lunedì 18 aprile 2005

Monkey Business

 La Hazel Perkins Jenkins Foundation for the Arts, con base a Seattle, sta conducendo un curioso esperimento, finanziando 37 centri per la scrittura negli Stati Uniti. L'idea è nota: battendo a caso le dita su una macchina da scrivere, prima o poi, casualmente, verrà fuori qualcosa di sensato. Con la dovuta pazienza, apparirà anche un qualche sonetto di Shakespeare.

I "peckers", o battitori, che lavorano nei centri della Hazel Penkins Foundation sono principalmente delle scimmie, ma gli umani non vengano discriminati.


E' vero? Come-se.


An Exclusive report on a strange writing factory, di Charles Portis, The Oxford American, Winter Issue 2005. Riportato su Harper's, Aprile 2005.

2 commenti:

  1. utente anonimo19 aprile 2005 01:16

    Magari potrebbero impiegare noi accademici.

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  2. Scrivo spesso in questo modo, battendo a caso sui tasti, ed escono concetti più profondi di quelli che mi sforzo di distillare...

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