venerdì 22 maggio 2020

Nomi


Forse è per i nomi, come la valle del Randaragna, ieri nel tardo pomeriggio, dalle Tre croci.


Oltre, già in Toscana, c'è la valle dell'Orsigna. Orsigna richiama all'orso, che una volta era presente. Quelle sono le luci, ieri all'imbrunire. Tiziano Terzani frequentava Orsigna e ne scrisse sul Corriere della Sera.

Ero partito da Grangalione che eran quasi le sette di sera. Era molto tempo che non camminavo da solo in montagna al buio. Che errore: è importante camminare da soli al buio in montagna. Se non lo si fa, non si capiscono tante cose.


Si vede Venere e la sagoma del Corno alle Scale, dal Poggio dei malandrini. Era ormai buio ma ancora camminavo con la luce spenta. E' quasi possibile camminare al buio. Quasi. E poi il buio vero ormai non esiste più, purtroppo.


Il bivacco del rifugio del Montanaro. C'erano due ragazzi prima di me e mi han lasciato il fuoco acceso e anche le candele.


Questa mattina ho ripreso il cammino poco dopo le sette. Mi fermo sempre a guardare il massiccio del Corno da questa posizione. Io qua sono affezionato a tutto, ma a questo tratto di sentiero, che scende dal Montanaro giù per la foresta del Teso, lo sono particolarmente.


I torrenti sono gonfi d'acqua. Sapevo che avrei dovuto guadarlo a piedi nudi. L'acqua era gelata.


Non ho parole per descrivere la gioia di questi sentieri il mattino. Apposta sta mattina mi son partito così presto, perché sapevo bene per dove sarei passato. Si vede il Cupolino, che sembra proprio una piccola cupola. La salita è severa ma bella.


E qui sono in cima al Cupolino, che sovrasta il lago Scaffaiolo. Davati a me, in lontananza, si vede il Cimone. Il cippo segnava il confine tra Legazione pontificia e Granducato di Toscana. Qui ho pranzato.

Ho proseguito e sono salito sino alla del Corno alle Scale. Poi, lentamente, sino a Granaglione, ma poco importa.


Importa che in cima al Cupolino mi sono steso e ho fotografato il cielo.

Tra ieri e oggi, in meno di 24 ore, 45 kilometri e una notte su un tavolo. Forse, è una rincorsa ai nomi che si incontrano: Randaragna, Orsigna, Passo della nevaia e Poggio dei malandrini (dal quale si osserva la Pedata del diavolo. Cupolino, Corno, Porta Franca e Monte Cavallo: è una toponomastica tutta da calpestare.

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