mercoledì 26 novembre 2014

Partecipazione



Dalla Russia, più precisamente dalla siberiana Igarka, una lezione di partecipazione. A noi emiliano-romagnoli, che fummo Russia minore, e ora, vedi te.

Пассажирам пришлось толкать Ту-134, примерзший к площадке перед ВПП, LifeNews

lunedì 24 novembre 2014

Settimana stoica



Oggi inizia la Settimana stoica. Trascorrerò sette giorni di atarassia. Non vi dico "non mi disturbate", perché non potreste.

Siccome non ho le idee chiarissime di come si faccia, ho stampato il manuale (PDF). Vado al bar a leggerlo, al posto del Resto del Carlino, col cappuccino.

Dall'alto del mio cavallo vi saluto.

venerdì 21 novembre 2014

La Prospettiva De Marchi




La Prospettiva De Marchi (in bolognese: де мархи проспект), ampia arteria che si materializza i venerdì pomeriggio, è la prospettiva di farsi, a breve, un aperitivo.

mercoledì 19 novembre 2014

La neve! / 2




Insisto. Lago Scaffaiolo, qualche ora fa. In lontananza si vede benissimo il Pania della Croce.

Vedendo un tale spettacolo, sono indeciso se mettermi in modalità #Ladylike e andare dall'estetista, come avevo programmato, o gli scarponi e salire in quota. E' che è da ieri che penso alla Moretti e non riesco a togliermela dalla testa. E poi sono sempre stato un indeciso. E nell'indecisione vado alla macchinetta a prendermi un caffè, e glielo chiedo (alla macchinetta, che quando metti le monetine ringrazia, per cui vuol dire che sa parlare).

martedì 18 novembre 2014

La gauche esthéticienne



Questo video-intervista a Alessandra Moretti è da vedere tutto.

Io non vado dall'estetista, ma corro e altro. Cosa faccio mentre corro? Qualsiasi cosa. Anche per questo, capisco molto la Moretti.

E' solo un peccato avere tra i coglioni un paese in crisi profonda.

lunedì 17 novembre 2014

La neve!



Dalla webcam al Lago Scaffaiolo, pochi minuti orsono. Son preso da un sentimento così profondo, che quasi quasi mi vado a fare un caffè alla macchinetta.

sabato 15 novembre 2014

Comete e scontrini



Il geek che è in me ha trascorso giorni di grande eccitazione per causa della missione Rosetta. Questa mattina apprendiamo che il trapano ha funzionato perfettamente.

Il trapano SD2 è una delle tante cose costruite da Finmeccanica per questa missione. Nel caso specifico, con la controllata Selex, coinvolta negli scorsi anni in varie vicende giudiziarie. Vi è poi stato un ruolo, che non riesco a valutare bene, del Politecnico di Milano).

Istituzioni pubbliche che, per una volta, sono riuscite a compiere la loro missione. Non sempre va bene, ma a volte si. Nel dibattito rumoroso in corso, tra "cambiar verso", ossessionante attenzione agli scontrini degli altrui rimborsi, e spending review, varrebbe la pena porsi con più calma il problema di come incrementare il numero di missioni portate a termine. E il voyeurismo degli scontrini, per quanto comprensibile, non è la soluzione.

venerdì 14 novembre 2014

Cineca



Il Cineca è nella bufera. Non credo sia del tutto sorpreso chi, lavorando all'università, combatte quotidianamente coi loro applicativi. Ma oltre al caso concreto sarebbe opportuno un ragionamento serio sul problema delle commesse ICT da parte dell'amministrazione pubbliche. E' un tema importante e complesso, e lo si potrebbe gestire meglio di come non lo si faccia ora.

Al Cineca sono affezionato, e anche per questo spero che superino bene questa crisi. Grazie a loro ebbi il mio primo indirizzo di posta elettronica, rete Earn-Bitnet. Ero laureando, era il 1988, e l'anno dopo mi diedero un account su un Cray nuovo fiammante. Sistema operativo Unicos (Unix per Cray), e Internet. Strano modo per accedervi.

Cineca, il tracollo dell’informatica di Stato. Il flop, tanti milioni e zero gare, Thomas Mackinson e Andrea Palladino, Il Fatto Quotidiano, 13 novembre 2014

mercoledì 12 novembre 2014

Mi piace pensarli liberi



Antefatto: indagine della Procura su rimborsi dei consiglieri regionali in Emilia-Romagna.

Già visto, anche la nota piccante: una spesa in un sex-shop, accreditata al consigliere PD Rita Moriconi, che si difende "Sono una persona seria e perbene, non sono mai entrata in un sexy shop"

Si è presentato in Procura un suo ex-collaboratore, tale Rosario Genovese: lui avrebbe acquistato un vibratore da 80 Euro (che, dettaglio, si sarebbe fatto rimborsare due volte). Ha dichiarato che la spesa "è mia personale, fatta per acquistare oggetti atti al confezionamento di un regalo-scherzo" per un compleanno.

Morale, le persone perbene non vanno nei sex-shop, se non per scherzo. Rita Moriconi e Rosario Genovese non possono neppure essere tacciati di meschino perbenismo: anche per le piccolezze della vita ci vuole una statura minima.

Che schifo di gente, verrebbe da dire. Ma a me Rita e Rosario piace pensarli migliori: felici frequentatori del sex-shop dell'angolo, amici del gestore, al quale dedicano, incontrandolo per strada, non uno sguardo imbarazzato e furtivo, ma larghi sorrisi e pacche sulle spalle.

Mi piace pensarli periti nell'uso di ogni amenicolo lussurioso. Io li immagino mentre allietano le cene di finanziamento del loro partito con meditate riflessioni sull'erotismo e sull'autoerotismo, generosi di consigli e di suggerimenti su come meglio raggiungere quel piacere che tutte le persone veramente per bene desiderano.

A me piace pensare che Rita Moriconi e Rosario Genovese, in altri termini, siano non come appaiono, ma due persone libere.

Raffaella Carrà Presidente della Repubblica



Vi segnalo una campagna in cui credo molto:Per Raffaella Carrà Presidente della Repubblica.

E il Tuca-tuca al posto dell'Inno di Mameli. Tra l'altro, esiste già tradotto almeno in spagnolo, e l'internazionalizzazione, si sa, è importante.

Questo, se in sto c* di paese davvero abbiamo intenzione di "cambiar verso". Il resto sono chiacchiere.

martedì 4 novembre 2014

Car Talk



Gli Stati Uniti sono piccoli riti: comprare The New Yorker e Harper's Magazine. Ascoltare NPR mentre guido. Tra i programmi di NPR, il sabato, Car Talk.

"By his own account, after graduating from college, Mr. Magliozzi took a conventional path as an engineer until experiencing his “defining moment” after being involved in a close call on the highway.

He described the incident in 1999, when the brothers shared a commencement speech at their alma mater. Tom described driving on Route 128 to his job in Foxboro, Mass., in a little MG that “weighed about 50 pounds” when a semi-truck cut him off. Afterward, he thought about how pathetic it would have been if he had died having “spent all my life, that I can remember at least, going to this job, living a life of quiet desperation.”

Continue reading the main storyContinue reading the main storyContinue reading the main story “So I pulled up into the parking lot, walked to my boss’s office and quit on the spot.”

His brother chimed in, “Most people would have bought a bigger car.”

Tom Magliozzi, One Half of the Jovial Brothers on ‘Car Talk,’ Dies at 77, di Noam Cohen, The New York Times, 3 novembre 2014.

domenica 2 novembre 2014

Buenos días España



Era nell'aria. Oggi è uscita l'indagine di opinione Metroscopia - El País. Se vi fossero oggi le elezioni generali, Podemos sarebbe primo partito col 27.7% dei voti.

Quasi esattamente quel che accadde con il Movimento 5 Stelle, e che differenza, però.

sabato 1 novembre 2014

Polizie



Mi ferma una pattuglia di carabinieri, è buio. Ragazzo e ragazza, mitra al collo. Non ho il tagliando dell'assicurazione. "Guardi, l'auto è assicurata. Controllate. E, sul mio onore". "Si, ma il tagliando va esposto. C'è la contravvenzione". Non rispondo. Armeggiamo ancora coi documenti, e il ragazzo mi dice, "Senta per questa volta la facciamo andare. Mi fido. Se la rifermano, non dica che l'abbiamo già fermata".

Riparto. Ho pensato, al netto del favore ricevuto, che fosse stato uno scambio tra persone civili, e che in tanti altri paesi in una situazione simile mi avrebbero chiesto dei soldi sottobanco. Può esserci molta corruzione, e molta violenza, tra chi gira armato legalmente.

In seguito leggo la dichiarazione di Gianni Tonelli, segretario generale del sindacato di polizia Sap, che commenta l'assoluzione degli imputati per l'omicidio di Stefano Cucchi: "Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute, se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze".

In Italia, alle "forze dell'ordine" non riesci mai a prender le misure.

lunedì 27 ottobre 2014

Sul crinale tra due futuri risplendenti

Ci tenevo molto ad esere presente all'incontro alla Leopolda, a Firenze, per contribuire anch'io al grande progetto di Renzi, che sta rivoltando l'Italia come un calzino. E in nessun modo volevo perdermi la grande manifestazione popolare organizzata a Roma dalla CGIL, convinto anch'io della centralità del lavoro.

Scelta apparentemente impossibile, ma spesso si dimentica che l'ubiquità è alla portata di tutti: basta situarsi in luogo abbastanza elevato per poter, con lo sguardo, presenziare da una parte e dall'altra.

Così, venerdì scorso sono andato in montagna.

Purtroppo, qualcosa è andato storto. Dal crinale del Passo della Nevaia, volgendo lo sguardo il più possibile verso quelle due città, quasi gemelle di un nuovo rinascimento, delle mal calcolate alture mi han sbarrato lo sguardo. Tutto quel che sono riucito a vedere, con vista strabica, è stata l'isola di Gorgona, e oltre, penso, Capraia e un indizio di Corsica.



Del resto, così come non si vedrebbe l'alba da una spiaggia del Tirreno, allo stesso modo non si può osservare il sole del nostro avvenire appostandosi, come ho fatto io, di fianco a una stupida escrescenza montuosa che si chiama "Poggio dei Malandrini".

In quel luogo sbagliato sono rimasto a leggere sin che la luce del tramonto me lo ha permesso. Ho riletto The Great Gatsby, che malgrado il tempo trascorso ricordavo ancora bene. Mi interrogarono persino a scuola, sul grande Gatsby. La luce verde sempre accesa sul pontile di Daisy, e Gatsby che ogni sera l'osserva; il desiderio, e il desiderio compiuto; il tempo che passa, ma che può essere rivissuto.



Riflettendo su tutto questo, ovvero sul rinascimento che grazie a Renzi e alla CGIL già stiamo riavvolgendo, col sole già calato e una sensazione di freddo mi son diretto verso il Rifugio di Porta Franca, dove mi attendeva una stanza.



Tanti rumori m'hanno agitato il sonno, e in un paio d'occasioni ho persino sentito qualcosa che grattava la rete su cui dormivo. Era quasi mattino quando ho visto il topo, di dimensioni cittadine. Sono uscito che era ancora buio.



Iniziava ad albeggiare mentre aggiravo il Monte Gennaio. Il Corno alle Scale era coperto da una nuvola.



Dal crinale, son disceso lungo le pendici della Foresta del Teso, che piano piano sto esplorando tutta.



Il sole e l'aria tersa han reso la giornata molto bella.



Una lunga discesa mi ha riportato al torrente Orsigna, da dove ero partito.



Ero partito dal borgo, percorrendo un sentiero un tempo percorso dai mercanti e dai contrabbandieri.



Riflettendo sul mio tentativo di ubiquità, e su come sia fallito, sono giunto a una conclusione. Firenze e Roma, Renzi e la CGIL: non ci si può recare a incontri così importanti per sentieri che furono percorsi da briganti, tra monti "dei malandrini", e dormendo coi topi.

E mi ha pervaso una sgradevole sensazione: a causa di una cattiva pianificazione, un je ne sais quoi di errato nel mio ragionamento, temo di aver perso un appuntamento con la Storia, quella con la maiuscola.

Renzi e l' Umarellighenzia



Alla Leopolda, Matteo Renzi ha affermato che una parte del ceto intellettuale si comporta di fronte al suo progetto come quei pensionati che, osservando la costruzione di una strada o l'apertura di un cantiere, scuotono la testa e commentano, "uhmmm come lavorano piano, uhmmm non ce la fanno mica a finirlo..."

A Bologna queste persone le chiamano gli "umarell": sono i pensionati che, mani dietro la schiena, osservano e commentano i lavori in corso. E in quel grande cantiere che sarebbe l'Italia renziana, abbiamo, ad osservare e a criticare, l'umarellighenzia: gli umarell dell'intellighenzia.

Quella di Renzi è una bella immagine e coglie nel segno, ma solo in parte: nel sempre molto colorato quadro italiano, numerosi si contano gli intellettuali che criticherebbero, ma non lo fanno per non schierarsi - non sia mai che arrivi la consulenza, o il consiglio d'amministrazione; quelli che plaudono, per motivi non dissimili, e i cerchiobottisti, che si collocano ottimamente per poter servire qualsiasi padrone, al costo di un modesto riallineamento secondo la bisogna.

Capisco l'avversione di Renzi nei confronti dell'umarellighenzia. Ma dal punto di vista dell'interesse generale, mi par più giusto preoccuparsi non per chi critica, magari con tono fastidiosamente petulante, ma per chi, malgrado un non del tutto disprezzabile stipendio garantito da professore universitario, ritiene che convenga innanzitutto esercitare un'interessata prudenza.