domenica 26 marzo 2017

I'm waiting



I'm waiting for a rebirth of wonder

Grazie a Lucia Simonato, che non vedo da tanto e da troppo, per avermi ricordato questa poesia, e che ancora stiamo aspettando.

Buon 98esimo compleanno, Lawrence Ferlinghetti.


I Am Waiting

I am waiting for my case to come up
and I am waiting
for a rebirth of wonder
and I am waiting for someone
to really discover America
and wail
and I am waiting
for the discovery
of a new symbolic western frontier
and I am waiting
for the American Eagle
to really spread its wings
and straighten up and fly right
and I am waiting
for the Age of Anxiety
to drop dead
and I am waiting
for the war to be fought
which will make the world safe
for anarchy
and I am waiting
for the final withering away
of all governments
and I am perpetually awaiting
a rebirth of wonder

I am waiting for the Second Coming
and I am waiting
for a religious revival
to sweep thru the state of Arizona
and I am waiting
for the Grapes of Wrath to be stored
and I am waiting
for them to prove
that God is really American
and I am waiting
to see God on television
piped onto church altars
if only they can find
the right channel
to tune in on
and I am waiting
for the Last Supper to be served again
with a strange new appetizer
and I am perpetually awaiting
a rebirth of wonder

I am waiting for my number to be called
and I am waiting
for the Salvation Army to take over
and I am waiting
for the meek to be blessed
and inherit the earth
without taxes
and I am waiting
for forests and animals
to reclaim the earth as theirs
and I am waiting
for a way to be devised
to destroy all nationalisms
without killing anybody
and I am waiting
for linnets and planets to fall like rain
and I am waiting for lovers and weepers
to lie down together again
in a new rebirth of wonder

I am waiting for the Great Divide to be crossed
and I am anxiously waiting
for the secret of eternal life to be discovered
by an obscure general practitioner
and I am waiting
for the storms of life
to be over
and I am waiting
to set sail for happiness
and I am waiting
for a reconstructed Mayflower
to reach America
with its picture story and tv rights
sold in advance to the natives
and I am waiting
for the lost music to sound again
in the Lost Continent
in a new rebirth of wonder

I am waiting for the day
that maketh all things clear
and I am awaiting retribution
for what America did
to Tom Sawyer
and I am waiting
for Alice in Wonderland
to retransmit to me
her total dream of innocence
and I am waiting
for Childe Roland to come
to the final darkest tower
and I am waiting
for Aphrodite
to grow live arms
at a final disarmament conference
in a new rebirth of wonder

I am waiting
to get some intimations
of immortality
by recollecting my early childhood
and I am waiting
for the green mornings to come again
youth’s dumb green fields come back again
and I am waiting
for some strains of unpremeditated art
to shake my typewriter
and I am waiting to write
the great indelible poem
and I am waiting
for the last long careless rapture
and I am perpetually waiting
for the fleeing lovers on the Grecian Urn
to catch each other up at last
and embrace
and I am awaiting
perpetually and forever
a renaissance of wonder


Lawrence Ferlinghetti, “I Am Waiting” from A Coney Island of the Mind.

sabato 25 marzo 2017

Lettera aperta al Magnifico Rettore Prof. Federico Visconti



La lettera, pubblicata il 24/3/2017, da personale è divenuta collettiva. Può essere letta ed eventualmente sottoscritta accedendo a questo indirizzo:

Lettera aperta al Magnifico Rettore dell'Università Carlo Cattaneo Prof. Federico Visconti


Gli allegati di seguito riportati rimangono invariati e rilevanti. (LP; modificato il 28/3/2017, ore 16:50).



Allegato

LIUC PAPERS N. 158, DICEMBRE 2004 - ECONOMIA E ISTITUZIONI, 16 - The regulation of local public services between authority and market: United States and tax increment financing. The case of Chicago

Le prime pagine come appaiono nella copia cartacea acquisita dall'Università di Bologna:







La prima pagina dello stesso "Liuc paper N. 158" come appare ora presso il sito dell'Università "Carlo Cattaneo"



Enfasi in rosso non presente nel testo pubblicato presso LIUC; data di creazione del file, secondo le "proprietà" del medesimo: 16 dicembre 2016.




mercoledì 22 marzo 2017

Bisanzio dappertutto




(immagine tratta da *)

Riporto dal blog del Dr. Caitlin R. Green. In marrone, i confini dopo le conquiste di Giustiniano. I punti neri corrispondono ai "early Byzantine items and contemporary imitations found outside of the boundaries of the mid-sixth-century empire".

In questa fase mi sto interessando di estremo oriente, per cui riporto:

"China was, for example, mentioned by Roman and early Byzantine writers from the first century BC onwards and it is included not only in Ptolemy's second-century AD Geography (which mentions parts of Southeast Asia too), but also on the Tabula Peutingeriana, a fascinating map that seems to have had its origins in the Late Roman period. Moreover, Roman and especially Chinese sources make several references to Hellenistic, Roman and early Byzantine entertainers, merchants and/or embassies being present in China and Southeast Asia, including a mission in 166 AD that arrived via the south coast—probably entering China via Vietnam and claiming to have been sent by the Roman emperor Andun (Antoninus Pius or Marcus Aurelius Antoninus?), although this was perhaps really a commercial action that chose to represent itself this way—and numerous seventh- and eighth-century Byzantine embassies to Tang China." (*)

Conto sulla reincarnazione, perché vorrò essere archeologo non una, ma molte volte: anche con specializzazione tardo-antica.

Non spero invece nella metempsicosi, perché l'affrancamento dell'anima dal corpo mi infastidirebbe.

(*) A very long way from home: early Byzantine finds at the far ends of the world, Blog di Caitlin R. Green, 21 marzo 2017.

martedì 21 marzo 2017

Non-linearità pre-prandiali



Dovrò andare a Praga a fare una presentazione in apertura di un convegno. Ho un problema "narrativo": ci sono due temi, ciascuno dei quali è strumentale all'altro. O ne scelgo arbitrariamente uno come titolo (fingendo una struttura narrativa lineare), oppure tento una presentazione circolare.

Per esempio, inizio mostrando le "drawing hands" di Escher, chiedo al pubblico di mimarle, da soli o in coppia; insomma, genero quanta più baraonda in sala è possibile. Quando la situazione è fuori di controllo, scappo inosservato verso il buffet, minacciando con la mia pistola ad acqua i responsabili del catering di risucchiarli in un'incrinatura del tessuto spazio-temporale, se non mi servono anticipatamente.

Idee e proposte migliorative benvenute. Lavoriamoci insieme, ognuno iniziando dalla parte che vuole: poi vi offro il pranzo, anzi il brunch.

sabato 18 marzo 2017

Iniziare a viaggiare


Claudio: "sette minuti di cui puoi fare quel che vuoi.. se hai il coraggio". Coraggio?

Appaiono: Miltos Manetas e Umberto Giangrandi, coi quali abbiamo parlato a lungo a Bogotá. Sofia Mendoza, che gentilmente ci ha ospitati a Iza, nel Boyacá. Una bellissima ragazza dal vestito rosso, con la quale ho parlato a lungo, ma che non ha voluto aprir bocca.

Chiudo con Colombia e America Latina, almeno per un po': bisogna sempre passare ad altro. Ieri mi arrivato questo libro. Sono in una fase della mia vita in cui sento l'esigenza di iniziare a viaggiare.

Whataboutism: eallorismo? Cacnasciotismo?

"Whataboutism", o, "какнасчётизм":

"President Trump has developed a consistent tactic when he's criticized: say that someone else is worse."
[...]
"This particular brand of changing the subject is called "whataboutism" — a simple rhetorical tactic heavily used by the Soviet Union and, later, Russia. And its use in Russia helps illustrate how it could be such a useful tool now, in America. As Russian political experts told NPR, it's an attractive tactic for populists in particular, allowing them to be vague but appear straight-talking at the same time." (*)

Interessante, anche se mi pare che la tattica sia usata in un ambito più generale. E, come fallacia logica, dovremmo essere pronti ad individuarla e a contrastare. Quindi innanzitutto è opportuno che abbia un nome anche in italiano. "Eallorismo"? (da non confonder col "benaltrismo", che un concetto divero.

Oppure, perché non usare per una volta la lingua russa invece dell'inglese? "Cacnasciotismo" (dove "s" e "c" si pronunciano separate).

(*) Trump Embraces One Of Russia's Favorite Propaganda Tactics — Whataboutism, di Danielle Kurtzleben, NPR, 17 marzo 2017.

какнасчётизм, da Wikipedia (in russo).

venerdì 17 marzo 2017

Colombia



Ho sopportato per due settimane i suoi cinque chili di macchina fotografica con protesi ottiche. Non tanto per il peso, che ha portato lui - eccetto nella salita rocciosa verso il "Pueblito", in mezzo alla giungla del Tayrona: l'unica soddisfazione è stata potergli rinfacciare, ogni dieci metri di ascesa, la situazione insostenibile e il mio sacrificio.

Quel che mi ha ferito è stata l'offesa alla mia estetica dell'equipaggiamento essenziale: quattro chili scarsi, affinati in anni di studi teorici ed empirici.

Ora almeno Claudio Caprara è al lavoro per spremere, con spremiagrumi elettronico, un succo di bits e bytes, dai quei suoi cinque chili di ferraglia e vetro.

Qui trovano i curiosi un resoconto fotografico che dura sette minuti.

Nella foto: al Canyon di Chicamocha, coi miei quattro-chili, quasi invisibili. E' una ricerca estetica verso una configurazione di viaggio sempre più leggera. In prospettiva, per risparmiare peso, io stesso non andrò, e così si avranno 70 kili in meno. A quel punto, avrò trovato il Viaggio Puro, Ideale e Immateriale. La soluzione è questa ed ovvia: devo solo trovare qualcuno che mi porti in giro lo zainetto.

giovedì 16 marzo 2017

Aeroporto di Forlì



"Sull’ex-aeroporto di Forlì è tempo di dire “basta” e di affermare l’ovvia, da anni risaputa, verità: l'aeroporto non ha futuro, e quindi l’area che occupa è a disposizione. Per esempio, per creare un grande bosco, a ridosso della città."

Continua a leggere l'intervento di Giliberto Capano e mio sull'ex aeroporto di Forlì.

(Foto: Istituto Luce. Inaugurazione del nuovo aeroporto alla presenza del capo del governo S. E. Mussolini, che conversa con Starace. 20 settembre 1936)

mercoledì 15 marzo 2017

Crinale



Ieri pomeriggio, volando verso Bologna. L'aereo ha attraversato gli appennini reggiani, che si vedono in basso. Non riesco a riconoscere bene i monti; forse, l'Alpe di Succiso.

Più in alto, i monti modenesi, sopra al Lago Santo per esempio. Poi, andando verso sinistra, la zona non innevata corrisponde all'Abetone. In alto a sinistra si vede il cono del Cimone e il Libro aperto, e subito sopra, si intravede il Corno alle Scale.

Anche quest'anno ha nevicato poco. E noi continuiamo come se nulla fosse.

sabato 25 febbraio 2017

Colombia in 3D



Tre linee di montagne, con due valli centrali, giù sino all'apertura dei Caraibi, e "los llanos" a degradare verso est e l'Amazzonia. Un paese dove la difficoltà di comunicazione si è sempre accompagnata a un controllo imperfetto dal centro. Questa è la sintesi.

A proposito, ho scoperto che da Panama alla Colombia non vi è alcun collegamento stradale. Ancora mi stupisco della mia ignoranza, malgrado la visione tridimensionale, e oltre.

mercoledì 22 febbraio 2017

Cialtroneria istituzionale



In alto, il termostato della grande aula dove il 10 febbraio scorso avevo esami. Scuola di Scienze Politiche (sede di Forlì), Università di Bologna. Qualche anno fa, un'associazione studentesca si mise in testa di indagare sul perché prevalessero tali temperature. Se non ricordo male, ricevettero, da vari colleghi e uffici, sette spiegazioni distinte e contrastanti, indicanti o che il problema non esisteva, o che non era risolvibile.

In basso, il messaggio che ho ricevuto poco fa.

All'Università di Bologna lavorano numerosi esperti in politiche e amministrazioni pubbliche. La prossima volta che ne incontrerò uno, proporrò di istituire la categoria interpretativa della "cialtroneria istituzionale". Secondo me ha un notevole potere esplicativo.


giovedì 16 febbraio 2017

A riveder le stelle



Conforta sapere che "La Marina militare italiana non ha mai abbandonato la navigazione astronomica, che fa parte delle materie da sempre insegnate nei quattro anni dell’Accademia navale di Livorno. Il sestante non è mai sbarcato dalle nostre navi, anche per una questione di cultura marinara" (*)

Chi mi conosce sa bene che, quando comanderò io, molte luci si spegneranno e nelle nostre vite torneranno le stelle. Forse anche per i ciclisti verrà stabilito l'obbligo di tenere il sestante a bordo.

Nella galassia degli off-the-grid, non so ancora bene quale tendenza sarà la nostra. Sincretica, sicuramente, con una spruzzatina di prepping, ma senza la paranoica accumulazione di scorte in cantina. Soprattutto, infine usciremo, a riveder le stelle.

(*) L’italiano che insegna all’Us Navy a guardare il cielo stellato, di Fabio Pozzo, 16 febbraio 2017.

martedì 14 febbraio 2017

Stoner


Alla fine, ho letto Stoner. Era lì, "in fila", da tempo, da quando me ne aveva parlato D*, e mi aveva riferito che vi si trovava già enunciata la tesi dell'accademia come "terapia occupazionale" (qui).

Ho tratto una morale da questo libro, che è molto bello. Dentro all'università, per una vita puoi starci con un piede, ma l'altro lo devi tenere fuori. E forse è l'unico modo per vivere veramente da "accademico": per esserlo, in parte devi non esserlo. Così, non essendo niente di preciso, finisci per non essere nulla, ed è esattamente questo il punto. Saluti a tutti, scompaio sino a stasera, e anche oltre.

domenica 12 febbraio 2017

Madama la Marchesa, gli studenti scrivono male



L'appello dei 600 colleghi, che si lamentano perché i nostri studenti universitari scrivono male, appartiene al genere "Madama la Marchesa, ma dove andremo a finire". Anch'io, che ho la fortuna di avere studenti mediamente bravi, a volte mi lamento. Ma il linguaggio è a sua maniera democratico e rappresenta lo stato delle cose. In basso come in alto.

In alto, tra noi professori universitari, che usiamo l'inglese come Alberto Sordi: vedi alla voce "teaching hub" e "Reunion", Università di Bologna.

Stesso ateneo, anzi, mio dipartimento, il mese scorso: documento in discussione, redatto da un collega, in cui si comunica che una certa domanda va "sottomessa" (presentata) entro un certo termine. E dialoghi surreali, in consiglio di dipartimento, con due parole in inglese-bolognese a condirne cinque in italiano.

E quali strumenti mettiamo a disposizione dei nostri studenti per imparare a scrivere? Quando va bene, la buona volontà di chi, tra noi, davvero fa le pulci agli scritti che riceve. Poco altro.

E siccome i temi sono collegati, chi siamo noi per dar lezioni, quando accettiamo il plagio accademico? Meglio scriver male ma farina del proprio sacco, o bene ma copiando? Il nostro Rettore, Francesco Ubertini, ancora deve chiarire il Caso Lorenzini, finito sulle pagine dei giornali. E dov'erano i bolognesi firmatari dell'appello dei 600, quando si trattava di alzare la voce col Rettore, per chiedere tale rispetto "linguistico"? Madama Marchesa: le proprie virtù è più facile mostrarle coi deboli, che coi forti.

E anche in questo, alto e basso, la moneta corrente del linguaggio è democratica e ci rappresenta bene: giù in fondo, dove pullulano gli studenti "somari", e qua tra le nubi, dove svolazziamo eterei noi professori.

«Gli studenti non sanno l’italiano». La denuncia di 600 prof universitari. Di Orsola Riva, Corriere della Sera, febbraio 2017.

giovedì 9 febbraio 2017

Trump's Redux



Ci ho pensato su e penso di aver trovato la sintesi rispetto ai tanti interrogativi che riguardano la presidenza Trump. Tutto si riduce a una singola domanda: quando si renderà conto che il mondo è complicato? Prima o dopo di aver fatto danni seri?

Il problema è tutto qui.