venerdì 15 settembre 2017

Antonio Polo



Pochi giorni fa è morto Antonio Polo, il decano - anzi, il fondatore - di Correcaminos. Una persona sul quale altri che lo han conosciuto meglio di me hanno molto da raccontare. Io mi limito a ricordare che negli ultimi anni era stato il "cronista ufficiale" delle escursioni del sabato. Le scriveva bene e con uno stile tutto suo; quando avrò il tempo le rileggerò tutte.

Gli amici di Correcaminos gli sono stati molto vicini in questi ultimi mesi di malattia. L'otto ottobre andranno in montagna per mettere una targa, e in quell'occasione spargeranno le sue ceneri. Il disegno è di Belén. C'è Antonio, con quella sua aria dinoccolata nobile, e il suo inseparabile ombrello, utile non solo per la pioggia, ma anche per il sole che è spesso severo nelle montagne dell'Andalusia. Il testo è tratto da una delle sue cronache, e parla dell'amore per la montagna e per la vita.

Antonio è così tornato alla Pachamama, che spesso menzionava nei suoi racconti. Null'altro aggiungo, perché laddove ci sarebbe da dir molto, conviene esser brevi.

domenica 3 settembre 2017

Farfisa



Casualmente leggo sul Sole 24 Ore di oggi che il marchio Farfisa è oggetto di una vendita fallimentare. Mi addolora.

Penso a Ray Manzarek e ai Doors e, mentre salgo verso il crinale in auto, ascolto Light my fire, con l'indimenticabile solo acido con l'incredibile tastiera Farfisa.



Ray Manzarek era un grande personaggio. Sono incappato in questo bel video in cui spiega come nacque Raiders on the storm. Guardatelo, è riposante. E' un racconto con un suo bel ritmo lento e posato.



Dal crinale (dalla sella del Monte Gennaio) ho osservato il Tirreno sino alla Corsica; si intuiva l'Adriatico e oltre i Colli euganei ho visto le cime delle prime Alpi.

Si stava molto bene. Ma mi dispiace per gli organi Farfisa. La fabbrica, apprendo, in passato diversificò la produzione e ora si occupa di altro. Il marchio degli organi era da tempo passato alla Bontempi. Avevo un Bontempi, bianco e rosso mi pare.

Ray Manzarek era anche stato il produttore degli X, un gruppo di Los Angeles che mi piaceva. Soprattutto il loro secondo album. Chissà se usavano il Farfisa, gli X. Non mi pare, era un altro giro quello, e Ray Manzarek sapeva cambiare.


domenica 20 agosto 2017

Urbanistica buona lente


Su "La Repubblica" di Bologna c'è un bell'intervento di Paola Bonora, lucida osservatrice e critica degli assetti, del territorio e quindi del potere, di questa città.

Passa in rassegna una situazione complessiva in cui "ci si ubriaca di parole ma nulla mai cambia", per concludere così: "L'urbanistica è sempre una buona lente con cui guardare la realtà. La confusione e l'afasia attuale ci dicono molto intorno alla crisi della decisionalità e al vuoto di idee di cui la politica soffre. Un problema non solo bolognese, ma che qui si presenta paralizzante."

Mi viene in mente la lotta, a New York a cavallo tra anni '50 e '60 e che ebbe Jane Jacobs come guida intellettuale, al progetto di Robert Moses di radere al suolo parte Lower Manhattan per costruirvi una "expressway". In quel caso si combatté una politica di idee (se pur sbagliate): era "high modernism" allo stato puro, per citare il Seeing like a state di James Scott. E' più difficile contrastare la navigazione di cabotaggio, l'affarismo forse più piccolo che grande, l'inerzia, insomma, la noia e l'assopimento del nulla: il "low modernism" a Bologna.

(cliccare sulle foto per ingrandire)

giovedì 17 agosto 2017

L'uomo-Boa


Quasi tutte le barriere sono psicologiche: per esempio son convinto che se non mi fermasse la mia testa, muovendo braccia e gambe a rana sarei in grado di volare, se pur a bassa quota.

Ogni volta che infrangiamo una barriera psicologica abbiamo motivo di festeggiare, e io festeggio. E' vero: non sono ancora riuscito ad andare in giro per Bologna in toga, come vorrei e come prima o poi farò - ho giusto iniziato ad allenarmi. Ma, accompagnato da un gonfiabile arancione, sono riuscito a nuotare in mare aperto, sconfiggendo il timore, a sud della dell'isola di Agathonisi. Quest'anno mi sono trasformato nell'uomo-Boa, che è una specie di superuomo balneare da diporto.



Nel video in alto, l'uomo-Boa si spinge sino alla spiaggia dei Tholi, il puntino più a destra (est) nella mappa qui sotto.

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Il piano era ridicolo. Una volta arrivato, l'uomo-Boa avrebbe dovuto camminare a piedi nudi per qualche centinaio di metri lungo un sentiero pieno di pietruzze e spini, e poi percorrere quattro chilometri sull'asfalto rovente per tornare a casa. Alla sua bella età, l'uomo-Boa riesce ancora ad avere delle idee totalmente prive di senso.

Coi piedi doloranti e semi-ustionati, resosi conto dell'idiozia del proposito, l'uomo-Boa si è affidato a un'astuzia omerica, attaccando discorso con una famiglia di greci giunti in gommone. Impietosito, il pater familias gli ha dato un passaggio sino al porto. Così insomma l'uomo-Boa è anche riuscito a fare barcastop, superando un altro piccolo muro psicologico (perché non averci pensato prima?). Qui sotto si vede la spiaggia dei Tholi, fotografata da bordo dello Zodiac.



Del mese trascorso si dovrebbe commentare la Romania e la Bulgaria. Belle e interessanti, ma davvero, la cifra è stata questa: il superamento delle barriere psicologiche, un lavorio interiore (e non solo) ormai avviato per l'uso della toga, e il vissuto di una robusta esperienza out-of-body attraverso la pratica natatoria out-of-buoy, che naturalmente porta all'uso della terza persona. E' molto semplice e, in un certo senso, è inevitabile.

sabato 29 luglio 2017

domenica 16 luglio 2017

Mérida, 9 dicembre 2003



Domani e dopodomani sarò a Tor Vergata ad insegnare al Master Anticorruzione. Sto sistemando la presentazione e farò cenno alla United Nations Convention against Corruption, che fu firmata a Mérida, Yucatan, il 9 dicembre 2003.

Mi è venuto in mente che c'ero - sono un Forrest Gump distratto - impegnato in un evento parallelo alla cerimonia della firma. La foto in alto la feci all'aeroporto. Appresero che il 9 dicembre è il mio compleanno e mi cantarono la mañanita. Non sapevo cosa fosse e ricordo che ero imbarazzato.

Con quel viaggio evitai una riunione di lavoro in Italia alla quale in nessun modo volevo partecipare. Anzi, partiamo dal fondo. C'era una riunione, e per non presenziare, decisi di andare alla firma di un trattato multilaterale delle Nazioni Unite. In Yucatán, Messico. Già che ero lì andai anche al mare, e scoprii Holbox, dove da allora vorrei tornare. E' stato così: per evitare una riunione potrei inventarmi qualsiasi cosa. Quando comanderò io le riunioni per farle durare poco si faranno in piedi. In spiaggia, a Holbox, e coi piedi a mollo.











venerdì 14 luglio 2017

Arte concettuale non premeditata



Qui sopra, uno scorcio del circuito di Formula 1 del Principato di Monaco, che ho fotografato ieri pomeriggio.

La Dacia Rossa (no aria condizionata, no servosterzo, si GPL) vi è arrivata per caso, ma il suo gesto ha rappresentato un caso esemplare di arte concettuale, dove alla concettualizzazione artistica contribuisce non soltanto lo stridore estetico delle Rolls Royce e delle Ferrari di sfondo, ma anche la non premeditazione, che ha ammantato la performance di una spessa glassa di sprezzatura - concetto le cui implicazioni artistiche dovremo sviluppare.

Ieri in 24 ore (sveglia alle 3 e mezzo, ritorno idem) sono andato a Nizza e ritorno per motivi non che sto a raccontare.

La mattina, bagno a Noli.



Essendo tutti i miei ricordi georiferiti, segnalo che molto tempo fa in questa spiaggia ci dormii, e solo tre estati fa, nella strada sovrastante feci l'autostop di notte per arrivare da Ventimiglia a Savona. Eccome se ci arrivai, alla stazione di Savona, progettata niente meno che da Pier Luigi Nervi.



A Nizza, come in un sogno, mi è riapparso il Venturi, questa volta nella traduzione francese. E' un libro di cui ho appreso l'esistenza solo un mese orsono, e da allora mi segue. Che i libri siano vivi non ci sono dubbi; il dubbio, semmai, riguarda noi.



Al ritorno sono ripassato da Noli. Mi son buttato in spiaggia cercando di dormire un po', senza riuscirvi.

Su quel che è avvenuto dopo ho ricordi un po' confusi. Ho sbagliato autostrada, dirigendomi verso Torino e anzi quasi arrivandovi. Ho cercato di rimediare parzialmente tagliando per Asti, ma poteva essere anche Esti o Astri. Mi sono fermato diverse volte in autogrill. In uno mi han detto che una lampadina non funzionava e mi han chiesto se volevo cambiarla, sono quindici euro, e ho risposto al benzinaio del GPL (si GPL, ho detto) che no, per via che preferivo procedere in incognito ma il benzinaio non ha capito, e allora gli ho ripeto "no però vorrei una coca-cola", ma non l'ho presa lì perché ormai il rapporto si era incrinato. L'ho comprata due autogrill dopo dove della lampadina non si era accorto nessuno. In un altro autogrill ho detto ad Ale "dormo dieci minuti" e mi sono svegliato con la sveglia del cellulare, perché "avevi detto che volevi dormire dieci minuti così ho messo la sveglia". Quello è stato il momento più difficile, ed è l'ultimo ricordo di ieri notte che scrivo qui, anche se è monco perché non so georiferirlo come dovrei. Forse eravamo già a Piacenza, oppure si è trattato di un sogno interrotto dalla suoneria.




domenica 9 luglio 2017

The Whole Picture


Essendo molto preoccupato per il giornalismo, mesi fa ho versato 50 euro a "The Guardian". L'ho sempre stimato, e non soltanto perché una volta mi mise in prima pagina, ma anche per quello. E' il giornale del caso Snowden, ha una struttura proprietaria interessante, e i contenuti sono disponibili gratuitamente.

Ieri c'è stata una notizia di cronaca bolognese sul merito della quale non mi pronuncio, se non per dire che è un esempio di pessimo giornalismo. Commenti sdegnati su Facebook. Poi le settimane scorse c'è stata la vicenda del piccolo Charlie. Commenti su scala globale.

La vicenda bolognese mi ha fatto tornare in mente una vecchia pubblicità del Guardian, quella in alto. E' come se il giornale avesse raccontato solo le prime immagini di quel video, lasciando il lettore nell'ignoranza sul seguito. E così ho scoperto una pubblicità più recente ed eccellente: "i tre maialini".

C'è una morale? Col caldo che fa, facciamo che no. Ah si, c'è. Ci vuole cautela. Ma un po' d'intuito serve: per esempio, non ci voleva molto per anticipare che sulla storia di Charlie si sarebbe buttata sopra, come avvoltoio, la feccia delle politica a livello mondiale. Alla fine, basta trattenersi e aspettare il giorno dopo, prima di far commenti.

E così, prometto che tra 24 ore rileggerò quanto ho scritto, e vedremo se sarò ancora d'accordo con me stesso.

venerdì 7 luglio 2017

WWW.Ulivo.it



Non seguo molto la politica italiana. Mi pare di avere inteso che Prodi abbia piantato una tenda, ma non ho capito dove.

Comunque l'Ulivo esiste ancora, come ho appena verificato. Si dirà, ma è soltanto il dominio Internet, è virtuale. Ma oggi il virtuale è quanto di più reale ci sia nel commercio politico. In ogni caso, non seguo molto e vedete voi che farne.



Weekly Review

Lo stile è questo:

"a Florida man impersonating a police officer was arrested for pulling over a police officer; the residents of a town in Kentucky reportedly elected a pit bull as their mayor; a Maryland man arrested for robbing a convenience store was released from jail and then arrested again for attempting to rob the same store;"

Poi procede, con disperazione crescente, sino a diventare una specie di "urlo" di Munch:

"and a Washington, D.C. man who formerly sold vodka and ran a teen beauty pageant before being elected president of the United States did not respond publicly to reports that he hung a fake Time magazine cover featuring a portrait of himself in at least four of his golf courses, tweeted that a talk-show host who called his hands small was “bleeding badly from a face-lift” and that another host was a “psycho,” banned the press from attending a fundraiser he threw for himself at his own hotel, threatened during the fundraiser to sue CNN, promised during another speech not to call CNN “fake news” provided they continue to film him, tweeted incorrectly that CNN’s ratings were down, and then tweeted a video of himself at WrestleMania XXIII body slamming, mounting, and punching another man, whose face in the footage had been overlaid with the logo for CNN..."

Weekly Review del 6 luglio 2017, Harper's Magazine

lunedì 3 luglio 2017

Salari efficienti


"Ice from three of the UK's biggest coffee chains has been found to contain bacteria from faeces, according to a BBC investigation." BBC, 28 giugno 2017.

Per scarsa igiene.

Lavorai in un fast-food "Wendy's" che si trovava all'incrocio tra Shaftesbury Avenue e Oxford Street, a Londra. Le condizioni di lavoro erano pessime. Ai piani superiori si trovavano gli uffici di Wendy's per tutto il Regno Unito, e nel ristorante c'era sempre una concentrazione di manager, nervosissimi e frustrati, che rendevano a tutti la vita difficile. Ne ricordo ancora uno, probabilmente un bravo ragazzo in fondo, o anche un serial killer in potenza, o a cavallo della sottile linea tra i due.

Così, come reazione, molti di noi semplicemente lavoravano male. Per esempio maneggiavano il cibo con le mani insaponate e in un certo senso si vendicavano sui clienti. Ricordo che pensai che era sbagliato, e dopo un paio di settimane me ne andai. Terminai due mesi a Londra, tra l'esame di maturità e l'inizio dell'università, mangiando pane e formaggio, e l'occasionale lattina Campbell che riscaldavo in un kettle al quale avevo smontato il manico per farla entrare. Abbruttirsi è bello.

Ieri sera ho terminato di leggere Inequality di Anthony Atkinson, che è morto recentemente. E' un libro interessante, anzi, un punto di riferimento nel dibattito sulla disuguaglianza. Si parla anche di mercato del lavoro, e dell'idea che tendiamo (almeno in parte) a lavorare in funzione di quel che ci pagano. Sono temi complessi, e pensarci sopra aiuta, ma non è che poi si trovano verità scolpite nel marmo. Ah, si dice anche che il CNEL dovremmo tenercelo, ma questo è un altro discorso.

domenica 2 luglio 2017

Primo luglio 2017



Il primo luglio 2017 sarà il giorno in cui camminai 48 chilometri. Un po' in città, e il resto in montagna, a disegnare uno strano mostro che sembra addentare le selve.

Perché l'ho fatto? Non mi è del tutto chiaro.

Questo il percorso, nel giorno della mia vita in cui più ho camminato. E in cui più mi son elevato con le mie gambe: 2510 m. Quasi ho visto Dio; la Madonna, ben due volte.

domenica 25 giugno 2017

L'università e la lezione di James Scott


"Si parla solo di moduli, orari, questionari, affidamenti, contratti, requisiti minimi, crediti, ecc., in un gergo che maneggiano pochi e i più ignorano, assistendo inerti o confusi alla sfilza di sigle e procedure in cui solo ormai consistono le riunioni degli organi collegiali.".

Università, perché mi sono arreso. Di Vittorio Coletti.

Il Professore Coletti ha qualche ragione, ma dimostra di ignorare la lezione di James Scott. Nel sud-est asiatico, e altrove, da sempre i contadini si sono difesi dai tentativi di modernizzazione sottraendovisi: andando in montagna. E rifiutando il linguaggio coloniale: io per esempio continuo a non avere un'idea di come funzionino i "punti organico", e non so distinguere uno "scorrimento" ex. Articolo Diciotto da un Ventiquattro.

Poi, dalla montagna, ogni tanto si realizzano incursioni, nottetempo e scegliendosi le armi più convenienti. All'interno dell'ampia produzione regolamentare delle nostre università, qualcosa di buono e di contundente si trova sempre.

Mondializzazioni


Avevo piantato le tenda dentro una cabaña nei pressi di Tulum, perché mi sembrava una soluzione più comoda dell'amaca. Tra i massi dietro la spiaggia c'erano delle iguane grandi come dei maialini, il cesso aveva delle specie di porta da saloon per cui si cagava comunitariamente, e tutta la popolazione internazianale che bivaccava in quella specie di camping era da massimo rispetto. Lì trascorsi il Natale del '93, proveniente dal Chiapas, che solo una settimana dopo avrebbe appreso, insieme al mondo, dell'esistenza del Subcomandante Marcos.

Sotto la tettoia del bar, che era sostenuta da colonne dipinte coi colori della bandiera giamaicana, passavo lunghe ore leggendo e bevendo birra con sottofondo di reggae. A un certo punto mi parve di riconoscere la musica e che qualcosa non quadrasse. Era 'Na bruta banda dei Pitura Freska. Chiesi al banco, e mi risposero che degli italiani avevano lasciato la "cassetta".

Attorno a Tulum ora ci sono solo albergoni e quel luogo da fricchettoni sarà stato spazzato via. E negli albergoni sicuramente nessuno lascia più musiche sorprendenti, se pur di reggae di andata e ritorno, come era il reggae lagunare dei Pitura Freska.

E' la modernità che distrugge se stessa, e a se stessa sostituisce una sua nuova versione. Ho terminato "All that is solid melts into air", di Marshall Berman, e ve lo consiglio. Da leggere con birra in un qualche luogo freak, e se non c'è più, lo rifaranno, anche se diverso da prima.




mercoledì 21 giugno 2017

Magliari 2.0.

Sottotitolo: da Olivetti, a Farinetti.

La ricercatrice accusa Farinetti: «Suoi dipendenti sottopagati», Lui: «La querelo». Corriere.it.

Farinetti: "lei sarà querelatissima", laddove, "querela is the new lei non sa chi sono io".

Solidarietà a Marta Fana.