giovedì 4 febbraio 2016

Чайка



Qui, il video sul caso "Chaika".

Qui sotto, il video di Pussy Riot. Qui, una spiegazione (in inglese). Ci devo tornare su. Ma i russi sono bravi, trovano mille strade, o tenui sentieri. Tracce, come nelle storie di Chekov.



"Будь смиренным, будь кротким, не заботься о тленном
власти, данной Богом, сынок, будь навеки верным
я люблю Россию.

Я — патриот!
Живи просто, святому подобно
не ешь скоромное, потребляй скромно
и встанешь на ноги скоро
зампрокурора, прокурор,
комумунистическая партия,
дружба с олигархами.

Я — патриот!
Сам из хабаровского края
и дела решать не в какой-то там вашей гейропе выбираю,
а на родине, в России-матушке предпочитаю
будь смиренным, будь кротким, не заботься о тленном
власти данной Богом, сынок, будь навеки верным
я люблю Россию.


Я — патриот!
Отдыхать конечно приятнее в Греции или Ницце
не поеду на Фарос, говорят там перебои с электричеством,
но если кто меня спросит —

иметь бизнес тут или в загранице
то тут я сторонник российских традиций
кого надо допросим,
порешаем, кирпич вовремя уроним, рыбам скормим,
кто не нужен того похороним
слишком резвых мы на зоне трудоустроим
за своих мы до конца стоим, понял
ведь дружба, брат, это святое
без проблем, брат, уголовное дело твое закрою
тех кто много п*здит зарою
кто будет вы*бываться — уедет под конвоем
надеюсь Володя, Леша Навальный и Петя Павленский тебя больше не побеспокоят
будь смиренным, будь кротким, не заботься о тленном
власти данной Богом, сынок, будь навеки верным
я люблю Россию.


Я — патриот!

Усть например директор в иркутском пароходстве
с нашими интересами не имеет с*ка никакого сходства
директор не отдает пароходы,
а у Господа Бога — свои заходы
гараж, табуретка, веревка, ночь
директору решаем нежно помочь
на погоне — новая звезда
на шее — странгуляционная борозда
сын попросил на рождество не елку, а месторождение соляное —

духовник мне сказал что семейные ценности — это святое
не беспокойся, сыночек
конкурентов, сыночек, мы легко успокоим
будет тебе и кирпичное, и корабельное, и соляное
я хозяин слова
я же говорил, что все устрою
будь смиренным, будь кротким, подумай о тленном
хочешь мочить и не попасться — начальству будь верным
я люблю Россию.
Я — патриот
и если кто меня спросит —

строить или не строить "Новороссию"
конечно строить, чем больше Россия — тем больше удои.


Я — патриот!
И дела выбираю решать не в какой-то там вашей гейропе,
а на родине, в России-матушке предпочитаю
если брать, убивать, воровать
тут я предан родине, и на родине я это делать выбираю
тут поможет прокурор калужской области и хабаровского края
цапок и цеповяз поддержат в краснодарском крае
и это не то что вам в какой-то там Швейцарии
борьбой с коррупцией и, а точнее самой коррупцией я сам тут управляю
я люблю Россию.

Я — патриот
Но жил бы в Швейцарии
и если хочешь позаботиться о своем тленном
путину, сынок, до конца будь верным
я люблю Россию.

Я патриот!
Будь смиренным, будь кротким, подумай о тленном
хочешь мочить и не попасться — начальству будь верным
я люблю Россию".

martedì 2 febbraio 2016

Messina per noi



Molti anni fa visitai Messina. Mi trovavo a Reggio Calabria per un convegno, e con qualche scapigliato in giornata andammo in gita. Messina non è una bella città. Tanti edifici del periodo fascista, e ricordo alcuni slogan del tempo ancora visibili in alcuni di essi. Però ho un bel ricordo di quella giornata, e anche della città, che a suo modo trovai interessante.

Messina ha un'università che spesso mi viene in mente, soprattutto quando se ne parla sui giornali. Ci fu il caso del dottorato al limoncello ("torroncini e bottiglie di limoncello prodotti artigianalmente nei locali dell’Istituto"). Poi test truccati, raccomandazioni, ed altro.

In questi giorni vi ho ripensato, per la vicenda del Prof. Dario Tomasello, accusato di plagio.

E finalmente ho capito che l'Università di Messina svolge un ruolo positivo e anche importante all'interno del sistema universitario italiano. Serve a noi, che lavoriamo in altre università, a farci sentir bene, e per questo ha un effetto benefico sul morale di migliaia di professori lungo la penisola. Anche in questo senso quello italiano è un "sistema" universitario, per il quale vale un punto di vista organicistico: le sue parti svolgono dei ruoli, la cui lista, puntuale e costantemente aggiornata, si trova sicuramente in un faldone segretato al Ministero.

Anche su di me, che lavoro all'Università di Bologna, l'Università di Messina proietta buonumore quotidiano, e mi aiuta anche a porre nella giusta prospettiva certe nostre piccole beghe. Per esempio, la vicenda di un nostro docente recentemente promosso a "emerito", malgrado il suo antico e arcinoto coinvolgimento in un caso di plagio.

Quel che a livello di sistema manca, e il Ministero se ne dovrebbe occupare, è un piano di scambi tra le parti, un commercio interno e baratto, che porti noi a ricevere qualcuna di quelle loro bottiglie di limoncello. Scomparirebbe così un certo retrogusto amaro che, qui a Bologna, qualche anima bella talvolta prova.

domenica 24 gennaio 2016

Libia: la grande proletaria s'è ridislocata



Ridislocati quattro AMX su aeroporto Trapani per sorveglianza mediterraneo centrale, e qui (da Il Post.it):

"Di recente aerei da ricognizione italiani sono stati trasferiti nella base siciliana di Trapani, da dove potranno cominciare le operazioni sulla Libia. Secondo Pedde, l’Italia sta venendo «tirata per i capelli» verso l’intervento".

sabato 23 gennaio 2016

Diritti in bianco e nero



Oggi pomeriggio sarò in Piazza del Nettuno, a Bologna, per chiedere che lo Stato la smetta di intromettersi negli orientamenti sessuali degli italiani. Perché non è "un problema dei gay", ma ha a che fare con un'idea di Stato e del patto sociale: ci rigarda tutti.

L'altro giorno ho detto a mio padre che avrei partecipato alla manifestazione. Mi ha risposto che per lui uno può fare quel che vuole ed è giusto che si sposi con chi gli pare, ma che a una manifestazione dei gay non sarebbe mai andato: con tutti quei colori, sono una buffonata.

Gentili amici gay, la prossima volta vedete di organizzarvi in bianco e nero, e vi porterò anche mio padre ottantacinquenne.

#svegliaitalia.

venerdì 22 gennaio 2016

La terra dei sentieri inclinati



In quell'ora in cui si alza il sole le straducce del centro di Siviglia sono quasi buie.



Passo per il luogo di una "novella esemplare" di Cervantes, e mi si sente, se non dentro la novella, sicuramente esemplare.

Stazione Santa Justa, due ore d'auto, e si è in montagna.



Con personaggi come Fernando.



E Ángel e Fátima.



E con personaggi come Antonio, la montagna si arrende.



Dal puerto de las Viñas scendiamo lungo il bordo del Llano del Republicano. Un nome che ci è congeniale, e anche per questo il luogo è molto bello.



Soprattutto col sole e il cielo blu andaluso.



L'Arroyo de la Venta porta l'acqua delle ultime piogge abbondanti.



Ci sono le pecore, con Belén.



C'è una mucca che ci guarda.



Siamo qui! Siamo qui!



E siamo in tanti, mentre pranziamo in cima al passo.

Alcuni si improvvisano lettori di una novella del Decamerone. Masetto, "con bella persona e con viso assai piacevole", è Manolo.



Dal picco si guarda a nord. LLano de Libar e del Republicano, grandi rettangoli bordati di montagne.



Sono stato numerose volte da questi parti, e sono contento di esserci ancora.



Col sole basso ritorniamo.



Costeggiando rocce impervie.



Raggiungiamo il Llano del Republicano che è quasi buio, ma c'è la luna, e senza luci raggiungiamo le auto. E' terminata un'altra camminata di Correcaminos, organizzazione multinazionale che io non solo rappresento, ma incarno, in Italia.



Poi, cena al Cortijo, la "venta" di Algodonales. Questo è il cocido di tagarnina, il mio preferito, il piatto che rimetterebbe in sesto Sancho Panza appena atterrato dopo i voli con le coperte.

Dopo la montagna, il mare.



Questo è il famoso mare inclinato di Cadice. Evidente è l'errore degli antichi: il mondo continua un po', oltre le Colonne d'Ercole, e solo dalle parti di Cadice inizia ad inclinarsi. Da lì, nuotando mezzo chilometro circa, si cadrebbe nel baratro. E' per questo che a Cadice conviene fermarsi.



Cadice è una citta cosmopolita. Vi passò anche José Martì



Ma è anche graziosa come una cartolina, se le cartoline esistessero ancora.



Dicevo che Cadice ha il mare inclinato. Ma imponendo la forza gravitazionale delle mie ginocchia, riesco a raddrizzarlo.

Siviglia, invece, ha un fiume biforcuto e ben orizzontale, e da un po' di tempo ha anche un'enorme torre.



E' la torre Pelli, e a me non dispiace, perché mi piaciono le cose nuove.



Sono andato a correre, come facevo, al parco dell'Alamillo, e ho riattraversato il ponte detto "della salute", per motivi che non appaiono evidenti in questa foto.



Quando corro lungo il fiume, guardo i murales, e ce ne sono di simpatici.



All'Ambigu ho cenato con Andrea.



Questo "kebab" è gestito da uno che tirò una scarpa ad Erdogan. Sono contrario alla violenza ma, considerato che una scarpa non fa male, mi spiace che non lo abbia colpito.



Ho pascolato molto nell'Alameda. Sono contento che questo bel negozio di libri resista, ma mi spiace quest'anno di non averci comprato qualcosa, come accade di solito. Dovrò tornare.



Soldi gratis, senza garanzie, nell'Alameda.



All'ombra delle due colonne, forse d'Ercole. Forse, incamminandosi da queste, nella direzione giusta, il sentiero si fa inclinato, e non me ne sono mai accorto.



Una palma sbuca dalla Casa de las Sirenas.



E a due passi c'era la casa di Monipodio, quartier generale dei ladroni di Rinconete e Cortadillo. Un'altra novella esemplare di Cervantes, personaggio che forse si riesce ad incontrare, da queste parti, solo imbucando il sentiero che si fa inclinato, o nuotando quanto basta oltre Cadice, giusto prima di cadere nel baratro..

giovedì 21 gennaio 2016

Whistleblowing: giorno triste



La Camera ha approvato la legge che protegge i whistleblower.

Giorno triste. Facile fare il rompicoglioni con la legge che ti protegge. E' barare, e non è etico.

domenica 10 gennaio 2016

Transizioni



Nel 1983, dalle parti di Philadelphia, comprai un "Rolling Stone" (che da qualche parte devo ancora avere). Apriva con David Bowie straight e parlava di una transizione.

Ora Bowie è cambiato ancora. Il suo ultimo disco, "Blackstar", mi pare bello.

A me la gente che cambia sta simpatica. Io però ho deciso di rimanere uguale.



Aggiunto lunedì mattino: apprendo ora della sua morte.

Impegni improrogabili



Quando ho veramente molto lavoro, e scadenze incombenti, reagisco perdendo tempo. In questo modo, il tempo si dilata e anzi si moltiplica, e si riesce a far tutto con agio.

In questi giorni ho iniziato un "tandem" russo-italiano con un signore di Yaroslav: ci siamo già ritrovati tre volte. Ieri sera, di ritorno dal cinema, ho letto tre quarti di un articolo lunghissimo a proposito dei media in russia. Al cinema avevo visto Francofonia, di Sokurov. In versione originale; siccome c'è una voce narrante, l'ho seguito bene senza guardare troppo i sottotitoli. E' un bel film.

Quando ho veramente molto lavoro, e scadenze incombenti, perdo tempo; per esempio, scrivendo sul blog cose che potrei anche risparmiarmi. Ma ora chiudo: devo andare a correre sui colli. Sono veramente molto impegnato.

giovedì 7 gennaio 2016

Il romagnolo e la cultura



Mostra del fotografo Steve McCurry a Forlì.

Il romagnolo agogna la cultura. Quando un'ostacolo gli impedisce di soddisfare l'avida sete, reagisce assecondando la sua natura truculenta e violenta.

domenica 3 gennaio 2016

Università e legge di Goodahrt



Recentemente il mio dipartimento ha assunto un bravo giovane, in base a un criterio giustamente meritocratico. Il collega che relazionava in merito alla selezione ha dichiarato che si tratta di una persona che sicuramente contribuirà a portarci punti nella "VQR" (Valutazione della qualità della ricerca).

Mi è venuta in mente la Legge di Goodhart, secondo la quale "when a measure becomes a target, it ceases to be a good measure." E' un fenomeno ben noto a chi si occupa di sistemi di incentivi, ed è particolarmente rilevante all'interno delle amministrazioni pubbliche, i cui dipendenti hanno obiettivi molteplici e per questo "confusi". Noi professori universitari non facciamo eccezione.

Così, invece di preoccuparci della qualità del nostro lavoro nei suoi molteplici aspetti, rischiamo di fossilizzarci su una misurazione meccanica della medesima. Non è la stessa cosa e causa distorsioni. Nel caso nostro, che siamo economisti, si accentua un tratto di autoreferenzialità che talvolta caratterizza la nostra disciplina. Diminuiscono ancor di più gli incentivi per essere curiosi oltre al proprio naso, e si rischia di creare dei mostri che conoscono a memoria le graduatorie delle riviste scientifiche, che sono espertissimi dei temi di cui si occupano, ma avulsi dalla realtà.

Recentemente il nostro Direttore di dipartimento ha chiesto il voto al Consiglio per suffragare la sua decisione di omettere dal verbale alcune dichiarazioni rese; insomma, una richiesta di appoggiare qualcosa che somigliava molto a un reato di falso ideologico (Art. 479 del Codice Penale). Due soli i voti contrari (*). Non capisco come, all'interno di un'assemblea di plurilaureati, sia stata possibile una tale aberrazione.

Senz'altro il nostro lavoro deve essere valutato. Il sistema attuale si presta certo anche a un utilizzo strumentale, e all'invocazione del Dio della meritocrazia quando si desidera, ovvero non quando magari si devono risolvere problemi "familiari" - quanti coniugi da sistemare nei nostri dipartimenti! Ma, se applicato coerentemente, è migliore rispetto ai molti arbìtri del passato. Non ho soluzioni in tasca di fronte a un problema complesso. E egoisticamente non dovrei lamentarmi, dato che in queste valutazioni di solito mi piazzo bene.

Penso però che il lavoro del professore universitario si accompagni anche a un ruolo sociale che non è misurabile da un criterio ministeriale. E il magistero nei confronti dei nostri studenti dovrebbe richiedere certe qualità che sono difficili da descrivere - forse, il "tenere la schiena dritta"?, ma che talvolta risultano essere osservabili. Per esempio, se il tuo Direttore mette ai voti che vengano omesse da un verbale delle dichiarazioni rese, tuo dovere è alzare la mano e opporti. Se non lo fai, o hai qualche serio problema di rapporto con la realtà, o la schiena dritta non la sai tenere.

Questo guardando all'ombra del nostro naso. Oltre ad essa, lo scenario generale dell'università italiana negli ultimi anni mi pare ben descritto da un breve intervento di Gianfranco Viesti.

Proprio perché le questioni sono complesse, allargare lo sguardo è doveroso. E, per quel che mi riguarda, al diavolo i "punti" che riceveremo con la VQR: il bello del nostro lavoro è la libertà.

(*) Proposta poi rientrata in seguito a "vive proteste" - insomma, l'eventuale reato alla fine non è stato commesso.

martedì 22 dicembre 2015

Amazon ed io



Amazon ormai mi chiama per nome.

Avendo il mio nome un'aria imperiale, mi hanno georeferenziato al viale delle Terme di Caracalla.

Che a Bologna non esiste. Ma non fa niente, il pacco lo consegnano. E ti poni delle domande (ad iniziare da questa).

lunedì 21 dicembre 2015

42, senza divagare



Quest'anno ha regalato tanti passi, addirittura in quattro continenti. Ci voleva una celebrazione, e ieri ho chiuso dicembre con un tributo, un rito, e un sacrificio di buon auspicio.

Sveglia alle 4:07 (le cose si devono sempre iniziare ai sette). Alle sei e qualcosa arrivo a Castelluccio, che si trova sopra Porretta Terme, e da lì mi incammino, al buio.

Sopra le luci ancora accese di Monteacuto, la prima alba mostra, lontano, il Corno.



Si fa giorno, e il sentiero dalla Madonna del Faggio sale ripido e raggiunge una parete verticale tagliata da una bella cascata.



Al Pian dello Stellaio la neve si deposita e rimane sempre più a lungo.



Lì, celebro la conquista del crinale guardandomi i piedi, non ritenendo opportuno, per via del freddo, scoprirmi l'ombelico.



Proseguo lungo il crinale e osservo la valle dell'Orsigna.



Mangio un panino davanti a una antica pietra di confine che si trova a Porta Franca. E' un luogo dove mi sono fermato tante volte, perché mi piace sedermi a cavalcioni sul confine. Piede destro in Toscana, sinistro in Emilia, e testa da nessuna parte.



Proseguo oltre il Monte Gennaio. Il Corno, che sembrava così lontano, è ora più vicino.



La Toscana è immersa nella nebbia.



Salgo sino al Passo dello Strofinatoio, sul quale hanno steso una coperta di neve.



Ecco il Corno alle Scale. Ora è a due passi, guardandolo penso a quanto sembrava lontano, e rifletto. Rifletto e ragiono, e improvvisamente mi appare in tutta evidenza una verità, una legge, anzi, "la Prima legge di Picci". Prendete nota.


Prima Legge di Picci:

Quel che si manifesta ad occhio nudo, per quanto sia lontano, è raggiungibile a piedi rapidamente
.



Proseguo sul bordo di quel che una volta era un ghiacciaio, sino al Lago Scaffaiolo.



Il lago è ghiacciato.



Questo sono io, seduto sulle acque. Camminarvici sopra sarebbe stato solo un déjà vu.



Dal Lago, voltandomi indietro, vedo nuovamente il Corno, ma dalla parte opposta rispetto alla partenza: l'ho superato ampiamente. Riflettendo su questo nuovo fatto, stabilisco il:

Primo corollario alla prima Legge di Picci

Quel che si manifesta ad occhio nudo, per quanto sia lontano, è superabile a piedi abbastanza rapidamente.

E' già l'ora di pranzo. Sosta con la faccia al sole, i cani del rifugio che vogliono il mio panino. Svogliato ce lo dividiamo, la parte più grande a me. Mi alzo e inizio il tragitto di ritorno.



Le vecchie pietre di confine mi piacciono molto.



Una faggeta. Ricordo di aver visto un bosco con i tronchi tutti torti. Si chiama "il bosco degli alberi danzanti" e si trova dalle parti di Kaliningrad. Molto bizzarro. Qui da noi i tronchi sono ragionevolmente dritti.



Il sole è ormai basso, e decido una provocatoria incursione sino al confine della Contea di Monte Cavallo. Come è noto, essa è attualmente dominata dalle forze del male.



Come tramonta il sole dalla Contea di Monte Cavallo, così sconfiggeremo il male, e innanzitutto riotterremo l'apertura della fontana pubblica che hanno fagocitato per dispetto.



La chiesa di Castelluccio: come ero partito col buio, col buio ritorno.

Quest'anno ha regalato tanti passi ed è stato bello ringraziare il dio delle camminate e rivolgere un auspicio per il futuro. Ieri, giorno centrale nella settimana dei Saturnali, ho realizzato una specie di rito pagano. Non ho sacrificato un bue, o altro animale alla moda degli antichi. Ho invece sacrificato un po' me stesso, perché alla fine ero stanco, alla fine il bilancio è di 42 km, percorsi senza divagare.

Senza divagare, si procede verso la meta (una meta qualunque). E' un procedere che ci rende parte di un disegno superiore, anche se futile, governati, come si è, dalla legge fondamentale del camminare (la Prima Legge di Picci e il suo Corollario).