ci penserò sopra
mercoledì 21 gennaio 2026
venerdì 9 gennaio 2026
Ieri con Leoluca Orlando
Ieri a Forlì ho dialogato con Leoluca Orlando.
Molti anni fai lavorai per lui quando era sindaco di Palermo (indirettamente, e penso a sua insaputa). Mi avevano chiesto (tramite una società controllata, che si chiamava e, scopro, si chiama tutt'ora "Sispi") di scrivere il progetto per la "rete civica" di Palermo
Lo so che suona molto bizzarro, ma è vero. Anche vero è che il progetto si scrisse ma non si realizzò.
Di quei mesi ho bei ricordi. Per esempio, ricordo che prima di andare in aeroporto per tornare a Bologna, passavo per una buona pasticceria per comprare un grande vassoio.
venerdì 2 gennaio 2026
Nel 2025
Nel 2025 sono stato in Azerbajan dove anche i grattacieli li han fatti perché ricordino il petrolio. Sono le "Flame Towers". Sono sempre più contrario a questo tipo di architettura.
Inoltre in Azerbajan ci sono tanti tubi.
Ma tanti.
Dappertutto, in giro per l'Azerbajian, si vedeno cartelli per ricordare i soldati moti nella guerra recente con l'Armenia.
La poesia delle tuberie (encore)
Le marshutke. In generale, l'Azerbajan è un Paese molto interessante.
Dovrei chiederlo a chi mi ha dato il passaggio sino a Sighnaghi.
Della Georgia mi è piaciuta molto Kutaisi e la sua zona, dove non ero mai stato.
Non solo per questi due signori, apparentemente indecisi a quale gioco giocare, vicini alla ferrovia.
Non solo per questo mi è piaciuta Kutaisi, ma per un insieme di cose.
Se poi vi capiterà di andare alle antiche terme di Tskhaltubo, forse all'ingresso di uno dei tanti alberghi abbandonati, signore e signora reduci della diaspora dell'Abkazia saranno ancora lì.
A giocare a backgammon in attesa che arrivi qualcuno a cui far visitare l'antico albergo di epoca stalinista. Ancora lì, rifugiati nella stanze di quell'albergo abbandonato.
In giugno, dal Lago di Braies sino a sopra Belluno ho percorso gran parte dell'Alta Via n. 1 (ne avevo scritto).Di passaggio, vorrei ricordare il 14 giugno.
All'inizio di luglio sono andato in Tailandia, a Chang Mai, dove erao già stato anni fa.
Non ho visto molti tubi, ma certo abbondavano i fili della luce.
A Chiang Mai mi hanno dato un premio per un libro che ho scritto. Portarsi il premio, una pesante lastra di vetro, dentro lo zainetto per tutto il viaggio che è seguito è stato sfidante.
Poi la ruota gira sempre, e così sono arrivato in Corea (del sud).
Gran bel Paese.
In Corea ho camminato molto. Come faccio dappertutto, ma ancora di più. Ho camminato tutt'attorno al centro di Seoul, per esempio. Un cerchio di 25 chilometri in salita e discesa, in buona parte in mezzo al bosco. Era il 12 luglio e faceva un gran caldo.
Dall'alto, grandi viste di Seoul. E' molto bella la Corea.
Ho proseguito per il Giappone. Anche lì faceva molto caldo.
Che cosa notare? I cessi digitali, naturalmente. Ma si trovano ormai in gran parte dell'Asia orientale. Ma chi li ha inventati? I giapponesi, no?
Questa è Osaka di notte. Parte del romanzo Pachinko (vedi sopra) si svolge qui, durante la guerra.
O poco distante. Questo è il crinale sopra Pistoia. Ne ho già scritto qui (in giugno: ci vado e ci ritorno, sul crinale, perché è molto bello).
A Salonicco ero per lavoro, ma più tardi, a Tilos (a nord di Rodi), no. Ho letto però dei bei libri, in un certo senso per lavoro. La distinzione lavoro/svago non mi è chiara.
Qui sono a Roma, il 2 ottobre, e più precisamente in Via di Donna Olimpia. Questo edificio me lo fece scoprire Claudio anni fa.
Mi piace ricordare ancora una volta, dalle parti di Monte Poggiolo sopra Forlì, il cuore nel campo, che resiste.
Nel 2025 ho fatto belle letture. Libri di storia dei Paesi che ho visitato, come sempre quando viaggio. Per Azerbajan e Georgia, ho riletto il bel "The ghost of freedom" di Charles King. Ho fatto del mio meglio per cercare di capire qualcosa soprattutto dei luoghi dove non ero mai stato. Mi sono impegnato.
lunedì 24 novembre 2025
Luigi Marattin pubblica la sentenza che ci riguarda
La vicenda seguì la pubblicazione da parte dell’On. Marattin di un grafico che molti considerarono metodologicamente errato. Anch'io lo commentai, solo così:
"Le mie lezioni di econometria. E' colpa mia."
Ne scrisse (tra l'altro) Il Fatto Quotidiano, che riassumendo la querelle mi menzionò, qualificandomi come "a quanto pare, ex professore di Marattin" (qui). Seguirono delle affermazioni pubbliche dell'On. Marattin sul mio conto. Chi vorrà leggerle — si trovano nella sentenza — concorderà che la questione non poteva che finire davanti al giudice.
La sentenza (definitiva, poiché non è stato proposto appello entro 30 giorni dalla notifica) non ha bisogno di commenti. Questione chiusa.
domenica 16 novembre 2025
加油 (jiāyóu): Olio (forza, coraggio!)
E' per una variazione di questo ragionamento che ultimamente ho ripreso a studiare le lingue straniere. Non una lingua, ma cinque. Un po' di russo, per non dimenticare del tutto quel che avevo appreso faticosamente. Il francese continuo a praticarlo ascoltando Radio France Internationale la mattina. Ascolto poi dei podcast brasiliani, anche se certi miei tentavi di studiare la grammatica portoghese ad oggi non hanno portato a molto.
Quando mi stanco di tali esercizi passo al cinese. Cerco di scrivere e di memorizzare un insieme di caratteri, e anche di avere una vaga idea di come si pronunciano (c'è una app fantastica per questo, Pleco).
Avrò successo? Ovviamente no. Col cinese, poi, non andrò oltre al "ciao, some sta?", e gli scarabocchi che riesco a produrre sono di qualità imbarazzante, soprattutto se si considera che la bella calligrafia in Cina è importantissima. Ma cinque lingue contemporaneamente? E tra queste, il cinese? E' impossibile non fallire. E quindi del fallimento nessuno me ne farà una colpa, come sarebbe avvenuto se avessi annunciato, lo studio di una nuova lingua.
***
Nel giugno scorso in centro a Bruxelles ho incontrato un cinese vicino alla sua motocicletta. E' riuscito a comunicarmi che era partito da Shanghai e l'ho fotografato.
Ho cercato col telefonino un'espressione che mi avevano raccontato tempo fa: per dire "forza, coraggio!", si usa la parola "olio" ("aggiungere olio"). Assai pertinente, direi acuta, dato il contesto di quell'incontro a Bruxelles. E infatti il motociclista di Shanghai ne è rimasto molto sorpreso. Ha sorriso ampiamente e ci siamo accomiatati fraternamente.
Quindi, c'è una morale. Le cinque lingue non le imparerò mai, ma alla fine basta poco per aggiungere argomenti per attaccare briga quando, nel centro di Bruxelles, si incontra qualcuno appena arrivato, in moto, da Shanghai.
domenica 10 agosto 2025
La luna
Ero con mia madre nel minuscolo terrazzino dell'appartamento "Gescal" dove vivevamo. Io ero in piedi, e mia madre l'avevo di fronte: accovacciata, stava sistemando delle piante di fiori.
Il terrazzino è ancora lì. Nella foto dal satellite si intravede una parabola che allora non c'era. Era chiuso da un vetro che inglobava una rete di metallo, e dal marciapiede facilmente si poteva salire, scavalcare quel vetro, ed entrare. Ma questo è un ricordo successivo, dell'epoca in cui già mi arrampicavo dove non dovevo.
All'Apollo 13 si era dunque rotto un serbatoio, e io dissi a mia madre, che stava travasando, o chissà forse piantando geranei, ma non potevano farlo più resistente quel serbatoio? per esempio di cemento, di ferro?
Non ricordo cosa mi abbia risposto mia madre, e siccome è qui con me gliel'ho chiesto. Non ricorda il mio ricordo. Ma me ne ha menzionato un altro che invece non ricordo io.
Immagino pochi giorni dopo il 20 luglio 1969, quando ci fu il primo sbarco sulla Luna, eravamo al mare. Al mare voleva dire, in Romagna sul fiume Rubicone, dove la mia famiglia aveva un "capanno". Stavamo attraversando il fiume con la piccola barca a remi e approdando a riva. Guardando la luna (che il 22 luglio era al primo quarto: ho verificato), indicandola, dissi, all'incirca, che si vedeva un'ombra e che erano gli uomini che ci camminavano. O forse, temo, quei burloni della mia famiglia mi diedero l'imbeccata, e io, guardando bene, tontamente confermai: "sì è vero".
Se ne deducono varie conclusioni sulle quali non mi soffermo. Se non per una minore: io, allo sbarco sulla luna, ho sempre creduto molto.
(*) Apollo XIII
giovedì 24 luglio 2025
Una grande sfera linguistica, lassù
Ho trovato una vignetta (ne ignoro l'autore) che riassume quel che penso (una delle cose che penso) dei "large language model" (LLM), intesi come tecnologia che riduce il costo sia di scrivere, sia di leggere.
Grazie ai LLM scriveremo moltissimo, troppo, ma gli LLM riassumeranno per noi.
Il risultato avrà un sapore barocco - forse, steam-baroque?: vi sarà un grande corpus di scritti, là nella nuvola, che nessun essere umano ha scritto e che nessun essere umano leggerà. Una sfera linguistica complicatissima, enorme, sospesa in aria. Più in basso, svolazzeranno prodotti linguistici immanenti che fungeranno da interfaccia con gli umani - appunti grossolani e sempre più sgrammaticati (tanto poi ciatgipiti corregge) che scriviamo per spronare i LLM a produrre la sfera linguistica lassù, e i riassunti della medesima che chiediamo ai LLM.
Ma un giorno, con qualche fortuna, impareremo infine ad ignorare sia la pletora di quel che è scritto e che nessuno è in grado di leggere, sia tutto quel che le svolazza sotto. E solo allora, e in pace con noi stessi, riprenderemo prima a fare scarabocchi con un bastone sulla terra e poi a incidere cunei nell'argilla. Se ci andrà bene, a un certo punto inventeremo anche un alfabeto e una scrittura.
sabato 28 giugno 2025
Alta Via n. 1
Brandon ha avuto la bella idea di invitare i suoi amici per festeggiare con lui il compleanno. In cinque abbiamo proseguito a piedi, dal Lago di Braies lungo l'Alta Via 1.
Sopra, io che faccio lo scemo a 2143 metri di quota. Il lago Coldai, sotto il Civetta, la mattina del 28 giugno.
Lunedì 26 giugno. Lago di Braies -> Rifugio Pederü (15.4 km, 1171 m. dislivello in salita).
Martedì 27 giugno. Rif. Pederu -> Rif. Cinque Torri (25.6 km, 1880 m. dislivello in salita).
Mercoledì 28 giugno. Rif. Cinque Torri -> Rif. Sonino al Coldai (24 km, 1390 m. dislivello in salita).
Giovedì 29 giugno. Rif. Sonino al Coldai -> RIf. S.Sebastiano al Passo Duran (24.5 km, 1290 m. dislivello in salita).
Venerdì 30 giugno. Rif. S.Sebastiano al Passo Duran -> Agordo (12.1 km, 106 m. dislivello in salita).

