venerdì 14 luglio 2017

Arte concettuale non premeditata



Qui sopra, uno scorcio del circuito di Formula 1 del Principato di Monaco, che ho fotografato ieri pomeriggio.

La Dacia Rossa (no aria condizionata, no servosterzo, si GPL) vi è arrivata per caso, ma il suo gesto ha rappresentato un caso esemplare di arte concettuale, dove alla concettualizzazione artistica contribuisce non soltanto lo stridore estetico delle Rolls Royce e delle Ferrari di sfondo, ma anche la non premeditazione, che ha ammantato la performance di una spessa glassa di sprezzatura - concetto le cui implicazioni artistiche dovremo sviluppare.

Ieri in 24 ore (sveglia alle 3 e mezzo, ritorno idem) sono andato a Nizza e ritorno per motivi non che sto a raccontare.

La mattina, bagno a Noli.



Essendo tutti i miei ricordi georiferiti, segnalo che molto tempo fa in questa spiaggia ci dormii, e solo tre estati fa, nella strada sovrastante feci l'autostop di notte per arrivare da Ventimiglia a Savona. Eccome se ci arrivai, alla stazione di Savona, progettata niente meno che da Pier Luigi Nervi.



A Nizza, come in un sogno, mi è riapparso il Venturi, questa volta nella traduzione francese. E' un libro di cui ho appreso l'esistenza solo un mese orsono, e da allora mi segue. Che i libri siano vivi non ci sono dubbi; il dubbio, semmai, riguarda noi.



Al ritorno sono ripassato da Noli. Mi son buttato in spiaggia cercando di dormire un po', senza riuscirvi.

Su quel che è avvenuto dopo ho ricordi un po' confusi. Ho sbagliato autostrada, dirigendomi verso Torino e anzi quasi arrivandovi. Ho cercato di rimediare parzialmente tagliando per Asti, ma poteva essere anche Esti o Astri. Mi sono fermato diverse volte in autogrill. In uno mi han detto che una lampadina non funzionava e mi han chiesto se volevo cambiarla, sono quindici euro, e ho risposto al benzinaio del GPL (si GPL, ho detto) che no, per via che preferivo procedere in incognito ma il benzinaio non ha capito, e allora gli ho ripeto "no però vorrei una coca-cola", ma non l'ho presa lì perché ormai il rapporto si era incrinato. L'ho comprata due autogrill dopo dove della lampadina non si era accorto nessuno. In un altro autogrill ho detto ad Ale "dormo dieci minuti" e mi sono svegliato con la sveglia del cellulare, perché "avevi detto che volevi dormire dieci minuti così ho messo la sveglia". Quello è stato il momento più difficile, ed è l'ultimo ricordo di ieri notte che scrivo qui, anche se è monco perché non so georiferirlo come dovrei. Forse eravamo già a Piacenza, oppure si è trattato di un sogno interrotto dalla suoneria.




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