Qui, spiegata bene.
ci penserò sopra
domenica 5 luglio 2026
domenica 26 aprile 2026
Il telescopio
Poi però ci si fece la montatura equatoriale, modello inglese. Col contrappeso insomma. Io feci il progetto. Mio padre fece fare le parti tornite dove lavorava. Due cilindri per i movimenti, ciascuno con le sedi di due cuscinetti. Asse e contrappeso. Anelli per meccanismi dei micromovimenti. Il resto sicuramente lo fece lui, a partire, ovviamente, dalle saldature.
Il telescopio fu il mio penultimo progetto prima di una pausa pluridecennale. Venne immediatamente prima, insomma, della famigerata chitarra elettrica.
Qualche tempo fa la pausa costruttiva si è interrotta, ma le mie realizzazioni attuali non hanno più l'ambizione sfrenata di un tempo. E' un peccato.
martedì 14 aprile 2026
Sottosopra
A Shanghai ero stato anni fa e ci sono tornato volentieri, di passaggio.
Solo una giornata, di passaggio, ma una bella camminata di una ventina di chilometri.
Poi, Melbourne.
Dalla Nuova Zelanda di nuovo a Melbourne, e da lì, anello sino a Sidney per la Hume Highway all'andata, e la costa al ritorno.
sabato 4 aprile 2026
Aeroporto di Forlì: si faccia un bosco
La si scrisse come provocazione. Ma le provocazioni sono spesso le proposte più serie.
Ex-aeroporto di Forlì: si dica la verità, si faccia un bosco
giovedì 2 aprile 2026
Parigi
La prima volta che andai a Parigi era pochi giorni dopo l'esplosione del reattore 4 di Černobyl'. Fine aprile 1986. Fu una decisione impulsiva: si partì da Piazza Verdi a Bologna e si arrivò dopo ventinove ore di autostop, alla Bastiglia.
La prima volta che andai a Parigi visitai il Bois de Boulogne. Volevo vedere dove, «In una bella mattina del mese di maggio, un’elegante amazzone percorreva, su una superba giumenta saura, i viali fioriti del Bois de Boulogne». E' l'inizio, che vuole essere perfetto, del romanzo di Monsieur Grand in "La peste" di Camus.
La settimana scorsa sono tornato a Parigi per lavoro, all'OCSE. Oggi gli organizzatori della conferenza hanno spedito delle fotografie, e in alcune ci sono anch'io. Foto così si pubblicano per comunicare rispettabilità professionale: astenersi autostoppisti. E infatti a Parigi questa volta non sono andato in autostop, e di questo mio vezzo non ne ho fatto cenno con nessuno. Mentre parlavo, ho considerato convenisse non menzionarlo del tutto, l'autostop, neanche nel corso degli incontri ufficiosi.
L'OCSE è a due passi dal Bois de Boulogne. Pensando a quella prima visita, per sentimentalismo ci sono tornato. Non ho incontrato giumente saure, ma il ricordo dell'apertura di quel romanzo che voleva essere perfetta mi ha fatto pensare un po' a Camus e un po' alle costruzioni letterarie. Se le vuoi perfette, poi non funzionano, e infatti, se non ricordo male, Monsieur Grand il suo romanzo neppure lo terminò. Solo un viaggio in autostop di ventinove ora può ambire a qualcosa che somiglia alla perfezione.
sabato 31 gennaio 2026
Le verità sfuggenti dell'econometria
Un quarto di secolo fa, Pierluigi Sacco, che sul Sole 24 Ore aveva scritto una recensione generosa a un mio libro, mi chiese di scrivere un breve articolo per una rivista di divulgazione. Si era perso nel tempo, ma ieri, per via di un altro libretto che sto tentando di scrivere, l'ho voluto riesumare e rileggere. Con apprensione, per gli anni trascorsi e per il sospetto di aver cambiato idea su alcune questioni di fondo.
Ma no, non ho provato imbarazzo, e così lo pubblico nuovamente. Lo riscriverei quasi uguale, ma con un paio di paragrafi in più alla fine.
Si intitola "Le verità sfuggenti dell'econometria".
lunedì 26 gennaio 2026
mercoledì 21 gennaio 2026
venerdì 9 gennaio 2026
Ieri con Leoluca Orlando
Ieri a Forlì ho dialogato con Leoluca Orlando.
Molti anni fai lavorai per lui quando era sindaco di Palermo (indirettamente, e penso a sua insaputa). Mi avevano chiesto (tramite una società controllata, che si chiamava e, scopro, si chiama tutt'ora "Sispi") di scrivere il progetto per la "rete civica" di Palermo
Lo so che suona molto bizzarro, ma è vero. Anche vero è che il progetto si scrisse ma non si realizzò.
Di quei mesi ho bei ricordi. Per esempio, ricordo che prima di andare in aeroporto per tornare a Bologna, passavo per una buona pasticceria per comprare un grande vassoio.
venerdì 2 gennaio 2026
Nel 2025
Nel 2025 sono stato in Azerbajan dove anche i grattacieli li han fatti perché ricordino il petrolio. Sono le "Flame Towers". Sono sempre più contrario a questo tipo di architettura.
Inoltre in Azerbajan ci sono tanti tubi.
Ma tanti.
Dappertutto, in giro per l'Azerbajian, si vedeno cartelli per ricordare i soldati moti nella guerra recente con l'Armenia.
La poesia delle tuberie (encore)
Le marshutke. In generale, l'Azerbajan è un Paese molto interessante.
Dovrei chiederlo a chi mi ha dato il passaggio sino a Sighnaghi.
Della Georgia mi è piaciuta molto Kutaisi e la sua zona, dove non ero mai stato.
Non solo per questi due signori, apparentemente indecisi a quale gioco giocare, vicini alla ferrovia.
Non solo per questo mi è piaciuta Kutaisi, ma per un insieme di cose.
Se poi vi capiterà di andare alle antiche terme di Tskhaltubo, forse all'ingresso di uno dei tanti alberghi abbandonati, signore e signora reduci della diaspora dell'Abkazia saranno ancora lì.
A giocare a backgammon in attesa che arrivi qualcuno a cui far visitare l'antico albergo di epoca stalinista. Ancora lì, rifugiati nella stanze di quell'albergo abbandonato.
In giugno, dal Lago di Braies sino a sopra Belluno ho percorso gran parte dell'Alta Via n. 1 (ne avevo scritto).Di passaggio, vorrei ricordare il 14 giugno.
All'inizio di luglio sono andato in Tailandia, a Chang Mai, dove erao già stato anni fa.
Non ho visto molti tubi, ma certo abbondavano i fili della luce.
A Chiang Mai mi hanno dato un premio per un libro che ho scritto. Portarsi il premio, una pesante lastra di vetro, dentro lo zainetto per tutto il viaggio che è seguito è stato sfidante.
Poi la ruota gira sempre, e così sono arrivato in Corea (del sud).
Gran bel Paese.
In Corea ho camminato molto. Come faccio dappertutto, ma ancora di più. Ho camminato tutt'attorno al centro di Seoul, per esempio. Un cerchio di 25 chilometri in salita e discesa, in buona parte in mezzo al bosco. Era il 12 luglio e faceva un gran caldo.
Dall'alto, grandi viste di Seoul. E' molto bella la Corea.
Ho proseguito per il Giappone. Anche lì faceva molto caldo.
Che cosa notare? I cessi digitali, naturalmente. Ma si trovano ormai in gran parte dell'Asia orientale. Ma chi li ha inventati? I giapponesi, no?
Questa è Osaka di notte. Parte del romanzo Pachinko (vedi sopra) si svolge qui, durante la guerra.
O poco distante. Questo è il crinale sopra Pistoia. Ne ho già scritto qui (in giugno: ci vado e ci ritorno, sul crinale, perché è molto bello).
A Salonicco ero per lavoro, ma più tardi, a Tilos (a nord di Rodi), no. Ho letto però dei bei libri, in un certo senso per lavoro. La distinzione lavoro/svago non mi è chiara.
Qui sono a Roma, il 2 ottobre, e più precisamente in Via di Donna Olimpia. Questo edificio me lo fece scoprire Claudio anni fa.
Mi piace ricordare ancora una volta, dalle parti di Monte Poggiolo sopra Forlì, il cuore nel campo, che resiste.
Nel 2025 ho fatto belle letture. Libri di storia dei Paesi che ho visitato, come sempre quando viaggio. Per Azerbajan e Georgia, ho riletto il bel "The ghost of freedom" di Charles King. Ho fatto del mio meglio per cercare di capire qualcosa soprattutto dei luoghi dove non ero mai stato. Mi sono impegnato.


