venerdì 15 settembre 2017

Antonio Polo



Pochi giorni fa è morto Antonio Polo, il decano - anzi, il fondatore - di Correcaminos. Una persona sul quale altri che lo han conosciuto meglio di me hanno molto da raccontare. Io mi limito a ricordare che negli ultimi anni era stato il "cronista ufficiale" delle escursioni del sabato. Le scriveva bene e con uno stile tutto suo; quando avrò il tempo le rileggerò tutte.

Gli amici di Correcaminos gli sono stati molto vicini in questi ultimi mesi di malattia. L'otto ottobre andranno in montagna per mettere una targa, e in quell'occasione spargeranno le sue ceneri. Il disegno è di Belén. C'è Antonio, con quella sua aria dinoccolata nobile, e il suo inseparabile ombrello, utile non solo per la pioggia, ma anche per il sole che è spesso severo nelle montagne dell'Andalusia. Il testo è tratto da una delle sue cronache, e parla dell'amore per la montagna e per la vita.

Antonio è così tornato alla Pachamama, che spesso menzionava nei suoi racconti. Null'altro aggiungo, perché laddove ci sarebbe da dir molto, conviene esser brevi.

domenica 3 settembre 2017

Farfisa



Casualmente leggo sul Sole 24 Ore di oggi che il marchio Farfisa è oggetto di una vendita fallimentare. Mi addolora.

Penso a Ray Manzarek e ai Doors e, mentre salgo verso il crinale in auto, ascolto Light my fire, con l'indimenticabile solo acido con l'incredibile tastiera Farfisa.



Ray Manzarek era un grande personaggio. Sono incappato in questo bel video in cui spiega come nacque Raiders on the storm. Guardatelo, è riposante. E' un racconto con un suo bel ritmo lento e posato.



Dal crinale (dalla sella del Monte Gennaio) ho osservato il Tirreno sino alla Corsica; si intuiva l'Adriatico e oltre i Colli euganei ho visto le cime delle prime Alpi.

Si stava molto bene. Ma mi dispiace per gli organi Farfisa. La fabbrica, apprendo, in passato diversificò la produzione e ora si occupa di altro. Il marchio degli organi era da tempo passato alla Bontempi. Avevo un Bontempi, bianco e rosso mi pare.

Ray Manzarek era anche stato il produttore degli X, un gruppo di Los Angeles che mi piaceva. Soprattutto il loro secondo album. Chissà se usavano il Farfisa, gli X. Non mi pare, era un altro giro quello, e Ray Manzarek sapeva cambiare.


domenica 20 agosto 2017

Urbanistica buona lente


Su "La Repubblica" di Bologna c'è un bell'intervento di Paola Bonora, lucida osservatrice e critica degli assetti, del territorio e quindi del potere, di questa città.

Passa in rassegna una situazione complessiva in cui "ci si ubriaca di parole ma nulla mai cambia", per concludere così: "L'urbanistica è sempre una buona lente con cui guardare la realtà. La confusione e l'afasia attuale ci dicono molto intorno alla crisi della decisionalità e al vuoto di idee di cui la politica soffre. Un problema non solo bolognese, ma che qui si presenta paralizzante."

Mi viene in mente la lotta, a New York a cavallo tra anni '50 e '60 e che ebbe Jane Jacobs come guida intellettuale, al progetto di Robert Moses di radere al suolo parte Lower Manhattan per costruirvi una "expressway". In quel caso si combatté una politica di idee (se pur sbagliate): era "high modernism" allo stato puro, per citare il Seeing like a state di James Scott. E' più difficile contrastare la navigazione di cabotaggio, l'affarismo forse più piccolo che grande, l'inerzia, insomma, la noia e l'assopimento del nulla: il "low modernism" a Bologna.

(cliccare sulle foto per ingrandire)

giovedì 17 agosto 2017

L'uomo-Boa


Quasi tutte le barriere sono psicologiche: per esempio son convinto che se non mi fermasse la mia testa, muovendo braccia e gambe a rana sarei in grado di volare, se pur a bassa quota.

Ogni volta che infrangiamo una barriera psicologica abbiamo motivo di festeggiare, e io festeggio. E' vero: non sono ancora riuscito ad andare in giro per Bologna in toga, come vorrei e come prima o poi farò - ho giusto iniziato ad allenarmi. Ma, accompagnato da un gonfiabile arancione, sono riuscito a nuotare in mare aperto, sconfiggendo il timore, a sud della dell'isola di Agathonisi. Quest'anno mi sono trasformato nell'uomo-Boa, che è una specie di superuomo balneare da diporto.



Nel video in alto, l'uomo-Boa si spinge sino alla spiaggia dei Tholi, il puntino più a destra (est) nella mappa qui sotto.

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Il piano era ridicolo. Una volta arrivato, l'uomo-Boa avrebbe dovuto camminare a piedi nudi per qualche centinaio di metri lungo un sentiero pieno di pietruzze e spini, e poi percorrere quattro chilometri sull'asfalto rovente per tornare a casa. Alla sua bella età, l'uomo-Boa riesce ancora ad avere delle idee totalmente prive di senso.

Coi piedi doloranti e semi-ustionati, resosi conto dell'idiozia del proposito, l'uomo-Boa si è affidato a un'astuzia omerica, attaccando discorso con una famiglia di greci giunti in gommone. Impietosito, il pater familias gli ha dato un passaggio sino al porto. Così insomma l'uomo-Boa è anche riuscito a fare barcastop, superando un altro piccolo muro psicologico (perché non averci pensato prima?). Qui sotto si vede la spiaggia dei Tholi, fotografata da bordo dello Zodiac.



Del mese trascorso si dovrebbe commentare la Romania e la Bulgaria. Belle e interessanti, ma davvero, la cifra è stata questa: il superamento delle barriere psicologiche, un lavorio interiore (e non solo) ormai avviato per l'uso della toga, e il vissuto di una robusta esperienza out-of-body attraverso la pratica natatoria out-of-buoy, che naturalmente porta all'uso della terza persona. E' molto semplice e, in un certo senso, è inevitabile.

sabato 29 luglio 2017

domenica 16 luglio 2017

Mérida, 9 dicembre 2003



Domani e dopodomani sarò a Tor Vergata ad insegnare al Master Anticorruzione. Sto sistemando la presentazione e farò cenno alla United Nations Convention against Corruption, che fu firmata a Mérida, Yucatan, il 9 dicembre 2003.

Mi è venuto in mente che c'ero - sono un Forrest Gump distratto - impegnato in un evento parallelo alla cerimonia della firma. La foto in alto la feci all'aeroporto. Appresero che il 9 dicembre è il mio compleanno e mi cantarono la mañanita. Non sapevo cosa fosse e ricordo che ero imbarazzato.

Con quel viaggio evitai una riunione di lavoro in Italia alla quale in nessun modo volevo partecipare. Anzi, partiamo dal fondo. C'era una riunione, e per non presenziare, decisi di andare alla firma di un trattato multilaterale delle Nazioni Unite. In Yucatán, Messico. Già che ero lì andai anche al mare, e scoprii Holbox, dove da allora vorrei tornare. E' stato così: per evitare una riunione potrei inventarmi qualsiasi cosa. Quando comanderò io le riunioni per farle durare poco si faranno in piedi. In spiaggia, a Holbox, e coi piedi a mollo.











venerdì 14 luglio 2017

Arte concettuale non premeditata



Qui sopra, uno scorcio del circuito di Formula 1 del Principato di Monaco, che ho fotografato ieri pomeriggio.

La Dacia Rossa (no aria condizionata, no servosterzo, si GPL) vi è arrivata per caso, ma il suo gesto ha rappresentato un caso esemplare di arte concettuale, dove alla concettualizzazione artistica contribuisce non soltanto lo stridore estetico delle Rolls Royce e delle Ferrari di sfondo, ma anche la non premeditazione, che ha ammantato la performance di una spessa glassa di sprezzatura - concetto le cui implicazioni artistiche dovremo sviluppare.

Ieri in 24 ore (sveglia alle 3 e mezzo, ritorno idem) sono andato a Nizza e ritorno per motivi non che sto a raccontare.

La mattina, bagno a Noli.



Essendo tutti i miei ricordi georiferiti, segnalo che molto tempo fa in questa spiaggia ci dormii, e solo tre estati fa, nella strada sovrastante feci l'autostop di notte per arrivare da Ventimiglia a Savona. Eccome se ci arrivai, alla stazione di Savona, progettata niente meno che da Pier Luigi Nervi.



A Nizza, come in un sogno, mi è riapparso il Venturi, questa volta nella traduzione francese. E' un libro di cui ho appreso l'esistenza solo un mese orsono, e da allora mi segue. Che i libri siano vivi non ci sono dubbi; il dubbio, semmai, riguarda noi.



Al ritorno sono ripassato da Noli. Mi son buttato in spiaggia cercando di dormire un po', senza riuscirvi.

Su quel che è avvenuto dopo ho ricordi un po' confusi. Ho sbagliato autostrada, dirigendomi verso Torino e anzi quasi arrivandovi. Ho cercato di rimediare parzialmente tagliando per Asti, ma poteva essere anche Esti o Astri. Mi sono fermato diverse volte in autogrill. In uno mi han detto che una lampadina non funzionava e mi han chiesto se volevo cambiarla, sono quindici euro, e ho risposto al benzinaio del GPL (si GPL, ho detto) che no, per via che preferivo procedere in incognito ma il benzinaio non ha capito, e allora gli ho ripeto "no però vorrei una coca-cola", ma non l'ho presa lì perché ormai il rapporto si era incrinato. L'ho comprata due autogrill dopo dove della lampadina non si era accorto nessuno. In un altro autogrill ho detto ad Ale "dormo dieci minuti" e mi sono svegliato con la sveglia del cellulare, perché "avevi detto che volevi dormire dieci minuti così ho messo la sveglia". Quello è stato il momento più difficile, ed è l'ultimo ricordo di ieri notte che scrivo qui, anche se è monco perché non so georiferirlo come dovrei. Forse eravamo già a Piacenza, oppure si è trattato di un sogno interrotto dalla suoneria.




domenica 9 luglio 2017

The Whole Picture


Essendo molto preoccupato per il giornalismo, mesi fa ho versato 50 euro a "The Guardian". L'ho sempre stimato, e non soltanto perché una volta mi mise in prima pagina, ma anche per quello. E' il giornale del caso Snowden, ha una struttura proprietaria interessante, e i contenuti sono disponibili gratuitamente.

Ieri c'è stata una notizia di cronaca bolognese sul merito della quale non mi pronuncio, se non per dire che è un esempio di pessimo giornalismo. Commenti sdegnati su Facebook. Poi le settimane scorse c'è stata la vicenda del piccolo Charlie. Commenti su scala globale.

La vicenda bolognese mi ha fatto tornare in mente una vecchia pubblicità del Guardian, quella in alto. E' come se il giornale avesse raccontato solo le prime immagini di quel video, lasciando il lettore nell'ignoranza sul seguito. E così ho scoperto una pubblicità più recente ed eccellente: "i tre maialini".

C'è una morale? Col caldo che fa, facciamo che no. Ah si, c'è. Ci vuole cautela. Ma un po' d'intuito serve: per esempio, non ci voleva molto per anticipare che sulla storia di Charlie si sarebbe buttata sopra, come avvoltoio, la feccia delle politica a livello mondiale. Alla fine, basta trattenersi e aspettare il giorno dopo, prima di far commenti.

E così, prometto che tra 24 ore rileggerò quanto ho scritto, e vedremo se sarò ancora d'accordo con me stesso.

venerdì 7 luglio 2017

WWW.Ulivo.it



Non seguo molto la politica italiana. Mi pare di avere inteso che Prodi abbia piantato una tenda, ma non ho capito dove.

Comunque l'Ulivo esiste ancora, come ho appena verificato. Si dirà, ma è soltanto il dominio Internet, è virtuale. Ma oggi il virtuale è quanto di più reale ci sia nel commercio politico. In ogni caso, non seguo molto e vedete voi che farne.



Weekly Review

Lo stile è questo:

"a Florida man impersonating a police officer was arrested for pulling over a police officer; the residents of a town in Kentucky reportedly elected a pit bull as their mayor; a Maryland man arrested for robbing a convenience store was released from jail and then arrested again for attempting to rob the same store;"

Poi procede, con disperazione crescente, sino a diventare una specie di "urlo" di Munch:

"and a Washington, D.C. man who formerly sold vodka and ran a teen beauty pageant before being elected president of the United States did not respond publicly to reports that he hung a fake Time magazine cover featuring a portrait of himself in at least four of his golf courses, tweeted that a talk-show host who called his hands small was “bleeding badly from a face-lift” and that another host was a “psycho,” banned the press from attending a fundraiser he threw for himself at his own hotel, threatened during the fundraiser to sue CNN, promised during another speech not to call CNN “fake news” provided they continue to film him, tweeted incorrectly that CNN’s ratings were down, and then tweeted a video of himself at WrestleMania XXIII body slamming, mounting, and punching another man, whose face in the footage had been overlaid with the logo for CNN..."

Weekly Review del 6 luglio 2017, Harper's Magazine

lunedì 3 luglio 2017

Salari efficienti


"Ice from three of the UK's biggest coffee chains has been found to contain bacteria from faeces, according to a BBC investigation." BBC, 28 giugno 2017.

Per scarsa igiene.

Lavorai in un fast-food "Wendy's" che si trovava all'incrocio tra Shaftesbury Avenue e Oxford Street, a Londra. Le condizioni di lavoro erano pessime. Ai piani superiori si trovavano gli uffici di Wendy's per tutto il Regno Unito, e nel ristorante c'era sempre una concentrazione di manager, nervosissimi e frustrati, che rendevano a tutti la vita difficile. Ne ricordo ancora uno, probabilmente un bravo ragazzo in fondo, o anche un serial killer in potenza, o a cavallo della sottile linea tra i due.

Così, come reazione, molti di noi semplicemente lavoravano male. Per esempio maneggiavano il cibo con le mani insaponate e in un certo senso si vendicavano sui clienti. Ricordo che pensai che era sbagliato, e dopo un paio di settimane me ne andai. Terminai due mesi a Londra, tra l'esame di maturità e l'inizio dell'università, mangiando pane e formaggio, e l'occasionale lattina Campbell che riscaldavo in un kettle al quale avevo smontato il manico per farla entrare. Abbruttirsi è bello.

Ieri sera ho terminato di leggere Inequality di Anthony Atkinson, che è morto recentemente. E' un libro interessante, anzi, un punto di riferimento nel dibattito sulla disuguaglianza. Si parla anche di mercato del lavoro, e dell'idea che tendiamo (almeno in parte) a lavorare in funzione di quel che ci pagano. Sono temi complessi, e pensarci sopra aiuta, ma non è che poi si trovano verità scolpite nel marmo. Ah, si dice anche che il CNEL dovremmo tenercelo, ma questo è un altro discorso.

domenica 2 luglio 2017

Primo luglio 2017



Il primo luglio 2017 sarà il giorno in cui camminai 48 chilometri. Un po' in città, e il resto in montagna, a disegnare uno strano mostro che sembra addentare le selve.

Perché l'ho fatto? Non mi è del tutto chiaro.

Questo il percorso, nel giorno della mia vita in cui più ho camminato. E in cui più mi son elevato con le mie gambe: 2510 m. Quasi ho visto Dio; la Madonna, ben due volte.

domenica 25 giugno 2017

L'università e la lezione di James Scott


"Si parla solo di moduli, orari, questionari, affidamenti, contratti, requisiti minimi, crediti, ecc., in un gergo che maneggiano pochi e i più ignorano, assistendo inerti o confusi alla sfilza di sigle e procedure in cui solo ormai consistono le riunioni degli organi collegiali.".

Università, perché mi sono arreso. Di Vittorio Coletti.

Il Professore Coletti ha qualche ragione, ma dimostra di ignorare la lezione di James Scott. Nel sud-est asiatico, e altrove, da sempre i contadini si sono difesi dai tentativi di modernizzazione sottraendovisi: andando in montagna. E rifiutando il linguaggio coloniale: io per esempio continuo a non avere un'idea di come funzionino i "punti organico", e non so distinguere uno "scorrimento" ex. Articolo Diciotto da un Ventiquattro.

Poi, dalla montagna, ogni tanto si realizzano incursioni, nottetempo e scegliendosi le armi più convenienti. All'interno dell'ampia produzione regolamentare delle nostre università, qualcosa di buono e di contundente si trova sempre.

Mondializzazioni


Avevo piantato le tenda dentro una cabaña nei pressi di Tulum, perché mi sembrava una soluzione più comoda dell'amaca. Tra i massi dietro la spiaggia c'erano delle iguane grandi come dei maialini, il cesso aveva delle specie di porta da saloon per cui si cagava comunitariamente, e tutta la popolazione internazianale che bivaccava in quella specie di camping era da massimo rispetto. Lì trascorsi il Natale del '93, proveniente dal Chiapas, che solo una settimana dopo avrebbe appreso, insieme al mondo, dell'esistenza del Subcomandante Marcos.

Sotto la tettoia del bar, che era sostenuta da colonne dipinte coi colori della bandiera giamaicana, passavo lunghe ore leggendo e bevendo birra con sottofondo di reggae. A un certo punto mi parve di riconoscere la musica e che qualcosa non quadrasse. Era 'Na bruta banda dei Pitura Freska. Chiesi al banco, e mi risposero che degli italiani avevano lasciato la "cassetta".

Attorno a Tulum ora ci sono solo albergoni e quel luogo da fricchettoni sarà stato spazzato via. E negli albergoni sicuramente nessuno lascia più musiche sorprendenti, se pur di reggae di andata e ritorno, come era il reggae lagunare dei Pitura Freska.

E' la modernità che distrugge se stessa, e a se stessa sostituisce una sua nuova versione. Ho terminato "All that is solid melts into air", di Marshall Berman, e ve lo consiglio. Da leggere con birra in un qualche luogo freak, e se non c'è più, lo rifaranno, anche se diverso da prima.




mercoledì 21 giugno 2017

Magliari 2.0.

Sottotitolo: da Olivetti, a Farinetti.

La ricercatrice accusa Farinetti: «Suoi dipendenti sottopagati», Lui: «La querelo». Corriere.it.

Farinetti: "lei sarà querelatissima", laddove, "querela is the new lei non sa chi sono io".

Solidarietà a Marta Fana.



lunedì 12 giugno 2017

La Web TV di "Mass Media e Politica"

Gli studenti del corso di laurea in "Mass media e politica" (Università di Bologna), dove insegno il corso in Economia dei media, realizzano diverse attività lodevoli. Una di queste è una Web TV.

Non solo mi hanno offerto un enorme aperitivo, ma anche, mi hanno intervistato: qui.

domenica 11 giugno 2017

Lo Zen e l'arte dell'anticorruzione



E' la mia "dacia", il Rifugio di Porta Franca, dove ormai ho un letto fisso. Prospicente vi è un ampio giardino, di svariate migliaia di ettari di bosco. E' anche ufficio per incontri di lavoro: ieri ho accolto Alberto Vannucci alla stazione di Pracchia, perché dovevamo discutere il libro che scriveremo insieme. Il titolo c'è già: "Lo Zen e l'arte dell'anticorruzione". La mia dacia è comoda ai trasporti: dalla stazione di Pracchia, ci sono soltanto mille metri di dislivello, e appena dieci chilometri a piedi.



Il rifugio ha un'aia con qualche sdraio, per i momenti di riposo e riflessione.



C'è una volpe quasi addomesticata, che ci si divide con il Rifugio del Montanaro, non distante. Le piace la pasta e la polenta. Le piace qualsiasi cosa. Le piacque anche il cordino della mia tenda, che mi tranciò di netto, la stronza.



Dopo cena con Alberto abbiamo scalato il poggio sovrastante il rifugio. E' stato un momento di intenso bromance sul quale conviene che non mi dilunghi.



C'era la consapevolezza della solennità del momento: l'inizio di un'impresa, che dico, di un libro! Così ci siamo profusi in gesti simbolici e beneauguranti. Qui, stamattina, dopo la colazione e prima di partire.



Il crinalino sopra il rifugio.



Scendendo dalla "Donna morta", la vista del Corno. E' stata una bella giornata.



Superato Monteacuto, siamo arrivati alla Madonna del Faggio. Ci siamo spinti sino al luogo dell'apparizione della Madonna, perché sentivamo che la nostra impresa necessitava anche di una benedizione mainstream.



Per produrre un libro ci vogliono gli "input intrermedi". Abbiamo iniziato a contattare i fornitori.



Soprattutto, per lo Zen, ci vuole il karma e la meditazione. Questo è Alberto.



E questo sono io.

Una camminata e niente di più (qui il percorso), con arrivo a Porretta Terme. Ci siamo chiariti le idee, e abbiamo preso decisioni riguardo alla struttura del libro. Avrà tre sezioni - la corruzione, l'anticorruzione, lo Zen.

E poi abbiamo deciso di scrivere le nostre intenzioni in pubblico, qui, perché non ci venga l'idea di cambiare idea. Perché sui libri c'è una certezza: scriverli richiede sempre più fatica, e tempo, di quel che metti in preventivo all'inizio. Ma noi non ci preoccupiamo, per via dello Zen, che se capisco bene, in fondo in fondo significa: pensa ad altro e non preoccuparti.

venerdì 9 giugno 2017

Pratello 50



Al 50 presi in affitto un monolocale ad un prezzo di gran favore. Lo tenni per cinque anni, ma vi abitai però saltuariamente, perché allora per lo più vivevo in California a San Diego. Il portone era sempre aperto e non c'erano i campanelli. Le istruzioni che davo a chi mi visitava per la prima volta erano:

- Entra e percorri il corridoio, sino a un cortiletto
- Supera il cortiletto. In un ulteriore corridoio, a sinistra c'è una scala. Sali sino a una porta inferriata.
- Una volta lì, urla: "Lucio!"

Vivevano, nei tre corpi di edifici, una pazza che parlava col cane e coltivava maria, alcuni tossici (e altro) a tempo parziale (l'altra parzialità, in carcere), e io, in tutta la mia normalità borghese.

Ora ci sono i campanelli, e sul portone di fianco hanno dipinto il viso di una ragazza. Bello, no? La foto è di Claudio Caprara, che non conosceva questa storia, e che da me ha sempre tanto da imparare. Tanto quanto? Dipende dall'entità del cammino: per lui, ho storie dai cento metri in su.

PS. Ah, Claudio: era il portone del 50 che dovevi fotografare, non del 52!

giovedì 8 giugno 2017

Come stiamo col Gini

Quando un prof non sa, o peggio si sbaglia, te lo ricordi a lungo e con un sottile piacere, perché è una specie di rivalsa. Così per esempio, la mia prof di fisica mi chiese quando il pendolo ha massima velocità e accelerazione del pendolo, io risposi bene, e lei si incaponì affermando l'esatto contrario (!): l'incidente divenne un evento, di quelli che si raccontano e si raccontano. Poche settimane orsono, alla "cena del liceo", ne abbiamo parlato per l'ennesima volta, a distanza di decenni.

Anticipai il corso di statistica al primo anno dell'università, perché appartenenvo alla bizzarra intersezione tra gli scapestrati borderline, e l'insieme degli studenti estremamente motivati. Si parlava di indice di Gini e chiesi al prof come stessimo a disuguaglianza dei redditi in Italia. Non seppe rispondermi. Nulla di grave, ma mi ricordo bene.

Ho deciso di capire meglio la letteratura sulla disuguaglianza economica. Qualche estate fa lessi "il Picketty", e a parte quella lettura ho un'idea generale dell'argomento. Ma vorrei approfondire i temi di state capture - nella misura in cui sono collegati alla disuguaglianza, e come si intersecano con l'economia dei media. E poi a fianco, mi interessa la relazione tra disuguaglianza e corruzione.

Alla fine, nella vita cambiamo ben poco, nel senso che certe direttive sono come scolpite. Allora, chiedendo come stessimo col Gini, mostravo il mio interesse per la disuguaglianza. E so perfettamente che, prima o poi, approfondirò le mie conoscenze di fisica del pendolo.

giovedì 1 giugno 2017

L'ultimo Savoia-Marchetti



La Siai-Marchetti, nel Ventennio nota come Savoia-Marchetti, passò sotto il controllo della Agusta negli anni' 60. Sviluppò il turboreattore da addestramento (ed eventualmente attacco al suolo, ma con prudenza) S-211 negli anni '70. Ne vendette una settantina, in parte alla Filippine (vedi foto).

Poi la Siai-Marchetti fu acquisita dall'Aermacchi, a sua volta in seguito acquisita da Finmeccanica, che ora si chiama Leonardo. La cellula del S-211 è la base per M-345, che Leonardo sta (ri-)sviluppando, mi pare per la 2a volta, e che sarà il nuovo aereo delle Frecce Tricolori.

Un S-211 impegnato nella folle battaglia di Marawi per errore ha ucciso 11 soldati filippini. Made in Italy e tristi tropici.

Philippine Military Kills 11 of Its Soldiers in Errant Airstrike, di FELIPE VILLAMOR and GERRY MULLANY, The New York Times, 31 maggio 2017.

martedì 30 maggio 2017

Biafrano



50 anni fa iniziò la guerra del Biafra, quando gli Igbo tentarono di secedere dalla Nigeria. La televisione, ormai nelle case di tutti gli italiani, trasmise foto angoscianti di bambini malnutriti - forse, fu il primo caso di poverty porn televisivo e di massa.

Per anni, si disse "magro come un biafrano". E "biafrano" mi chiamava mio padre, perché ero un bambino scheletrico. Credo per la prima volta, con quella guerra la politica internazionale entrò nella mia vita.

lunedì 29 maggio 2017

Padri accademici, in senso stretto

Il Fatto Quotidiano racconta l'esito del noto(rio) concorso per Prof ordinario presso l'eccellentissimo IMT di Lucca, sottotitolando: "Coincidenze - Il padre del vincitore, Lattanzi è stato anche lo sponsor del direttore Pietrini". Lattanzi padre è il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che dell'IMT è importante finanziatore.

Aggiunge il Fatto Quotidiano, a firma Luigi Franco, che a quel concorso hanno partecipato solo due candidati - quando il livello accademico è eccellente, in molti si tirano indietro per evitare brutte figure: noi accademici siamo umani. La sconfitta è una "Professoressa dell'Università di Bologna che ha ottenuto un punteggio inferiore [...]".

Trattasi della Prof.ssa Federica Farneti (qui i verbali del concorso).

Fu nominata ricercatrice presso la Facoltà di Economia di Forlì dell'Università di Bologna il 1o marzo del 2005, quando Preside della stessa era suo padre (dal 2000 al 2006, recita l'Annuario dell'Università di Bologna).

Son quelle situazioni in cui non sai se sia più opportuno congratularsi, o esprimere solidarietà. E sia chiaro: le uniche eventuali colpe son quelle dei colleghi che, se non sono d'accordo, lasciano passare. Per il resto, è tutto impeccabile.

La verticale du pouvoir


Oggi all'Eliseo si incontreranno Macron e Putin. Anche Macron sembra attratto dall'idea della "verticale del potere" ("вертикал власти"): il cui "rafforzamento", in Russia, è stato "l'insieme di misure, prese sotto Eltsin e Putin, con il fine di centralizzare e rafforzare il potere [centrale]". *

Macron è reduce da una testosteronica stretta di mano con Trump, in cui nessuno dei due, mollando per primo la presa muscolare, ha voluto dimostrarsi pollo. Macron ha dichiarato che ma poignée de main avec Trump, ce n'est pas innocent. Mi pare per lui un buon inizio, e i due ci han regalato un bel quadretto degno del miglior Chaplin (in alto).

In Italia il termine "verticale del potere" non ha avuto corso. Il dibattito che si è avuto è riassunto dal termine "governabilità", e dal tentativo di "garantirla". Ci si lamenta per i lacci e lacciuoli che ostacolano la realizzazione delle chiare visioni strategiche dei nostri statisti - siano essi frapposti da piccoli partiti con potere di veto o, che so io, dal TAR del Lazio. Ma forse l'idea che ci sia un potere "verticale", anche per la nostra storia recente, per il momento ci mette in imbarazzo. Dopo tutto, nella scenetta in alto, è raffigurato uno dei nostri.

* "комплекс мер, предпринятых в России в период президентства Б. Н. Ельцина и В. В. Путина с целью централизации и укрепления власти."; Wikipedia.

venerdì 26 maggio 2017

Progetto-Mondo



"A History of Southeast Asia", di Anthony Reid, è molto bello. Invoglia a presentarsi alla frontiera tra Bangladesh e Burma per proseguire sino alla Nuova Guinea - quattro mesi dovrebbero bastare.

Negli ultimi anni, ogni volta che ho viaggiato oltre l'Europa, per prepararmi ho letto un libro di storia. Vorrei avere un'idea generale della storia mondiale, e così ho letto di America latina, Africa, Oriente, e ho approfondito certi temi che riguardano gli Stati Uniti. E' un "progetto-mondo" per capire meglio il problema della corruzione su scala globale, che sempre più vedo come un punto d'entrata per considerare altro. Così, il mio dichiarato interesse per la corruzione diventa una scusa e un'etichetta, messa lì tanto per far presto a rispondere quando mi chiedono "di cosa ti occupi?". E i viaggi ora li chiamo "di studio", che è anche un bel modo per togliersi d'impiccio.

Miguel de Unamuno disse che "El fascismo se cura leyendo y el racismo se cura viajando", forse parafrasando il Pío Baroja di "El carlismo se cura leyendo y el nacionalismo, viajando". Lascio perdere il carlismo, che porterebbe fuori strada, e considero invece l'attualità mai sopita del nazionalismo. Viaggiamo, colorando ogni paese dove mettiamo piede, come nella mappa qua sopra. E' un'operazione geografico-contabile in cui si abdica non al nazionalismo, ma certo a un'idea di spazio-nazione per noi così scontata da risultare inavvertita. Scontata per noi, a quasi quattro secoli dalla Pace di Westfalia, ma non per luoghi periferici rispetto al sistema che si cristallizzò allora. Per esempio, nel Sud-Est asiatico l'idea di nazione si è consolidata molto più recentemente - con l'"high colonialism" e poi, come racconta James Scott nel suo bellissimo "Seeing like a State", con l'high modernism. Ora, almeno in questo l'occidente ha vinto, e viviamo in un pianeta a forma di mosaico, con tasselli dalle dimensioni estremamente variabili.

Molti anni fa pensai di scrivere qualcosa su un concetto di polity multipla e virtuale. Un modello in cui ciascuna persona possa scegliere frazionalmente le sue comunità di appartenenza, territoriali o virtuali. Ciascuna di esse con diritti e doveri individuali, e quindi anche con conseguenze impositive - immaginiamo una "dichiarazione dei redditi" frazionata tra diverse entità, per esempio. Non ne feci nulla, e forse fu meglio così. Ma mi domando in quanti modi un "progetto mondo" possa essere declinato, diversamente dalla mappa là in alto, da quel "Risiko" che nel modo più ovvio, ma anche banale, traduce graficamente l'obiettivo di ciascuno di noi: il dominio della Galassia.

Se allunghiamo lo sguardo, non appare così ovvio che la rivoluzione neolitica, con le sue potenti implicazioni ed esigenze di organizzazione dello spazio, dovesse portare all'attuale mosaicizzazione del pianeta: chissà che cosa avrebbe predetto un ipotetico intellettuale ancora infreddolito per via dell'ultima glaciazione appena conclusa, se avessimo chiesto cose avremmo organizzato lo spazio planetario 13 mila anni più tardi.

Tasselli da colorare, per una minoranza se pur numerosa di privilegiati che, tra i sette miliardi che siamo, è in grado di viaggiare. Privilegiati che possono ringraziare tale neolitica rivoluzione per aver creato un surplus da distribuire, secondo parti vantaggiosamente ineguali. Un surplus che permette a loro, ma non alla motitudine esclusa, di abitare quell'enorme megalopoli nomade e fluttuante che si chiama Megaturismo: 1 miliardo e duecento milioni di persone transeunti in uno spazio globale museizzato e anestetizzato. Abitanti che individualmente, colorandone i tasselli, certifica la vigenza del mosaico globale, ma al tempo stesso collettivamente la nega, costituendo un'enorme comunità fluttuante e senza confini.

Non è scontato che rimarrà così - ne' per la mosaicizzazione nazionale, ne' per tutto il resto. Forse anche per questo mi pareva sensato pensare ad altre mappe e geografie, sovrapposte e non esclusive. Immaginare le nostre esistenze spartite tra comunità d'elezione e, tra queste, chissà, l'enorme "Megaturismo": la più grande megalopoli, itinerante, che l'umanità abbia mai creato: stanze d'albergo e ostelli, treni e rent-a-car, classe turistica sugli aerei e Fontana di Trevi. Forse, è questa l'unica comunità che potrebbe veramente vincere il Grande Risiko, se solo riuscissimo a museizzare tutto il pianeta.

Anni fa non feci nulla di quell'idea. Terminato però il mio progetto-mondo sulla corruzione, forse diventerò un geografo - categoria professionale che, dei viaggi, ha bisogno come l'aria. Vorrei infatti tanto visitare Megaturismo, ma iniziando, fino a quando è possibile, per le campagne attorno, per quel che i romani avrebbero chiamato il saltus: altrove, insomma, che è poi l'unica idea di viaggio possibile.

giovedì 25 maggio 2017

Modello 730: detrazioni gatto



Per la prima volta ho presentato la dichiarazione dei redditi dal sito dell'Agenzia delle Entrate. Le banche dati sono in gran parte collegate: per esempio, lo scontrino della farmacia, se collegato al codice fiscale, te lo ritrovi automaticamente nel modello "precompilato".

Dieci anni fa presentai la dichiarazione dei redditi in Spagna. Ad occhio e croce, erano più avanti di noi di quasi un decennio. C'era già il "precompilato"; prendevi un appuntamento (gratuito) con Hacienda, e insieme a un addetto controllavi ed eventualmente integravi i dati già presenti per completare la dichiarazione.

Ho letto da qualche parte, ma non ricordo dove, che negli Stati Uniti sono più arretrati di noi, anche a causa della lobby dei consulenti fiscali che difendono il loro ruolo di intermediari tra cittadini e amministrazione del fisco.

Spero che questo scritto varrà come prova, in qualunque sede, della mia buona fede, quando l'Agenzia delle Entrate mi chiamerà e mi chiederà conto delle detrazioni per gli studi universitari della mia gatta. E' che bisogna conoscerla, Macarena.

Scherzi a parte, speriamo bene. E comunque, la cifra esorbitante spesa dal veterinario l'estate scorsa sarebbe stata almeno in parte detraibile, se il codice fiscale nella fattura fosse stato giusto. Insomma, è stata solo una partita di giro, no?

mercoledì 24 maggio 2017

Caproni-Moroni C2 "SCUD"



Gli aerei di Bruce McCall. Vedi qui. Sopra, il "voltagabbana". Lo sento così nostro.

Grazie a Luca Pazzi.

lunedì 22 maggio 2017

Un'intervista che trasuda eleganza

Ibc, il contrappasso di Flavio Delbono «La mia accusatrice indagata», Il Corriere di Bologna, 22 maggio 2017.

Sono orgoglioso di essere un outsider, nel mio luogo di lavoro. O per meglio dire: son loro che son molto fuori.

Produzione di missile



Oggi il "Corriere" l'han fatto scrivere a Google Translator.

venerdì 19 maggio 2017

I cazziatoni della naia



A me l'Accademia della Crusca piace assai.

[...] le caserme, come osserva Marco Biffi, autore dell’articolo sul linguaggio militare nell’Enciclopedia dell’Italiano Treccani, sono state anche un veicolo di diffusione di termini d’uso regionale nell’italiano comune:

"Il gergo di caserma (o meglio un gergo di caserma, in parte nazionale e in parte caratterizzato localmente) è stato infatti condiviso dalla quasi totalità della popolazione maschile dal 1861 al 1° gennaio 2005; la gergalità, variamente assorbita nel periodo di ferma, è stata quindi in parte esportata anche nella lingua comune, con una sedimentazione in diacronia che copre tutti i 144 anni di leva obbligatoria (o naia, appunto, come si dice a partire da un uso gergale diffuso tra gli alpini e poi divenuto popolare dopo la prima guerra mondiale).Gli esempi di parole di caserma entrate nella lingua comune sono numerosi, con connotazioni locali evidenti soprattutto tra Ottocento e inizi del Novecento, quando era marcata la prevalenza di ufficiali piemontesi e napoletani provenienti dai principali eserciti preunitari: sono, ad es., piemontesismi battere la fiacca, cicchetto,marcare visita,piantare una grana, ramazzare, mentre più rari sono i napoletanismi, come arrangiarsi o fesso; ma varie sono anche le formazioni gergali con materiale linguistico italiano: mettere la firma, lavativo, pignolo, scalcinato, sfottere."


È giusto cazziare qualcuno?, a cura di Antonio Vinciguerra, Redazione Consulenza Linguistica, Accademia della Crusca. 17 maggio 2017.

martedì 16 maggio 2017

Omicidi

Da tempo vorrei dare una buona occhiata ai dati sugli omicidi. Qui trovo un bel riassunto a livello mondiale.

Homicides, di Max Roser.

I dati italiani più recenti, se non sbaglio, mostrerebbero in media una riduzione progressiva dell'incidenza degli omicidi, con una convergenza tra sud (dove tutt'ora sono più frequenti, ma con un miglioramento più marcato) ed il nord.

Da questo punto di vista, viviamo in uno dei paesi più sicuri del mondo. Altra questione sono gli "omicidi" da incidente stradale. Con calcolo approssimato (fatto ora, letteralmente, sul retro di una busta), in Italia ci sarebbero sette ammazzati sulle strade per ogni omicidio. Ma devo controllare meglio.

PS. 17 maggio: Sulla tendenza degli omicidi in Italia, vedo ora, appena uscito: L’inarrestabile declino degli omicidi, di Marzio Barbagli e Alessandra Minello, La Voce.info.




domenica 7 maggio 2017

Respondeat superior

"Most histories of American corporate criminal liability start there - the Industrial Revolution, the rise of the regulatory state, and the Supreme Court’s
landmark 1909 decision in New York Central & Hudson River Railroad v. United States. In New York Central, the Court upheld the constitutionality of the
Elkins Act, a federal statute regulating railway rates that imposed criminal liability on corporations that violated the statute’s mandates. In sweeping
language, the Court rejected the corporation’s contention that, as an entity, it could not commit a crime, finding Congress had expansive power to regulate
interstate commerce that included the authority to impose criminal sanctions.

The Court was untroubled by the legal fiction that an entity could neither take criminal action nor possess criminal intent. Instead, the Court adopted the civil
law doctrine of respondeat superior, holding that a corporation could constitutionally be convicted of a crime when one of its agents had committed a criminal act (1) within the scope of his or her employment, and (2) for the benefit of the corporation. That standard remains good law to this day." (*)

Più ci penso, e più mi convinco che nella prossima vita sarò un giurista. Anche.

(*) Diskant, Edward B. "Comparative corporate criminal liability: Exploring the uniquely American doctrine through comparative criminal procedure." The Yale Law Journal (2008): 126-176.

Pass Island



L'altro giorno sono tornato dalle Filippine. Ho trascorso alcuni giorni a Manila, dove tra l'altro ho parlato di corruzione internazionale all'Asian Development Bank, e all'University of the Philippines Diliman.

Qui sotto ci sono io all'Asian Development Bank.



Nel tempo libero a disposizione ho esplorato un po' Manila.

In apertura, la foto di un autista di Jeepney che si riposa. Le Jeepney nacquero originariamente modificando le Jeep che i soldati americani portarono al termine della seconda guerra mondiale. Sono molto interessanti, sotto più punti di vista.

Qui sotto, la "triade" del trasporto a Manila: Jeepney, strada, e ferrovia sopraelevata. Manila è una costellazione di centri urbani - uno sprawl per certi versi paragonabile a Los Angeles o a San Diego. Ha 12 milioni di abitanti ed è estremamente congestionata. A differenza per esempio di Bangkok, non ha una metropolitana.



L'altro giorno ho visitato Quiapo. C'è una chiesa molto famosa, dove una volta all'anno si recano masse enormi per venerare il "Cristo nazareno nero". Nelle stradine limitrofe si trova un mercato dove si vende pesce seccato e tanto altro - pare anche sostanze che procurano l'aborto. Ho scattato qualche foto.







Manila, molto caotica, è un interessante luogo "totale". Ma è anche stancante: approfittando del ponte lungo, sono andato al mare, nell'isola di Coron. (*)

Per la prima volta nella mia vita ho "circumnuotato" un'isola. Si chiama Pass Island, pare perché era il punto di passaggio delle imbarcazioni da guerra giapponesi - alcune delle quali, affondate, sono ora luoghi amati dai sommozzatori. Pass Island è molto piccola e il giro si fa rapidamente. Ma è il principio che conta.

Qui sotto, un breve video fatto da un drone che si trova su Internet. Fa capire bene, credo, perché quell'isola mi è parsa perfetta. Ma mi sbaglio: il concetto di "insularità" e di "perfezione" si sposano solo in un'idea di turismo da cartolina, come se i luoghi si trovassero in una teca. Mettiamola così: casualmente mi son trovato a Pass Island. Per abitudine, ho iniziato a nuotare, costeggiandola in senso antiorario, e dopo un po' mi son ritrovato nel punto di partenza. Questa è Pass Island: un'isola che si fa circumnuotare con facilità. Tutto qua.



(*) A scanso di equivoci: a mie spese, e la mia "missione" a Manila costerà al contribuente italiano poche decine di Euro - aereo e albergo a Manila sono stati offerti dall'ospite.

domenica 23 aprile 2017

Lincoln, pensa te



Ho appena appreso quanto segue.

Sei ubriaco ed è notte fonda. Mentre torni a casa, passi davanti a un'automobile e ti accorgi che è aperta. Entri e ti fermi a dormire. La mattina dopo, senza arrecare alcun danno, esci e te ne vai.

Bene: negli Stati Uniti, puoi farlo: il proprietario non ti può denunciare - se non hai arrecato danni, e se non gli hai precluso l'utilizzo del mezzo. E per quest'idea liberale dobbiamo ringraziare Abraham Lincoln, che nel 1843, quando era un giovane e brillante avvocato, difese il caso Johnson v. Weedman. Convinse la Corte Suprema dello Stato dell'Illinois che il suo cliente, cavalcando per 15 miglia un cavallo non suo, non aveva commesso un reato.

Questo concetto si chiama "trespass to chattels". Sto frequentando un corso Coursera di American Common Law e mi sto divertendo molto.

mercoledì 19 aprile 2017

Media sotto la media?



Recentemente ho assistito a quanto segue. A un quotidiano importante è stata resa nota una malefatta di tizio, personalità pubblica di rilievo. Dopo meno di 48 ore, tizio ha cercato di risolvere il problema: qualcuno lo aveva avvertito.

Poi ho assistito a come il Fatto Quotidiano ha trattato le vicende del "presunto" "plagio" della "tesi" della Ministra On. Marianna Madia e dei "consigli alla lettura" dell'On. Prof. Francesco Boccia (è opportuno essere generosi con le virgolette). Qui (Madia) e qui (Boccia).

Tutti e due i Potenti hanno annunciato querele: Querela is the new "lei non sa chi sono io" (credit: Alessandra). E' l'arroganza del potere, ed è uno dei motivi per cui M5S ha successo. Ma passiamo di lato.

Oggi leggo le polemiche sulla trasmissione Report a proposito dei vaccini. Non l'ho vista ma mi fido per esempio dell'opinione assai critica di Roberto Burioni, che tanto tempo fa conobbi in altre più amene vesti.

Viceversa, il Fatto Quotidiano ha realizzato un buon lavoro con i "presunti" "plagi" di Madia e Boccia: conosco molto bene i due casi e la mia è un'opinione informata. Chi ce l'ha con quel quotidiano, con Travaglio e compagnia, avrà le sue buone ragioni. Ma intanto, una notizia con loro è andata sino in fondo: han fatto il loro mestiere. Altri più blasonati, no.

Avremmo bisogno di una stampa libera, forte, in grado di pagarsi gli avvocati per difendersi dalla Querele dei Potenti, e ne abbiamo solo brandelli. E' un grave problema. Quei brandelli di giornalismo critico hanno una responsabilità particolare: essere credibili. Perché là fuori è pieno di gente che solo aspetta un alibi per poterli criticare, e difendere poi qualunque cosa. Anche la fotografia in alto, se necessario e se arriverà il momento per farlo. Perché noi italiani abbiamo il nostro modo per adattarci a tutto.

E infatti qualcuno difende quel che segue:

L'IMT di Lucca ha deciso che il caso del "presunto" "plagio" della "tesi" Madia verrà giudicato da una commissione interna: "la commissione ha ricevuto il mandato di esaminare la sussistenza di elementi di criticità, in particolare con riguardo alla fattispecie di plagio, al fine di consentire al direttore Pietro Pietrini che sarà l'ultimo a decidere, se esistono i presupposti per andare avanti o archiviare la pratica."

Una commissione interna è contraria al buon senso, prima ancora che agli standard internazionali che dovrebbe seguire un'istituzione non dico eccellente, ma anche solo, non indecente. Ma qui di non indecente è rimasto bel poco.






sabato 15 aprile 2017

You Draw It

Questa nuova rubrica del New York Times è affascinante.

All'incirca, avevo indovinato, almeno le tendenze. Se nell'ultimo grafico in fondo alla pagina, che mette insieme le cause di morte, si aggiungessero i morti per terrorismo, si tratterebbe di una linea adagia sull'asse delle ascisse. Con solo una piccola punta in occasione dell'attentato alle torri gemelle.

Correggere le percezioni del pubblico sui rischi di morte sarebbe prioritario anche in Italia. L'ISTAT potrebbe fare una bella "infografica" di questo tipo.

venerdì 14 aprile 2017

Saluti



Poco fa, mentre ero nello spogliatoio della piscina, ho finalmente capito la ragione di una mia grande passione.

Ricordo d'infanzia. Ero seduto sul seggiolino posteriore della bicicletta della mia mamma. Mentre pedalava - l'immagine è molto vivida, eravamo in Via Tramazzo di fronte al campo allora ancora privo di palazzoni - ci viene incontro qualche sconosciuto, che io saluto. Forse mi viene un dubbio, chiedo a mia mamma se si salutano tutti quelli che si incontrano, e lei mi spiega che si salutano solo i conoscenti. Devo aver trovato quell'insegnamento curioso e notevole, se è uno dei pochissimi ricordi che ho di quella remota infanzia.

Nello spogliatoio, mentre mi infilo le scarpe uno sconosciuto se ne va e mi dice "arrivederci". Lo saluto anch'io, mi torna in mente quella scena remota, in Via Tramazzo, e mentre esco dico "buongiorno" a tutti quelli che incontro. Del resto, quelli della cassa credo che già mi conoscano per essere uno che saluta molto.

Via Tramazzo prende il nome dal Colle di Tramazzo, prima montagna, dove senza passar per strambi si salutano anche gli sconosciuti che si incontrano. Per questo sono appassionato di montagna, ho pensato. Ero un bambino un po' strano, e davvero ringrazio di esser riuscito, col tempo, a diventare normale. Anche frequentando luoghi a me adatti, come la montagna.

lunedì 10 aprile 2017

Coda di paglia



Siccome pare che io qui stia sempre a divertirmi, vorrei che risultasse anche il mio impegno professionale. Qui sopra, "as professional as it gets", mentre elargivo il keynote speech in apertura di una conferenza sulla corruzione, in terra straniera.

Sentire il dovere di precisare in tal modo, e con prova fotografica, giustifica il titolo di questo breve ed evitabile intervento: coda di paglia. Qui dentro tutto si giustifica vicendevolmente e tutto si tiene. Chiaro, Michele?

domenica 9 aprile 2017

Praga: non ci vivrei



Dove non giunsero le nostre legioni, infine piantarono la loro bandiera gli italiani.

I romani arrivarono (e per qualche tempo occuparono) l'area attorno a Brno, nella repubblica ceca. Non giunsero mai all'odierna Praga.

La mappa qui sotto (da Wikipedia: Romans in Slovakia) indica la situazione. L'imperatore era Marco Aurelio. La tribù contro la quale combattemmo, i Marcomanni - quella de la scena iniziale del film "The gladiator", per capirci.

Praga: bella, ma non ci vivrei? Non in questi termini. E' che fuori dai confini, per un verso, bad vibes, e poi, mancan le comodità.