martedì 31 gennaio 2012
Where, War & Peace
View War and Peace in a larger map
D* mi segnala i luoghi di War and Peace, e mi accusa di irriconoscenza quando le faccio presente che Otradnoe è altrove.
I valori della correttezza geo-filologica, presso certuni, sono in disuso.
domenica 29 gennaio 2012
Daniel Ortega, y los sueños convertidos en galápagos
Festa per l'anniversario della rivoluzione sandinista, non ricordo se al Paradiso o al Melk Weg. Fu lì, nel 1985, che vidi Daniel Ortega. L'uomo combattuto dalla guerra sporca di Reagan e dei Contras faceva simpatia. Non si sapeva certo, tra le altre storie, che era il violentatore della figliastra di 15 anni.
"Tal vez las revoluciones deberían hacerse solo para ser fotografiadas en ese punto estético del primer momento en que se confunden con el humo del pueblo antes de que se pudran."
Bello l'articolo di Manuel Vicent su El País ieri.
Being sucked in
Non devo farmi risucchiare dalle primarie. Non devo farmi risucchiare dalle primarie. Non devo farmi risucchiare dalle primarie...ommmm
sabato 28 gennaio 2012
The Reputation Society
L'uscita di "The Reputation Society" (MIT Press), curato da Hassan Masum e Mark Tovey, testimonia l'interesse crescente verso i sistemi reputazionali. Davvero non è caro: su Amazon, solo $20 per il Kindle.
Qui sotto riporto l'indice del libro. Nel capitolo che ho scritto io sostengo che nella governance pubblica dovremmo seriamente considerare il problema della "leggibilità" complessiva delle politiche. E' un punto di vista che aiuta anche a interpretare il cosiddetto "new"-new public management. In soldoni e per venire a noi: in Italia, con oltre 12 mila amministrazioni pubbliche, è un bel casino.
Trust, reputation systems, and the immune system of democracy / Craig Newmark
Building the reputation society / Hassan Masum, Mark Tovey, & Yi-Cheng Zhang
Designing reputation systems for the social web / Chrysanthos Dellarocas
Web reputation systems and the real world / Randy Farmer
An inquiry into effective reputation and rating systems / John Henry Clippinger
The biology of reputation / John Whitfield
Regulating reputation / Eric Goldman
Less regulation, more reputation / Lior Strahilevitz
The role of reputation systems in managing online communities / Cliff Lampe
Attention philanthropy : giving reputation a boost / Alex Steffen
Making use of reputation systems in philanthropy / Marc Maxson & Mari Kuraishi
The measurement and mismeasurement of science / Michael Nielsen
Usage-based reputation metrics in science / Victor Henning, Jason Hoyt, and Jan Reichelt
Open access and academic reputation / John Willinsky
Reputation-based governance and making states “legible” to their citizens / Lucio Picci
Trust it forward : tyranny of the majority or echo chambers? / Paolo Massa
Rating in large-scale argumentation systems / Luca Iandoli, Josh Introne, & Mark Klein
Privacy, context, and oversharing : reputational challenges in a Web 2.0 world / Michael Zimmer & Anthony Hoffman
The future of reputation networks / Jamais Cascio
“I hope you know this is going on your permanent record” / Madeline Ashby & Cory Doctorow.
Adolfo Wildt
Oggi a Forlì apre la mostra dedicata a Adolfo Wildt, che conto di visitare presto. All'inaugurazione è presente Sgarbi - meglio allora andarci con calma.
Il sito della mostra è ridicolo. Nel sito del Comune di Forlì, assessorato alla cultura, si arriva o a una informazione in ... pdf (in una pagina) o, seguendo un altro percorso, a questa scheda.
L'assessore alla cultura del comune di Forlì si chiama John Patrick Leech. Qualcuno dovrebbe formarlo.
venerdì 27 gennaio 2012
Modelli di ruolo
In alto, Servio Tullio, che avrebbe diretto il primo censimento in Roma antica. Dopo Servio Tullio mi è parsa doverosa una riverenza a Giordano Bruno.
Réchauffement climatique
Bastava che lo chiedessero a me: è ovvio che fa caldo (anche sui temi globali si può essere egoriferiti).
"La Terre se réchauffe, et ce, toujours plus vite. Si les scientifiques ne cessent de le rabâcher, à coup d'études et rapports documentés, une poignée de climatosceptiques continue de nier cette réalité, arguant d'une manipulation planétaire. Alors, quoi de mieux qu'une animation pour mesurer le phénomène ? C'est ce qu'a effectué la NASA, en résumant dans une vidéo de 26 secondes 131 ans d’évolution des températures sur Terre, de 1880 à 2011."
La NASA illustre le réchauffement climatique depuis 1880, Le Monde, giovedì 26 gennaio 2012.
martedì 24 gennaio 2012
Star Wars IV
Qui: (Star Wars Uncut: The Directors Cut) si spiega il crowdsourcing che ha portato a Star Wars IV. Inguardabile. Spero che l'accostamento con la gravitas del post precedente non risulti di cattivo gusto. E' che la gravitas la reggo nel perimetro dei cinque minuti. O che la gravitas del post precedente non danneggi Star Wars, e sarebbe un guaio forse maggiore.
Queste chiacchiere mi fan ricordare che devo cambiare le pile al light saber. D*, è scarico!
lunedì 23 gennaio 2012
Il Presidente e noi
Lunedì prossimo conferiremo una laurea honoris causa al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (vedi qui).
Non amo questo tipo di cerimonie, ma in questa occasione mi sarebbe piaciuto esser presente. Alla fine, per un problema di incastri inincastrabili, non potrò.
Per il buon karma dell'evento è meglio così, considerato che la prima e unica volta che partecipai a una tale cerimonia non finì del tutto bene. Ero un neoassunto ricercatore e conferimmo la laurea honoris causa a Mikhail Gorbachev. Diciamo che ci provammo. Oltre al Magnifico Rettore (Fabio Roversi Monaco) c'erano tutti, dal sindaco al generale passando per il vescovo.
Aspettammo a lungo ma Gorbachev non arrivava. Situazione di tensione a Mosca, è in albergo incollato al telefono, si mormorò. Continuammo ad aspettare, ma non arrivò nessuno. L'imbarazzo fu enorme e il Rettore furente. Io, che detestavo il sicumerico Rettore e non tentai di empatizzare, mi godetti placidamente gli aspetti surreali della vicenda. Dopo qualche ora di attesa e di telefonate dietro le quinte ce ne andammo.
Imparai poi che l'ex leader dell'ex Unione Sovietica, l'ex segretario del PCUS insomma, invece di venire da noi si era recato a visitare una qualche azienda della provincia che lo aveva invitato (mobilificio o salumificio? non ricordo, ma mi piace l'idea che fosse luogo di insaccati) in cambio di qualche milione di lire (per la sua fondazione, ritengo). Ne venne fuori un caso.
Ricordo questa vicenda non per amore del pettegolezzo e per mostrare quanto sia prossimo alle alte sfere - quando mi ci trovo nei paraggi, è sempre con l'attitudine di un Forrest Gump. Ricordo questi fatti perché mi ha sempre affascinato il tema della decadenza e di come noi umani agiamo quando ci troviamo in situazioni difficili. E Gorbachev allora non se la passava bene.
Per quanto riguarda la cerimonia di lunedì prossimo, che sarà una grande festa solenne, sono orgoglioso che la mia Facoltà di Scienze Politiche, che prende il nome da un intellettuale assassinato dalle Brigate Rosse (Roberto Ruffilli), attribuisca questo riconoscimento al Presidente Napolitano. Dal punto di vista del mestiere, se l'è meritato anche soltanto con la nomina di Mario Monti a senatore a vita, come mossa iniziale (pubblica) per gestire l'ultima crisi. Cappello, Signor Presidente.
Fascistissimi dettagli
Mario Andrea Vattani fu consigliere diplomatico, ben pagato, di Alemanno, sia al ministero delle risorse agricole, sia al comune di Roma.
E' ora Console generale a Osaka, dove, nel corso di una manifestazione pubblica di Casa Pound ha pubblicamente inneggiato al fascismo (cantando, vedi sopra).
Mario Andrea Vattani è figlio di Umberto Vattani, che sicuramente si è mantenuto rigorosamente neutrale nei riguardi della carriera del figlio (L'Espresso, tra le righe, dissentirebbe).
Secondo Alemanno, "Vattani è un diplomatico che ha fatto una brutta performance".
Ma non avevano bandito l'uso delle parole inglesi ?
domenica 22 gennaio 2012
Dedos pegajosos (Fraga / 3)
In alto, la copertina di Sticky fingers (dedos pejajosos) come uscì in Spagna (1971). L'idea che si tirasse giù la cerniera dei jeans (sotto) non piacque alla censura, e la casa discografica dovette confezionare una copertina alternativa per il mercato spagnolo.
El País recensisce un nuovo libro sulla censura franchista della musica pop. La censura è così monotona che parlarne prima di tutto annoia. Ma le storielle anticipate nella recensione sono davvero sugose.
Su Don Manuel (Fraga): "Esta censura, que determinaba lo publicable (o no) en España, se institucionalizó en 1966, por orden de Fraga Iribarne, entonces ministro de Información y Turismo. Don Manuel pretendía traer aires liberalizadores al país, pero ocurrió todo lo contrario en el campo de la edición fonográfica: al crear el órgano se desarrolló la función."
Vite frazionarie
Se resistessi alle primarie americane potrei dedicare tempo per capire meglio la Cina. Magari partendo da questo manifesto (una famigliola felice con due figli!) e dal blog di Evan Osnos che lo commenta o, per assecondare la mia propensione alla rava e alla fava, tuffandomi in un libro di storia cinese tra la manciata che prende polvere nel Kindle.
Oppure, potrei approfondire il rap russo. O tutti e due, a metà. O potrei concentrarmi di più, prima di uscire a correre, per evitare, al ritorno, di accorgermi che ho macinato quei 13 chilometri con due scarpe spaiate. O tutt'e tre, 1/3 ciascuno.
Com'è difficile condurre una vita frazionaria.
sabato 21 gennaio 2012
Steampunk
Domanda a cena: "Tu cosa sai dello steampunk?"
Nulla, ma tra due giorni sarò il massimo esperto mondiale.
Sopra, il polipo meccanico vittoriano a Burning man.
venerdì 20 gennaio 2012
Fraga / 2
Como dijo en su día su antiguo jefe, no quiero meterme en politica, pero me parece bien que alguien le haya cantado las cuarenta.
giovedì 19 gennaio 2012
The King of Bain
E' una corsa ad ostacoli: ogni giorno decidere che cosa ignorare per potersi dedicare alle cose veramente importanti (per esempio: Vasia, il mio nuovo folk-rapper personale, o i titoli zigotici generativi, e poi la cosmic habituation). Non guardare la televisione aiuta (chi è Vespa?), ma le trappole sono ovunque. Insomma, le presidenziali americane, ho deciso, non mi riguardano.
Questo detto, Whem Mitt Romney came to town, prodotto da una "Super PAC" che supporta Newt Gingrich, è da vedere. Scrive Steve Coll di "The New Yorker":
"Yet to dismiss “King of Bain” because it selects facts, distorts history, and tugs unrelentingly on the viewer’s emotions would be to overlook other interesting aspects of the film. “King of Bain” is to the Super PAC era of political distortion what “Apocalypse Now” was to Hollywood’s era of the auteur director: an apotheosis of inspired excess, and a marker of the times we inhabit.
Il problema è che le presidenziali, prima o poi, ti risucchiano. Wooosh! Com'è che diceva il mai dimenticato candidato Perot? "A giant sucking sound".
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