sabato 16 giugno 2018

DCC: Designing Civic Consciousness



E' la seconda volta in vita mia che partecipo a un convegno con dei designer, e tutte e due le volte mi sono divertito molto. Dovrei frequentarli di più.

All'Università di San Marino, una bell'incontro di un paio di settimane fa (vedi qui: "Designing Civic Consciousness").

In alto, il video della 4a giornata. Prima parlo io, poi Paolo Ciuccarelli, del Politecnico di Milano, con un intervento molto lucido sui "big data" e la loro analisi. Per il mio, posso solo dire che mi pare che i due interventi stessero bene insieme. Però per giudicare si dovrebbe ascoltare tutto, per cui, visto che la vita è breve, ascoltate solo la seconda parte, con Paolo.

Ad introdurci, Gianni Sinni, professore all'Università di San Marino, e designer sofisticato.

martedì 12 giugno 2018

Le stelle a Le roncole



Tutti i temi della nostra vita li abbiamo già dentro verso i sette anni. Poi si elaborano e si precisano, ma poco di più. E io da allora ripeto le stesse cose e le stesse fissazioni: potrei scriverne la lista completa ma verrei preso per uno squilibrato. E allora mi limito a menzionare le stelle; che bisognerebbe guardarle più spesso, che di notte non c'è bisogno di tutte quelle luci ad illuminare stupidamente il cielo, e che le stelle sono antropologicamente importanti perché le abbiamo sempre viste, anche se ora quasi sono scomparse dalle nostre vite.

Sabato sono andato a dormire al bivacco Le roncole. Ci ho dormito per impegno preso con me stesso, le tante volte che c'ero passato davanti senza fermarmi (si vede anche qui e qui: la foto dove sono appoggiato alla staccionata).

Ho dormito sul tavolo fuori dal bivacco, nel sacco a pelo e coperto da un manto d'alluminio che mi serve per captare meglio le onde spaziali. E la notte ogni tanto mi svegliavo e vedevo le stelle, tantissime.



All'alba ero ridotto in questo modo.



Alle sei di mattino mi sono rimesso in cammino e sono arrivato al Lago Scaffaiolo, anzi mi sono arrampicato in cima al monte Cupolino per vederlo dall'alto.



Ho proseguito lungo il crinale quasi navigando sopra un mare di nuvole. E sono arrivato a Porretta Terme dopo aver camminato circa 47 chilometri in 24 ore giuste.

Questo dovrebbe chiudere il discorso sulle stelle, di cui del resto avevo scritto anche qui, ma non credo. Ci tornerò sopra ancora chissà quante volte.

martedì 5 giugno 2018

This is America



Childish Gambino (il cui vero nome è Donald McKinley Glover Jr.) was raised in Stone Mountain, Georgia. Abbiamo frequentato la stessa scuola, Stone Mountain High School - lui, molti anni dopo.

Anni che han fatto la differenza. Quando c'ero io, per pranzo i neri occupavano un paio di tavoli della cafeteria della scuola, ed erano minoranza in un quartiere di classe media bianca. Anzi, probabilmente, they were bused there. Ci tornai all'inizio degli anni '90 e Stone Mountain era diventata quasi tutta nera. Pawn shops, grandi auto vecchie... era tutto più bello. I mean, fuck suburbia.

Il video sopra è "This is America":

"With more than 220 million Youtube views in three weeks Childish Gambino’s “This Is America” video has been claimed as a “woke” response to Donald Trump’s America First policy and has provoked numerous interpretations. “This Is America” plays like an update to West Side Story’s “Life is all right in America, if you’re all white in America” and shocks with its dance of death.

This is democracy, political hysteria, di Andy Kasrils, "Africa is a Country", 5 maggio 2018.

(il testo)

Di Childish Gambino mi ha parlato Alessandro, i cui gusti musicali sono diversi dai miei, ma che coi miei talvolta si intersecano - come altre cose, quasi casualmente.

domenica 27 maggio 2018

Milano, Paris



Se fu Paris, Texas, vale anche Milano, Parigi, e così è stato: mercoledì scorso sono andato a Milano per un seminario agli studenti di dottorato di Transcrime, e poi ho proseguito per Parigi. Parigi, estensione settentrionale di Milano, e sua appendice.

Nel pomeriggio mi sono molto divertito. Gianni Braghieri, al quale si è aggiunta Annalisa Trentin, ci hanno illustrato un po' d'architettura milanese, principalmente dei primi decenni del secolo. Eccoli nella foto qui sotto, davanti alla Borsa, insomma, all'incirca tra l'edificio della borsa, e il dito di Cattelan - in alto. Il terzo è Enrico Rotondi, che già da tempo è vittima del mio entusiasmo dilettantesco per l'Architettura, la cui "A" è da intendersi come molto maiuscola.



Tra le tante cose belle che abbiamo visto riporto solo un dettaglio.



E' un balcone della Domus Julia di Gio Ponti ed Emilio Lancia.



Con Gianni, Annalisa ed Enrico è finita così, e con una promessa di gita a Como per visitare il Fondo Sant'Elia e per vedere cose del Terragni - ad iniziare dalla Casa del Fascio.

Poi ho ripreso a camminare. Se cammini abbastanza vedi tutto senza bisogno di cercarlo, insomma trascendi la relazione dialettica tra turista e luogo turistico. In tale trascendenza mi si è palesata davanti un'altra notevole realizzazione di Ponti e Lancia: il Palazzo e la Torre Rasini.

Ho cenato al ristorante Asmara, zona di Porta Venezia. Preparano l'injera con poco teff, che se ho ben capito mischiano con la farina di grano. Come in un ristorante di Roma dove mi eron informato qualche settimane fa (ho deciso che d'ora questa domanda la farò sempre). Si sono giustificati affermando che qua altrimenti l'injera non viene. Non so se crederci. Io come preparano l'injera lo chiedo ogni volta che posso.

La notte l'aeroporto di Bergamo è aperto. Così sono arrivato presto a Parigi.



All'Hotel del Ville, su indicazione di Claudio, ho visto la mostra delle fotografie sul '68 di Giles Caron, un grande fotografo di guerra francese, che morì in Cambogia nel 1970. Molto belle.



Per esempio, questa. L'occupazione dell'Università di Nanterre nella primavera del '68, se non ricordo male.

Poi, al Pompidou: Chagall, Lissitzky, Malévitch - L'avant-garde russe à Vitebsk (1918-1922).

Ecco due opere tra le tante.



Questa, di Chagall, ha scritto: "вперед вреред без остановки" (avanti avanti senza sosta). E' bellissima.



E questa è la tribuna di Lenin di El Lissitzki. Sua è anche la decorazione di una tazza-souvenir in cui i rossi si incuneano e battono i bianchi. I rossi contro i bianchi nella guerra civile. Ha un significato particolare, su molti livelli non ancora tutti identificati.

Altro è avvenuto e non racconto, ma in conclusione è vero che a viaggiare e a veder cose si perde del gran tempo. Non per il camminare e il visitare. Non per il dormicchiare steso su tre sedie di metallo in aeroporto, o l'attendere a un tavolino del circolo degli anziani a Orio al Serio (che esiste anche in quanto paese) il flixbus per tornare a casa.

E' quel che viene dopo. Gli appunti presi grazie a Gianni e Annalisa su cose che non so ma che vorrei imparare. Che so io di Leonidov e di Alessandro De Magistris? Nulla. E poi al Pompidou, quante altre idee per la testa, quanti temi da studiare e da collegare tra loro.

E siccome è veramente disarmante dovere affrontare tutta questa mia ignoranza nel poco tempo che mi separa dalla morte, nel 2097, ecco allora che tanto vale perder tempo, scrivendo questo resoconto di un breve viaggio a Paris, periferia nord di Milano. Mi pare, zona Bovisa o poco sopra. Che poi anche sulla Bovisa, sicuramente, ci sarebbe da aprire tutto un discorso.

domenica 20 maggio 2018

Lezione a Ca' Foscari



Venerdì ho tenuto una lezione all'università Ca' Foscari. Lo dico per due motivi. Primo, perché l'ho preparata con cura e ho anche scritto il testo e l'ho pubblicato:

Plagio, falsificazione e invenzione dei risultati.
L’etica della ricerca, le fondamenta del nostro lavoro
.

Secondo (anzi, primo) perché è stata una cosa molto glamour, essendo in uno dei posti più belli di Venezia, e quindi, del mondo.

giovedì 17 maggio 2018

Le fondamenta

A proposito dell'aereo della Malaysia Airlines (volo MH370), che qualche hanno fa scomparve misteriosamente. Un gruppo di esperti è arrivato alla conclusione che si sarebbe trattato di un suicidio-omicidio da parte del pilota. Indizio principale, alcune virate nei pressi della sua città natale: plausibile, ma non una prova.

Riferendo l'esito dei lavori di tale commissione, correttamente titola Il Post: "La teoria più plausibile sull’incidente al volo MH370".

E titola La Stampa: "Dopo 4 anni risolto il giallo dell’aereo: il volo della Malaysia fu fatto cadere".

Uno dei compiti della scuola è di insegnare a scrivere, che significa, a ragionare. Non distinguere tra un'ipotesi, magari convincente, e una prova, significa non sapere né scrivere, né ragionare.

"La Stampa" è uno dei principali quotidiani italiani. E' difficile avere un dibattito pubblico informato in presenza di una tale sciatteria di pensiero, prima ancora che di scrittura. Si dovrebbe tornare a un dibattito in qualche modo "costituente", su quel "fare gli italiani" risorgimentale. Altrimenti, è tentare di costruire sulla sabbia.

domenica 13 maggio 2018

A counter-tourist

Mi aveva catturato questo commento: "Geoff Dyer is a counter-tourist. He visits well-known haunts -- Paris, Bali, New Orleans, Miami -- without seeing a sight or snapping a picture. He takes trips everywhere: on acid in Rome, on mushrooms in Amsterdam. At times, he subverts the whole enterprise of travel by remaining immobile." The Art of Loiterlogue, di Tony Horwitz, The New York Times, 12 gennaio 2003.

E così ho comprato, e quasi terminato di leggere, il suo "Yoga for the people who can't be bothered to do it".

Intuivo che avrebbe contribuito alle mie teorie sul Megaturismo, o che almeno avrebbe assecondato le mie inclinazioni in merito. Così è stato.

E comunque a quel libro di Dyer ero arrivato leggendo del suo ultimo, qui raccontato: "Geoff Dyer Takes to the Streets With Garry Winogrand" (di Jennifer Szalai, The New York Times, 28 marzo 2018). E così, da una meta si saltella verso un'altra, proprio come si fa nel Megaturismo, del resto: le mappe si possono sempre sovrapporre.

venerdì 11 maggio 2018

Esotismo low-cost

Qualche giorno fa



Ristorante uiguro durante sosta per cambio Flixbus a Monaco di Baviera. Mitteleuropa per le masse, esotismo low-cost.

Oggi



Ristorante "Asmara", Roma. Injera, e birra San Giorgio etiope. L'Africa in giardino, ma essenziale: né oleandro, né baobab.

venerdì 27 aprile 2018

Governativo



Non so di altre compagnie aeree, oltre all'Aeroflot, che oltre ad annunciare che è proibito fumare, aggiungono che è anche proibito consumare alcolici portati da casa.

Ieri sera sul volo Mosca-Bologna, dall'altra parte del corridoio, c'era un signore molto russo con una pancia enorme. Subito ha tirato fuori la sua bottiglia di vodka e ne ha offerta alla coppia seduta al suo fianco, che ha declinato. Un po' come si fa nei lunghi tragitti in treno.

Nalla foto, mentre leggo la molto ufficiale Rossiyskaya Gazeta: amo essere governativo, ogni volta che se ne presenta l'occasione.

(In altro a sinistra, intervista a Sergiei Rudskoi: "Armi chimiche in Siria non ve n'erano in nessuno dei tra luoghi bombardati")

domenica 22 aprile 2018

I quartieri settentrionali



Solo ex-post ho individuato le quattro cause che spiegano la trasformazione, oggi, della ricognizione di alcuni quartieri settentrionali, in una marcia di 40,7 chilometri che è durata nove ore e dodici minuti.

Sono tutte cause in negativo: dicono non di fattori presenti, ma assenti. Qualcosa che manca, come un buco, involontariamente afferma la presenza contraria, di quel che sta oltre all'orlo del vuoto. E così tra quel che manca e il suo opposto si stabilisce una relazione complessa e ambigua, che oggi mi ha tenuto compagnia. Soprattutto oltre il trentesimo chilometro.

Prima causa: mancanza di tempo. Tra pochi giorni tornerò in Italia e volevo ancora seguire le tracce del libro sull'architettura d'avanguardia a Leningrado, che già mi ha accompagnato nel quartiere Kirovski. Siccome non avevo tempo, oggi ho dovuto utilizzare molto tempo, muovendomi per diversi quartieri.

Quartiere Pietrogradski



Questo è il Palazzo della cultura intitolato al Soviet di Leningrado, terminato nel '38. La torre doveva essere alta più del doppio, e non so perché si siano fermati prima, mortificando il progetto.



Terminato nel '35, in questo palazzo abitavano membri della nomenklatura.



A due passi si trova, del '31, l'edificio dell'amministrazione della fabbrica "Poligrafmash".

Quartiere del fiume Chernaya



Nel 2003 abitai per due settimane in questo quartiere. Non c'era molto dialogo con la signora che mi ospitava, temo non soltanto perché conoscevo pochissimo il russo. In quell'occasione non andai nel triangolo di parco dove avvenne il duello che portò alla morte Pushkin. Da una parte, è chiuso dalla ferrovia, e dalle altre due, da strade trafficate. Qualche giorno fa ho confessato a due professoresse di non aver letto l'Evgenii Onegin di Pushkin e mi hanno guardato malissimo. E' che Pushkin è davvero imprescindibile.

Mercato dell'Udelnaya.



Seconda causa: Claudio era assente. Altrimenti ci sarebbe andato lui al mercato dell'Udelnaya, che è il punto più a nord del percorso. Così è toccato a me comprare il busto di Lenin che mi aveva chiesto per Alessandro.



Ho preso un bel busto. Prodotto dall Ленинградский фарфоровый завод имени М. В. Ломоносова ("Fabbrica di porcellana di Leningrado intitolata a Lomonosov"), che era come si chiamava in epoca sovietica la Fabbrica imperiale di porcellane. Me l'ha spiegato chi me l'ha venduta, un tipo simpatico. E mi ha anche fatto vedere il marchio sotto il busto, e comunque io mi fido di tutti.

Quartiere Vyborskaya Storona

E' un quartiere industriale. Iniziamo con un bel tubo.



E' il centro commerciale "Klondaik" (quello di Paperon de' Paperoni), con davanti un bel tubo del teleriscaldamento. La Russia a volte è così. Non so che cosa avrebbe da dire su un tale quadretto un Robert Venturi (il cantore dell'architettura di Las Vegas).



Non rende troppo la foto, ma i "bagni tondi", terminati del 1930, sono un edificio notevolissimo.



Questa bella scuola è del '31.



La fabbrica di cucine, del 1930.



Di questo mosaico non so nulla, ma mi piace.



Son passato alla Stazione di Finlandia. Il treno col quale nell'aprile del 1917 arrivò Lenin lo han messo sotto teca. Per vederlo ho chiesto a un poliziotto molto annoiato, che mi ha accompagnato oltre ai varchi di controllo.



Davanti alla stazione c'è quella che si può considerare la madre di tutte le statue di Lenin. Con una mano si tiene il cappotto, e con l'altra indica il negozio dove l'ha comprato. Questo si diceva, scherzosamente.

E a proposito, oggi è il compleanno di Lenin. E ieri era il sabato del lavoro volontario, che deriva dalla tradizione dei "sabati di Lenin" ("субботник") in cui il popolo lavorava gratis. Ora è rimasto un giorno solo, prossimo al suo compleanno.



E' un particolare di un quadro di tale В. С. Ivanov. E' molto famoso e mostra Lenin che fatica, in un sabato dei suoi.

E parlando d'arte (in russo: Искусство), valga la seguente.



Mancano due cause.

Terza causa. Non ho la piscina per nuotare, non ho i colli di Bologna per correre. Per questo, nelle settimane che ho trascorso qua a San Pietroburgo, ho dovuto camminare molto per compensare.

Quarta causa. Il motivo principale per cui son qua si iscrive in un ragionamento sull'assenza di informazioni quantitative. Sul fatto che la loro mancanza è interessante e informa tanto quanto la presenza, anche se ovviamente in modo diverso. E sul fatto che presenza e assenza rimandano l'una all'altra in modo complesso. Sono pensieri che possono apparire esoterici e forse lo sono. Per cui, per mantenere i piedi per terra, almeno qualcosa devo riuscire a contare. E oggi è andata bene: quaranta chilometri virgola sette. E' stata una giornata concreta, alla fine avrei anche continuato a camminare, ma francamente non sapevo più dove andare, e ho pensato che se avessi ripetuto due volte lo stesso giro avrei dato adito a malintesi. Ho poi visto tante cose belle, e una era dichiaratamente artistica.

mercoledì 18 aprile 2018

Student-P



La mattina del 29 marzo scorso camminavo per Bruxelles in attesa di andare in aeroporto. C'era un sole primaverile ed ero nei pressi della Borsa, che a sua volta è a due passi da La Becasse, una birreria d'affezione. Mi trovavo proprio lì, tra la Borsa e la birreria, quando ho capito chi sono io. Così, d'amblé.

Non mi sono mai sentito molto professore, vuoi per via della sindrome dell'impostore, vuoi perché coi colleghi discrepo. A tanti di loro preferisco il camionista tataro che negli ultimi giorni ha diviso con me un appartamento quasi in riva alla Neva. E non ho mai problematizzato troppo la questione, ma a Bruxelles il 29 marzo, tra la Borsa e la birreria, ho capito che non sono un professore, ma uno studente.

Anzi, sono "Student-P": lo Studente Picci. Come William Gosset, che firmò la distribuzione statistica che aveva inventato "Student-t", perché per contratto col suo datore di lavoro non poteva attribuirsi le proprie scoperte. Gosset lavorava per la Guinness, e in questa storia la birra è trait d'union.

Il Prof. Aleksandr Viktorovich ha consegnato il test corretto. Il mio nome, in cirillico - лучио пиччи - con a fianco un voto generoso. Un accoppiamento - nome e voto - che dimostra la mia trovata identità. Aleksandr Viktorovich ha anche notificato che ormai siamo passati al livello C1, dal B2-3 diprima, e lì ho capito che la sindrome dell'impostore puoi averla anche in quanto studente.

Daniel, il camionista, è sposato e ha due figli. Mi ha spiegato che i tatari degli Urali, come lui, sono un'altra cosa rispetto ai tatari della Crimea. Ha portato allegria al frigorifero, comprando birra e vodka. L'altra sera per non essere scortese la vodka l'ho assaggiata; lui invece l'ha bevuta. Questa mattina ci siamo salutati, e col suo camioncino, che era parcheggiato qui sotto, è partito per la sua città di Miacc, 2500 km da qui. Nel frigorifero è rimasta solo una birra, quella che comprai io un paio di settimane fa e che non ho ancora bevuto. Con lei vicina, forse nei giorni a venire avrò altre risposte, che qua le domande in sospeso sono ancora tante.

lunedì 16 aprile 2018

электрон



Non capisco nulla di calcio, ma intuisco che giocare per una squadra che si chiama электрон deve essere una gran bella cosa.

domenica 15 aprile 2018

Novgorod, soprattutto, fuori Novgorod



L'ho visto il Cremlino di Novgorod, ieri e oggi. Ci sono arrivato in autobus. Ci vogliono tre ore, perché da San Pietroburgo sono duecento chilometri.



Ho visto la cattedrale della santa Sofia, che per certuni è la più importante di tutta la Russia.



Ho osservato tante chiese coi loro dettagli. E ho pensato che stavo camminando negli stessi luoghi dei grandi pittori di icone e delle battaglie di Alexander Nievskii.


Ma soprattutto, sono stato fuori Novgorod.

Mi sono incamminato verso sud, lungo il fiume Volkov verso il lago Ilmen. Sono arrivato sino a un piccolo isolotto che si chiama Perhinski Skit.

E' il punto più in basso della mappa.



Ho camminato molto - cinquanta chilometri in due giorni - perlopiù in mezzo alla campagna, al sole, e da solo.



La laguna era ancora ghiacciata. In lontananza si vede il convento di San Giorgio.



Superato quello, c'è ancora un pò di strada per arrivare a Perhinski Skit, che è collegato alla riva da una breve strada. Era luogo di riti pagani e ora vi sorgono un paio di chiese.



Si trova allo sbocco del fiume sul grande lago Ilmen. E' un luogo molto bello. I pagani sapevano scegliere benissimo i loro luoghi sacri. Noi, che cosa sapremmo scegliere.

Non è detto che a cercare le periferie, ad andare fuori insomma, si facciano delle belle scoperte. Ma io qualcosa di bello lo trovo sempre.



Per esempio, lungo un sentiero infangato ho trovato due chiese che mi hanno commosso.



Ci ho girato intorno, cercando di non infangarmi troppo, e un po' mi sono fermato, in piedi su un campo dove avevano bruciato le sterpaglie.

Camminando a Novgorod - ma soprattutto, fuori Novgorod - ho trascorso due giorni in cui non è successo nulla, e al tempo stesso, mi pare che sia accaduto tanto. In parte è una questione di udito: a camminare in campagna ci sono pochi rumori e così si può decidere che cosa ascoltare, e quale importanza dare a quel che si ascolta. Questo lo dico ora, ma in realtà quando cammino sono molto distratto. Questa storia dell'udito forse non sta in piedi, per cui, forse le spiegazioni sono altre, e mi sfuggono.

domenica 8 aprile 2018

Quartiere Kirovski - кировский район



Nel '25 costruirono queste case per operai. Qua si costruirono i primi trattori dell'Unione Sovietica, così la strada si chiama tutt'ora Traktornaja Ulitza.



Le case non avevano bagno privato, e nel '28 si innalzarono i bagni "Gigant". Purtroppo in rovina; sull'edificio da qualche parte si legge un cartello "in vendita". E la scritta "феминизм или смерть" - femminismo o morte. Sono d'accordo.



Il quartiere Kirovski si trova a sud-est di San Pietroburgo. Fu sviluppato nella seconda parte degli anni '20 come quartiere industriale e l'ho visitato ieri. Era in periferia, ora è in città: da casa a piedi - mi trovo nella centrale "riva inglese" - sono circa sette chilometri. Questa è la mappa con segnati gli edifici che ho visto.

Oltre all'enorme "banja" qui sopra, costruirono un insieme coerente di servizi per i lavoratori.



La "casa della cultura", dai grandi volumi dal tono severo, è intitolata a Gorki ed è del '28.



A fianco, un paio d'anno dopo si costruì la scuola tecnica, che mi piace molto.



Di fronte, si trovano i magazzini generali ("univermag") e la fabbrica di cucine. La foto è in controluce e non rende, ma è un corpo molto interessante. E' del '29.



Poco distante si trova l'ospedale, che è ancora in funzione come tale.



Poco più a sud, lungo l'ampia "prospettiva Stachek", vi è l'edificio del soviet locale.



Le scuole intitolate al "decimo anniversario della rivoluzione d'ottobre" si trovano all'altezza della Traktornaja", dall'altro lato della prospettiva Stachek. Sono del '25.



Per la strada verso il quartiere Kirovski ho incontrato questo enorme tubo, credo del telerescaldamento. Malgrado loro, i grandi tubi sono un elemento di arredamento urbano delle città russe, a partire dalle prime periferie verso l'esterno. La Russia è uno dei luoghi coi quali ho un rapporto personale particolare, e a questi enormi tubi sono quasi affezionato. Quasi.



"Architettura dell'avanguardia a Leningrado", di Kirikov e Stieglitz: questa è stata la mia guida (la mappa in alto è tratta da questo libro). La foto della copertina mostra meglio l'edificio dell'"univermag" che ho fotografato anch'io.

Ho comprato questo libro nella libreria che appartiene a Garage, il centro d'arte che si trova a Gorki Park a Mosca e che visitai l'ultima volta che vi andai. La libreria `al secondo piano della Butilka, l'ex-carcere di "Nuova Olanda", antico luogo rinnovato e interessante a due passi da casa mia, qui a San Pietroburgo. Merita un racconto, ma un'altra volta.