, in un documento intendo, i fatti di cui siete a conoscenza. Se ritenete che vi siano notizie di reato, segnalatele alla Procura della Repubblica. Alla Corte dei Conti si possono inviare segnalazioni anonime, per eventuali possibili danni erariali, per esempio. E io non sono un giurista: parlate con un avvocato e usate molta prudenza. Non fate chiacchiere, che non son mai belle: attenetevi ai fatti e solo a quelli.

Così ho appreso delle elezioni per il nuovo rettore, o rettrice, che si terranno domani. I candidati sono il Prof. Paolo Pinton e la Prof.ssa Laura Ramacciotti. 

Tutti e due vollero "esprimere solidarietà al Rettore Giorgio Zauli in merito ai recenti e reiterati attacchi comparsi sulla stampa nei suoi confronti." Qui c'è la lista, di cui occupano, rispettivamente, la posizione n. 261 e n. 270.

Fu un attacco alla libertà di stampa, utilizzando peraltro risorse istituzionali dell'Università di Ferrara, da parte del potente contro ai deboli (principalmente, un giovane giornalista locale che tenne la schiena diritta e fece il suo lavoro). Fu una schifezza vile e spregievole: la notte dell'Università di Ferrara durerà ancora a lungo.

 

venerdì 25 giugno 2021

Tutto trova un senso

Nel 1986 seguì un corso in economia industriale presso l'Università di Bologna. Siccome il professore titolare si trovava impegnato a presiedere, a Roma, i gangli del parastato, il corso era insegnato da due giovani accademici. Uno, morto abbastanza tempo fa, finì come commissario all'Antitrust. L'altro è ora ministro della Repubblica. Quel corso avvantaggiò e rese felici tutti, professori e studenti, gli uni perché lavorarono poco, e gli altri anche. 

Dei due giovani docenti, uno insegnava per aneddoti, tra i quali i segenti.

"I detersivi sono tutti uguali. Le diverse marche si differenziano solamente per i diversi colori delle palline colorate che ci mettono dentro". 

"Ragazzi, non credete a chi vi dice che il nucleare è pericoloso. E' invece sicurissimo".

Questa verità fu proferita in un giorno di aprile del 1986 e pochi giorni prima del disastro di Chernobyl. Ogni volta che mi capita di pensare a quel professore sento il dovere di eseguire un discreto ma energico gesto apotropaico.

L'altro giovane professore era un bravo affabulatore. Ci fece una bella lezione sulla "scienza della complessità", una disciplina secondo la quale le cose non sono semplici come qualcuno ritiene bensì complesse. Al termine della lezione, con la timidezza che si conviene a uno studente ignorante, mi avvicinai per chiedergli dei riferimenti più precisi su tale "scienza della complessità" a me ignota, e qualche consiglio di lettura. Intravisi in quel sapiente uno sguardo un po' perso, e con eloquio inferiore rispose più o meno che non aveva di che rispondermi e che le sue erano considerazioni di ordine generale.

Quel corso in economia industriale si avvalse della presenza di molti docenti ospiti, che permisero sia a noi studenti di capire meglio come gli aneddoti spieghino il mondo, sia a quei due professori di alleviare le loro fatiche.

Un giovane apparteneva alla stessa "squadra" del decano impegnato, a Roma, a privatizzare l'industria nazionale. Promessa dell'economia italiana teorica e pratica, era specializzato nello studio di una tecnologia di punta. In seguito gli fu "fatto il concorso", come usava (e a volte usa) dire, per farlo diventare "ricercatore". Si narra che consegnò il foglio in bianco, malgrado la domanda posta fosse generale e, secondo i critici invidiosi forse perché senza concorso "fatto", ineludibile. Con una certa costernazione, i suoi sponsor ripiegarono dapprima facendolo assumere tecnico laureato, procurandogli però a rapido giro il passaggio a ricercatore. Da noi però l'esperto in tecnologia di punta non durò molto, e dapprima si diresse verso un Ente (per coincidenza, parastatale) che tale tecnologia promuoveva a beneficio del bisognoso Mezzogiorno, per poi approdare, con logica fattivamente applicativa, a una una nota Compagnia di Bandiera, che si apprestava ad onorare lo Stato italiano lasciando, nei suoi bilanci, imperituro ricordo. 

Avemmo anche invitati esterni all'accademia. Ci venne a trovare un manager della Comau, un'impresa Fiat (ora FCA) di automazione industriale. Ed uno di Sorin biomedica che ci raccontò allora - ripeto, era la primavera del 1986 - che il cancro sarebbe presto stato sconfitto (come promettevano gustamente, ci fece notare, certi manifesti che si trovavano allora in giro per Bologna), grazie anche a semplici analisi diagnostiche del sangue.

Era così, quel corso in economia industriale: regalava sicurezze confortanti un po' su tutto, dal nucleare al cancro, passando per i detersivi sottomarca che tanto sono uguali agli altri, e che se io continuo a comprare, è proprio grazie ai miei studi universitari. Sono trascorsi trentacinque anni da allora, e se questa mattina ho ricordato e ricostruito questi episodi insignificanti è per via di quel che poco fa ho letto casualmente su The Guardian:

Blood test that finds 50 types of cancer is accurate enough to be rolled out Diagnostic tool being piloted by NHS England shows ‘impressive results’ in spotting tumours in early stages. Di Nadeem Badshah, 25 giugno 2021.

Insomma, avrebbero finalmente sviluppato quel test per il cancro che mi fu allora annunciato. E, dopo trentacinque anni di vita nazionale, di politiche industriali, e di politiche tout court, tutto trova un senso.

giovedì 24 giugno 2021

All'Università di Bologna stiamo eleggendo

All'indomani del primo turno delle elezioni rettorali all'Università di Bologna, "La Repubblica" poteva forse impegnarsi di più per scovare fotografie un po' meno "sfortunate" dei due candidati che andranno al ballottaggio. O forse meglio così, e anzi, siccome di foto infauste tutti ne abbiamo, potremmo metterci d'accordo di pubblicare solo quelle, con smorfie, ghigni e aria stralunata: per vie traverse potrebbe uscirne qualcosa di buono.

I candidati erano cinque. Diligentemente ho partecipato agli incontri durante la campagna elettorale e mi è parso che il livello quest'anno fosse alto. Forse anche per questo, il risultato di ieri è stato abbastanza equilibrato, con i primi due candidati esclusi non lontani, per numero di voti, dalla Prof.ssa Finocchiaro, che si è piazzata prima, e dal Prof. Molari, secondo a scarsa distanza.

L'elezione rettorale è quasi l'unico caso di reale democrazia nell'università italiana (vedi qui per quanto riguarda il Senato accademico). Qualche giorno fa un caro amico che insegna nel Regno Unito, mio ospite, mi ha aggiornato su come van le cose là, dove il delirio manageriale ha mietuto danni enormi. Apprezziamo quel che abbiamo, ancora, di buono.

mercoledì 19 maggio 2021

Esco dall'UFO

 

Novità sorprendenti sugli UFO. Gli Stati Uniti ammettono che vi sarebbe un gran numero di avvistamenti del tutto inspiegabili, e così inaspettatamente sdoganano una tribù di personaggi notoriamente molto bizzarri che sostengono, anche loro, di aver visto i "dischi volanti".

Tra questi, io, e colgo l'occasione per uscire non dall'armadio, ma dall'UFO. Avevo forse 14 anni e stavo osservando il cielo con un piccolo telescopio insieme a un amico, al quale ieri ho inviato un messaggio per celebrare la nostra riconquistata normalità psichica.

Mi risponde, lui che ora è un affermato giornalista, "Non ho mai avuto dubbi. Abbiamo visto di striscio una flottilla sopra la scala". Non dirò certo come si chiama quel mio compagno di osservazioni ed avvistamenti; non sia mai che nuove e più prudenti rivelazioni, tra qualche tempo, ci facciano ritornare nel mondo degli scemi, dove io non ho problemi a stare, ma lui, chissà.